Può Kevin Martin risolvere i problemi di Minnesota?

I Minnesota Timberwolves sono una delle squadre più attive di questa post-season, avendo già ai primi di Luglio realizzato numerose operazioni. I quattro giocatori che (a meno che di clamorosi colpi di scena per quanto riguarda i Free Agent) hanno legato il loro nome alla franchigia delle TwinCities sono Shabazz Muhammad, guardia da UCLA, Gorgui Dieng, centro campione NCAA con Louisville, Chase Budinger, ala/pupillo di Rick Adelman e soprattutto Kevin Martin, ex sesto uomo degli Oklahoma City Thunder. Proprio quest’ultimo colpo, a prescindere da come andrà la sua avventura nei T’Wolves, è per pedigree il Free Agent più importante approdato a Minneapolis nell’ultimo quinquennio, se non decennio. In attesa della probabile conferma di Nikola Pekovic, e dandola per scontata, analizziamo cosa può significare l’approdo di Martin per Love e compagni.

CONTRATTO E ALTRI CANDIDATI– K-Mart ha preso probabilmente l’ultimo contratto d’alto livello della sua carriera, avendo firmato a trent’anni un quadriennale che gli garantirà 30 milioni di dollari. L’accordo è lungo, e discretamente oneroso, e non basteranno le parole dell’ex Sacramento Kings, che ha detto di sentirsi un ventiseienne e non un trentenne, per dissipare ogni dubbio sulla qualità dell’acquisto di Flip Saunders. Una certezza però è inconfutabile; i Timberwolves non hanno una guardia con questo potenziale offensivo dai tempi di Latrell Sprewell e Sam Cassell (anno di grazia 2003/2004, quello dell’ultimo titolo divisonale vinto), e non me ne vogliano Ricky Davis, Randy Foye e Rashad McCants. Il contratto è quindi si, oneroso, lungo, anche, ma sfruttato al massimo delle sue potenzialità, visti soprattutto i margini ristretti in cui opera Saunders, a causa dei potenziali 10 milioni a stagione che potrebbe percepire Nikola Pekovic nel 2013/2014. Gli altri candidati d’altra parte erano JJ Reddick e OJ Mayo; il primo, a cifre equivalenti, perché prenderà 27 in quattro anni dai Clippers, non è considerato un giocatore all’altezza di Martin, perché con un gioco molto più circoscritto (che fa al caso più dei Clips che di Minnesota), il secondo, non ha mai dimostrato una grande voglia di giocare nel Minnesota, guardatevi la faccia fatta dopo esser stato draftato alla 3 proprio dai lupi, e probabilmente aspira ad un contratto più succoso. Difficile dire che Saunders non abbia preso il miglior giocatore disponibile, all’unico prezzo che i T’Wolves potevano spendere.

PROBLEM SOLVER?– Fatte queste premesse, bisogna capire quale ruolo avrà Martin. Minnesota non gli chiederà di essere il leader della squadra, ma probabilmente neanche di fare la seconda punta, vista la presenza di Pekovic, e questo potrebbe dare a Martin nuova linfa, ed infatti il problema grosso riguarda la coesistenza con Ricky Rubio. Non quella offensiva, tant’è che Martin si è dichiarato gasatissimo di poter giocare con lo spagnolo, “il miglior passatore che avrò al mio fianco da quando gioco nella NBA”, quanto quella difensiva. Minnesota difende male, e aggiungere l’ex OKC in questo sistema può rivelarsi un rischio eccessivo. Tra Rubio, Martin, Love, Pekovic e Budinger (questo dovrebbe essere il quintetto) forse solo Pek e Budinger sono due giocatori sopra il PAR, difensivamente parlando, e se lo sono, superano appena la sufficienza. Per non parlare dell’atletismo dei T’Wolves, che già latitava nella scorsa annata, e che non può di certo migliorare con l’aggiunta di Martin al posto Ridnour, e di Budinger al posto di Kirilenko, che sarà meno atletico del pallavvolista da Arizona, ma che difendeva con una competenza nettamente superiore.
Ad Ovest, sinceramente, poche squadre arrivano ai playoff difendendo male, e affidandosi eslcusivamente ad un gioco ad elevati ritmi offensivi (cosa che i T’Wolves potrebbero fare meglio di tutti nella Lega, forse dietro ai Warriors), ma visto il potenziale tecnico dei T’Wolves non è detto che questa soluzione non porti a dei frutti.

LA CERTEZZA– L’unica certezza che rimane ai Timberwolves quindi, è Rick Adelman. Se coach Adelman ha voluto confermare Budinger e prendere Martin, evidentemente è convinto di poter arrivare ai playoff con questa squadra, nonostante le defezioni già citate riguardo il sistema difensivo e l’atletismo. Un’idea che potrebbe rivelarsi allettante sarebbe quella di far partire Martin in panchina, e Muhammad, difensore discutibile, ma più atletico, in quintetto, per poi avere un secondo set ultracompetitivo con Barea, K-MArt, Derrick Williams e Dieng.

AZZARDO E PREVISIONI–  Ad ogni modo per fare una squadra veramente importante ad Ovest servirebbe una presenza più difensiva e più decisiva a centro area. I Knicks hanno una grossa sovrabbondanza nel reparto lunghi, e Tyson Chandler ha ancora 29 milioni garantiti, nonostante nell’ultima stagione sia apparso a tratti un po’ scarico fisicamente. I Knicks potrebbero lasciarlo partire per un scambio alla pari con Pekovic (anzi, forse dovrebbero dare qualche scelta ai T’Wolves) ed entrambe le squadre ci guadagnerebbero, e molto. Lo scambio è complesso, ed è più una boutade che altro.
E’ difficile, quindi, che i Timberwolves raggiungano i playoff; nonostante l’acquisto di Martin possa definirsi sostanzialmente azzeccato, questo non può essere la soluzione a tutti i mali che da anni non permettono alla franchigia di ottenere l’accesso alla post-season. Non dovesse arrivare un centro con quel tipo di caratteristiche, ma semplicemente tornare Pek,  il mio pronostico è di una stagione da 38/40 vittorie nella migliore delle ipotesi, e da 30 nella peggiore.

FOTO: www.rantsports.com