Popovich coach dell’anno: l’ennesimo capolavoro con gli Spurs lo rende il più grande di sempre?

Per la terza volta nella sua carriera, Gregg Popovich è stato eletto il miglior coach della stagione NBA dopo aver condotto gli Spurs al miglior record della lega (62-20). Dopo aver assunto la guida dei texani nel lontano 1996, Pop ha vinto il premio nel 2003 e nel 2012: la prima volta è coinciso con il secondo titolo, seguito poi da quelli del 2005 e del 2007. L’anno passato ha interrotto la sua tradizione sempre vincente nelle Finals, perdendo un anello che sembrava già essere al dito suo e di quello dei suoi ragazzi.

Con questo riconoscimento, Popovich entra a far parte di un club esclusivo: solo Don Nelson e Pat Riley nella loro carriera sono stati eletti tre volte come migliori allenatori dell’anno. Gregg ha vinto per 41 voti su Jeff Hornacek, autore di una stagione quasi miracolosa con i Phoenix Suns, totalmente rinati sotto la sua guida. Al terzo posto ha chiuso staccato di molto Tom Thibodeau, poi a seguire i vari Clifford, Casey, Stotts, Rivers, Brooks, Jackson e Kidd. Il genio di Pop in questa stagione possiamo racchiuderlo nel seguente modo: nessun giocatore del roster degli Spurs ha giocato più di 30 minuti di media nel corso dell’intera stagione, insomma ha gestito in maniera quasi matematica l’impiego dei vari Duncan, Ginobili e Parker, ed ha comunque ottenuto il miglior record della lega con conseguente fattore campo a favore anche in caso di Finals.

Popovich è stato in grado di inserire velocemente nel suo sistema e di tirar fuori il massimo dai vari role player a disposizione: Marco Belinelli, Boris Diaw e Patty Mills sono un chiaro esempio di giocatori che stanno vivendo la loro miglior annata in carriera grazie alle caratteristiche che vengono esaltate dal sistema degli speroni. Ovviamente non sono mancati i complimenti per il premio da parte di altri colleghi: in particolare, Rick Carlisle, tra l’altro suo avversario con i Mavs nel primo turno di questi playoffs, lo ha definito il miglior allenatore della storia della NBA.

La grandezza di Pop non si limita “solo” al campo: è famoso per il suo modo brutalmente onesto di interfacciarsi con la stampa, non a caso il suo stile più unico che raro ha dato vita ad una serie di interviste indimenticabili. Un esempio? Quando Jeff McDonald, giornalista del San Antonio Express-News, gli ha chiesto come si costruisce un successo così duraturo come quello degli Spurs, la risposta è stata semplice e chiara: “Basta prendere una prima scelta al Draft ogni 10 anni ed essere sicuri che sia un giocatore franchigia”. Se sia il coach più grande di tutti i tempi è difficile stabilirlo, anche perché c’è gente come Auerbach e Jackson, giusto per fare due nomi, che avrebbe qualcosa da ridire. Ma è innegabile che sia uno di quegli allenatori a cui certamente serve il talento per vincere, ma che allo stesso tempo dà un’impronta evidentissima alla squadra. 

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