Roy Hibbert ci ricorda perché quello del centro è il ruolo più determinante della NBA

In un’epoca in cui i grandi centri scarseggiano sempre di più, il ruolo di 5 rimane comunque il più importante. E Roy Hibbert, nel bene e nel male, ne sta dando una chiara dimostrazione. Volendo ridurre tutto semplicisticamente, quando l’All-Star ha faticato nei primi due turni, i Pacers hanno arrancato; non appena si è espresso su livelli alti, i Pacers sono apparsi di nuovo fantastici, forse anche meglio di quelli che hanno dominato la prima parte di stagione. 

Nella regular season Hibbert non è mai stato il fulcro dell’attacco della squadra, risultando il quarto marcatore con 10 punti di media e con una percentuale dal campo (43%) molto bassa per uno di 7 piedi. Quello che lo ha reso un All-Star è ovviamente il suo impatto difensivo. E’ uno dei migliori stoppatori del campionato, che concede percentuali bassissime agli avversari nel pitturato, in grado di chiudere la corsia agli avversari. In questi aspetti è un’eccellenza, ma nel primo turno contro gli Hawks, squadra dal record perdente, ha faticato in maniera disumana. Il perché è da ritrovare nel fatto che il matchup con Pero Antic, uno in grado di far malissimo dal perimetro, è stato un incubo per lui. Ma al di là del lato tecnico-tattico, Hibbert ha spesso e volentieri mostrato una scarsa fiducia nei propri mezzi: ogni volta che ha mancato un paio di canestri consecutivi o è stato battuto dagli avversari, si è depresso e la squadra ha risentito molto della sua emotività, rischiando un’eliminazione clamorosa. 

La serie con i Wizards è stata un po’ diversa: fatta eccezione di gara 1, ha tenuto testa a Nene e Gortat ed è stato un fattore importante nella vittoria per 4-2 dei Pacers. Ma nel primo atto della finale di Conference contro gli Heat è apparso più fiducioso di quanto non lo sia mai stato finora nei playoffs. La sua presenza ha costretto Bosh a rimanere quasi sempre sul perimetro, da dove non è riuscito ad incidere, ha chiuso benissimo le penetrazioni avversarie, costringendo spesso Wade a prendersi jumper forzati. Ancora più importante, ha difeso il ferro senza commettere ingenuità: basti pensare che gli Heat hanno tirato solo 15 liberi, mentre i Pacers ben 37. Inoltre, ha avuto anche un impatto offensivo importante, mettendo a referto 19 punti ed esibendosi in particolare in alcuni semi-ganci di pregevole fattura. 

Vicino al ferro Miami ha tentato 24 tiri, di cui 10 contro Hibbert: di questi, solo 4 sono andati a bersaglio. Quando invece Roy non era in zona, gli avversari hanno segnato 12 dei loro 14 tentativi. Avere un centro che assomigli molto ad una vera e propria ancora difensiva è un qualcosa di estremamente prezioso e che permetterà ai Pacers di provare a prendersi la tanto attesa rivincita contro gli Heat, dopo la sconfitta in gara 7 subita lo scorso anno. Questo non vuol dire che Indiana parte favorita, anche perché difficilmente riuscirà ad esprimersi sempre sui livelli offensivi di gara 1, ma finché Hibbert avrà tale impatto e giocherà con tale fiducia, Miami dovrà faticare tantissimo per continuare ad inseguire il sogno threepeat.