Raptors, la “to-do-list” di Ujiri: scambiare Bargnani al più presto è il primo obiettivo

Masai Ujiri dovrà dimostrare di valere ogni centesimo dei 15 milioni che i Raptors verseranno sul suo conto nei prossimi cinque anni. Una cosa è scambiare un giocatore franchigia, un’altra è la maggior parte del roster per poter assemblare una buona squadra. Toronto deve ripartire dopo l’era di Bryan Colangelo, rimasto alla presidenza ma praticamente senza poteri decisionali sull’allestimento del team, in cui sono stati mancati per cinque anni di fila i playoffs.

Ujiri non avrà neanche il tempo di prendere confidenza con la nuova realtà canadese, perché è già chiamato a decisioni importanti, che si spera non prenderà consultando chi ha combinato un disastro. Innanzitutto deve scegliere se affidare i Raptors del futuro nelle mani di Dwane Casey o ad un nuovo allenatore: la sensazione è che si darà fiducia all’attuale head coach, che però ha una mentalità prettamente difensiva e senza i giocatori giusti può fare ben poco.

Nella “to-do-list” di Ujiri rientra anche il futuro di Andrea Bargnani, che è uno dei nodi da sciogliere il prima possibile: l’ormai ex gm dei Nuggets è convinto che il tempo del Mago a Toronto sia finito e si è già messo all’opera per trovare una squadra con la quale imbastire una trade. Il lungo italiano ha un contratto garantito per i prossimi due anni, ma se Ujiri non dovesse riuscire a piazzarlo entro il primo luglio, allora i Raptors molto probabilmente decideranno di amnistiarlo.

Altro giocatore che Toronto cercherà di scambiare è Kyle Lowry: nessuno mette in discussione il suo talento, ma di certo non è un playmaker attorno al quale costruire una squadra. Al momento l’unico giocatore che è sicuro di far parte del roster 2013-14 è Jonas Valanciunas: è giovane, ha ampi margini di miglioramento e soprattutto è un centro, merce sempre più rara nella NBA dei nostri giorni. Sembrerebbe sicuro di un posto nei Raptors anche Amir Johnson, il quale non solo è stato uno dei migliori nell’ultima stagione, ma è anche molto amato dal pubblico canadese. Il resto della squadra di quest’anno, DeMar DeRozan e Rudy Gay in primis, è in discussione. Molto dipenderà dalla scelta che farà Ujiri in vista della prossima stagione: mantenere intatto il nucleo del team e tankare per avere buone scelte nel prossimo Draft o rivoluzionare per provare a creare una buona squadra fin da subito? Questo è il dilemma.