20 giorni di pura follia: la trade deadline sarà tanto fumo anche quest’anno?

20 giorni di pura follia. Sì, ma solo sulla carta. La Trade Deadline, come ogni anno, si avvicina sempre di più e i nomi delle ultime ore di certo non mancano. A dirla tutta, quest’anno si fanno molto più interessanti rispetto ad altri anni. E questo, a maggior ragione, rischiamo di trovarci alle 21.00 del 23 febbraio senza che un pesce grosso abbia cambiato divisa. Ma il bello del mercato è anche vedere i nomi in gioco. Ed è quello che cercheremo di fare: elencare i giocatori che potrebbero muoversi.

CLEVELAND CAVALIERS – Indubbiamente, sono loro nell’occhio del ciclone. Nell’ultima giornata sembra saltare fuori l’opzione di vagliare il mercato dei free agent, con Lance Stephenson (sì, il vecchio Lance), Kirk Hinrich e Mario Chalmers a fare dei workout. Ma si parla anche di cessioni: Deron Williams (che i Mavericks hanno tuttavia categoricamente negato) e Shelvin Mack degli Utah Jazz, in caso i tre free agent indicati non andassero bene, sono i principali nomi di trade (anche se il workout fatto da un quarto, tale Jordan Farmar, sembra essere stato incoraggiante). Ma non ci si ferma solo alla guardia di riserva …

CARMELO ANTHONY – Anche lui, ormai, sembra sul punto di dire addio ai Knicks. Anche se ha la no – trade clause nel suo contratto, Phil Jackson sta spingendo il suo numero 7 a toglierla, e d’altro canto il diretto interessato potrebbe rimuoverla solo per un team vincente. Solo, il team quale sarebbe? Prima erano i Clippers (pronti a ricevere Melo senza la cessione di Griffin, CP3 o DeAndre), poi sono diventati i Celtics (con coach Stevens che lo vorrebbe a roster, ma d’altro canto abbiamo lo scetticismo di Danny Ainge), poi sono tornati i Cavs (che lo avrebbero voluto a patto di non cedere Kevin Love, che però New York vorrebbe a roster). Il Melo-Drama riprende a distanza di sei anni…

SERGE IBAKA – I Magic cedono il presente e il futuro (Oladipo e Sabonis, ndr) ai Thunder per averlo. E in cambio, dopo aver firmato (perché?) Biyombo con un faraonico contratto, hanno un team ancora sotto il 50% di vittorie, ancora lontano dalla presenza ai playoff, ancora lontano da essere in un rebuilding accettabile. Rob Hennigan ha fatto cilecca un’altra volta, e pare che il congolese (autore di una stagione da 15 punti al 48% dal campo, da 1.6 stoppate e 6.9 rimbalzi) sia in procinto di partire. Non per le performance, che di certo non sono mediocri, ma piuttosto per il fatto che i galli a centro area sono tre (lui, Vucevic e il sopradetto Biyombo) e che lui ha un contratto in scadenza a Luglio. Facile cederlo per cercare (forse ci siamo?) un rinforzo. I Raptors sono sempre a caccia di una buona ala (specie dopo che Atlanta ha tolto Paul Millsap dal mercato), ma anche gli Spurs potrebbero provare a dire la loro.

JIMMY BUTLER – In casa Chicago Bulls la situazione non è delle migliori. Wade e Butler da una parte, Rajon Rondo e i giovani dall’altra. In un team che sembra destinato al definitivo reset, Butler pare uno degli indiziati a cambiare maglia. E gli ennesimi Celtics potrebbero tornare alla carica, proponendo un pacchetto che include Marcus Smart, Jae Crowder e la ambitissima prima scelta del 2017. Che sia la volta buona?

RAJON RONDO – Lui e Nikola Mirotic sono tra i primi indiziati per lasciare Chicago, visto anche il rapporto deleterio tra il primo e coach Hoiberg. Ma diciamolo chiaro: chi vorrebbe un giocatore da 14 milioni all’anno fino al 2019, noto per il suo carattere e il suo rapporto con i coaching staff?

DEMARCUS COUSINS – Di Cousins si parla ogni anno, ma questo è il primo in cui si fa una proposta mirata al giocatore. I Suns hanno infatti offerto, per arrivare al numero 15, Alex Len, T.J. Warren e la loro prima scelta al Draft 2017. Le discussioni si sono fermate, ma sembrano un segnale interessante sulla posizione che Vivek Randive vuole prendere sul suo centro.

DERRICK WILLIAMS – l’emergere di Okaro White può portare l’ex Knicks lontano dai Miami Heat. Peccato, perché le premesse del passato anno a New York sembravano intriganti per uno come lui…

NIKOLA VUCEVIC – Un altro Magic sul mercato. A cercarlo nei passati giorni c’erano i Boston Celtics, ma i colloqui si sono fermati solo alla fase preliminare.

WILSON CHANDLER – Due anni di contratto da 11 e 12 milioni di dollari. 16 punti di media. Ma anche esclusione dal quintetto a partire da gennaio. Chandler vuole cavalcare il buon momento e vuole essere ceduto, e gli acquirenti per lui non mancherebbero certo. Un paio di anni fa c’era l’interesse dei Portland Trail Blazers: alla luce della stagione di Allen Crabbe, potrebbe essere un affare riproponibile.

JAHLIL OKAFOR – Fresco di mattinata l’interesse di Chicago per uno dei suoi figli. Non è certo talentuoso cone l’altro nel ruolo di ala/centro (Anthony Davis), ma Okafor non è certo da buttare.  In un team che poi sembra aver confermato il ruolo di Embiid e che può puntare come riserva su Noel, Okafor è un terzo incompdo che ai Bulls, per una buona offerta  (Mirotic?) può essere utile.

Con Rudy Gay, destinato a essere protagonista di questa deadline, fuori dai giochi di mercato per l’infortunio al tendine di Achille e anche Danilo Gallinari a rischio (soprattutto a causa di un infortunio all’inguine da valutare), i nomi non mancano di certo. Ma quando si parla di questo tipo di nomi, prepariamoci anche a una deadline di magra, come sta ormai avvenendo da vari anni.

IL PRIMO SCAMBIO – E’ avvenuto ieri verso le 21 il primo scambio di questa trade deadline. Milwaukee necessitava di centri, e li ha trovati in Roy Hibbert e Spencer Hawes dagli Charlotte Hornets. In North Carolina, invece, andrà Miles Plumlee. Plumlee aveva firmato un quadriennale da 40 milioni in 4 anni con i Bucks, ma è finito sempre più fuori dalle rotazioni di coach Kidd, fino a lasciare il Wisconsin con 9.7 minuti di impiegocon 2 tiri presi e 2.6 punti realizzati. A Charlotte può trovare un settore lunghi più libero: sarà il cambio di Cody Zeller e potrà liberamente giocare in area e, secondo Marc Stein di ESPN, era un obiettivo di Michael Jordan da diverso tempo. Di contro, Spencer Hawes continua il suo peregrinare per la NBA (i Bucks sono la sua sesta squadra NBA, quarta negli ultimi tre anni, ndr) e, in un roster che vede già come centri Henson, Monroe e Hibbert, può fare le valigie già per febbraio. A meno che non ci sia di mezzo un affare per Monroe… Hibbert, invece, può essere di contributo interessante: in 16 minuti di media, a Charlotte ha realizzato 5.2 punti di media e 1 stoppata. Di certo non cifre che rispecchiano il valore che aveva all’interno degli Indiana Pacers che arrivarono alle Finali di Conference nel 2013, ma è sempre meglio di quello che abbiamo visto ai Lakers…