Rubio, Pekovic, Ilyasova: il palcoscenico NBA ha sempre più europei come protagonisti

C’era una volta la National Basketball Association, una lega in cui giocavano quasi esclusivamente gli statunitensi, perché nelle altre parti del mondo non si sapeva giocare a basket. O almeno così si diceva. Per la verità un tentativo lo avevano fatto già nel 1946, quando Hank Biasatti, canadese nato in Italia, aveva giocato delle partite per i Toronto Huskies nell’allora BAA. La sua avventura a Toronto durò solo fino a dicembre: Biasatti giocava anche nei Philadelphia Athletics della MLB e il baseball era la sua priorità. Fu successivamente scelto dai Boston Celtics, ma non giocò mai coi biancoverdi. Un tedesco, Frido Frey, giocò 23 partite a 3.8 punti di media nei New York Knicks sempre nella stagione 1946/1947. Ma per trovare un protagonista europeo in NBA, se escludiamo quel Dominique Wilkins nato in Francia, ma statunitense a tutti gli effetti, dobbiamo aspettare il 1985. Con l’ottava scelta al Draft, i Dallas Mavericks scelgono il tedesco Detlef Schrempf.

Questa notte, al BMO Harris Bradley Center di Milwaukee, è andata in scena la partita tra Bucks e Timberwolves. I T’Wolves hanno vinto per 98-107, trascinati dallo spagnolo Ricky Rubio (19 punti, 5/6 da tre, 12 assist e 8 rubate) e dal montenegrino Nikola Pekovic (27 punti, 11/14 dal campo e 8 rimbalzi); in quintetto anche il russo Andrei Kirilenko (12 punti, 4 rimbalzi e 4 assist), mentre l’altro russo Alexey Shved è partito dalla panchina (5 punti e 2 assist). Il migliore in campo per i Bucks è stato il turco Ersan Ilyasova: 29 punti e 12 rimbalzi. Ma a trascinarci fino a questa massiccia presenza di europei nel campionato americano forse non è stato Schrempf, e nemmeno Chris Welp, tedesco scelto qualche anno dopo di lui: entrambi, infatti, dopo essere cresciuti in Germania hanno frequentato il college negli Stati Uniti. Il primo anno di grazia per lo sbarco degli europei oltreoceano è stato il 1989.

Zarko Paspalj, Alexander Volkov, Drazen Petrovic, Sarunas Marciulonis e Vlade Divac. Cinque giocatori provenienti da un blocco comunista che era un tempo nemico giurato degli Stati Uniti. Cinque giocatori che hanno fatto la storia del basket europeo e non solo. I primi cinque giocatori europei a sbarcare nella National Basketball Association senza passare dal college. Sono stati probabilmente loro ad aprire le frontiere e a far capire agli statunitensi che il livello del basket europeo era tutt’altro che trascurabile. Da quel momento in poi ci sono stati, tra gli altri, Vrankovic, Radja, Kukoc, Muresan, Tabak, Danilovic, Sabonis, Djordjevic, Ilgauskas. Fino ai giorni nostri, in cui oramai non ci si sorprende più nel vedere un europeo che sposta gli equilibri nel campionato più spettacolare del mondo. Abbiamo avuto un europeo MVP della regular Season (Dirk Nowitzki), due europei MVP delle Finals (Tony Parker e Dirk Nowitzki) e addirittura un europeo prima scelta al Draft (Andrea Bargnani). Rubio, Pekovic e Ilyasova sono solo le più recenti punte di un iceberg che ha iniziato a formarsi 14 anni fa ed è in continua evoluzione.

Photo: foxsportsnorth.com