Stelle senza Playoffs: i migliori giocatori in attività a non averli mai disputati. Da John Wall a Kevin Love

Premessa obbligatoria: i rookie e i sophomore non sono stati inseriti in questa graduatoria. Un paio d’anni soltanto nella lega non sempre sono sufficienti per cambiare i destini della propria squadra. Per la verità i Portland Trail Blazers, la squadra del Rookie of the Year Damian Lillard, sono rimasti, almeno da un punto di vista aritmetico, in lotta per i Playoffs fino a poche settimane dal termine della regular season. Ciò non toglie che, prima di considerare Lillard una stella senza PO, è meglio lasciar passare un altro paio di anni; stesso discorso per Kyrie Irving. Vediamo ora qual è l’ipotetico quintetto composto dai giocatori di alto livello che non hanno ancora potuto calcare i parquet della National Basketball Association nella post-season.

John Wall (Washington Wizards) – Statistiche carriera: 16.9ppg, 4.4rpg, 8.0apg – Anni nella lega: 3
Prima scelta al Draft 2010 e secondo, dietro a Blake Griffin, nelle votazioni per il Rookie of the Year della stagione 2010/2011. Almeno da un punto di vista personale, la carriera di John Wall è iniziata in maniera molto soddisfacente. Nell’anno del lockout, però, sono sorti molti dubbi sulle sue capacità di gestire una squadra che faticava a vincere. Non convincevano in particolare le letture di gioco del playmaker nativo di Raleigh. Wall ha saltato le prime 33 partite della stagione 2012/2013, poi al rientro ha dato nuova linfa ai Wizards con una serie di ottime prestazioni. L’anno prossimo riuscirà a condurre la sua squadra ai Playoffs?

Tyreke Evans (Sacramento Kings) – Statistiche carriera: 17.5ppg, 4.8rpg, 4.8apg – Anni nella lega: 4
Quarta scelta al Draft del 2009, al termine della sua prima stagione è stato eletto a furor di popolo Rookie of the Year dopo un’annata da 20.1 punti, 5.3 rimbalzi e 5.8 assist ad allacciata di scarpe. Numeri da novello LeBron James. Peccato che, nonostante il grande talento dei Kings, le prestazioni del giocatore siano andate in peggiorando stagione dopo stagione e la sua squadra, dall’avvento di Tyreke, non è ancora riuscita a tornare ai Playoffs. La 2012/2013 è stata la sua peggiore stagione da un punto di vista numerico per punti, rimbalzi, assist e minuti di media. Potremmo già essere arrivati al punti di svolta in cui ci si chiede se sia veramente una (potenziale) stella o meno.

DeMar DeRozan (Toronto Raptors) – Statistiche carriera: 15.2ppg, 3.5rpg, 1.8apg – Anni nella lega: 4
È arrivato nel momento sbagliato della storia dei Raptors: l’ultima stagione di Chris Bosh prima del passaggio ai Miami Heat. Quella squadra, nonostante l’inserimento a prezzo esorbitante di Hedo Turkoglu, chiuse la stagione con un record di 40-42, rimanendo fuori dai Playoffs. Dopo la partenza di Bosh, DeRozan si è sempre trovato a scendere in campo all’interno di un contesto abbastanza di basso livello. In compenso, ha mostrato buoni miglioramenti, arrivando ad essere un giocatore da 18.1 punti a partita. La domanda, in questo caso, è: DeRozan potrà diventare un giocatore in grado di condurre la propria squadra alla post-season o ha bisogno di una stella al suo fianco che lo trascini? Stella che, probabilmente, non è Rudy Gay, né tantomeno Bargnani.

Kevin Love (Minnesota Timberwolves) – Statistiche carriera: 17.3ppg, 12.2rpg, 1.9apg – Anni nella lega: 5
Probabilmente la stella dell’immaginaria squadra che abbiamo composto in questo articolo. Un’ala grande di 2.08m che ha vinto nel 2011 il premio di Most Improved Player of the Year dopo una stagione disumana da 20.2 punti, 15.2 rimbalzi e il 41.7% da tre. Alla sua quinta stagione in NBA e ai Timberwolves si è ritrovato in un quintetto con Rubio, Roy, Kirilenko e Pekovic. I tempi sembravano realmente maturi per un debutto ai Playoffs. Sembravano. I cinque hanno giocato, complessivamente, 206 partite in questa stagione (Love 18, Rubio 57, Roy 5, Kirilenko 64 e Pekovic 62). Chiaro che fosse impossibile pensare ad un buon piazzamento ad Ovest con questa serie di problemi fisici. Love, però, scalpita. E non è detto che aspetterà di giocare i suoi primi a Playoffs a Minneapolis.

Greg Monroe (Detroit Pistons) – Statistiche carriera: 13.5ppg, 8.9rpg, 2.4apg – Anni nella lega: 3
Si trova in quintetto al posto di Cousins solo perché l’opinione di chi scrive è che, in questa stagione, abbia fatto vedere cose migliori rispetto al centro dei Kings. Monroe è un lungo solido e tecnico, con buone doti da passatore. Di questi tempi il centro sembra essere un ruolo in via d’estinzione e per questo motivo i giocatori alla Monroe vanno tenuti stretti. Non c’è dubbio che possa potenzialmente fare la differenza, ma la dirigenza dei Pistons ha adesso il compito di costruirgli una buona squadra intorno. Alla post-season ci può arrivare, ma non da solo.

Sesto uomo: DeMarcus Cousins (Sacramento Kings) – Statistiche carriera: 16.3ppg, 9.8rpg, 2.3apg – Anni nella lega: 3
Ha giocato una clamorosa stagione da sophomore, ma il giocatore solidissimo che spazzava i tabelloni nella stagione del lockout non si è necessariamente ripresentato in campo nella 2012/2013, se non a piccole dosi. Vale il discorso già fatto per Tyreke: i Sacramento Kings attuali sono un mucchio di talento. Il problema è come trasformare un mucchio in una squadra. Il fatto di trovarsi davanti a giocatori non particolarmente facili da gestire, come lo stesso Cousins, per ora sta tenendo i talentuosi Kings lontano dalla post-season.

Menzione speciale: Corey Maggette (Detroit Pistons) – Statistiche carriera: 16.0ppg, 4.9rpg, 2.1apg – Anni nella lega: 14
Cosa c’entra Corey Maggette in questa graduatoria? Apparentemente niente: non è una stella e i Playoffs, per giunta, li ha pure giocati. Maggette è, limitandoci ai giocatori in attività, 35o per punti segnati nella NBA (tra Baron Davis e Zach Randolph). Tra i primi 50 marcatori NBA in attività, l’ala dei Pistons è il giocatore che ha giocato meno partite di post-season. In 14 anni di carriera, la maggior parte dei quali coi Clippers, Maggette ha disputato solamente 12 partite di Playoffs, tutte con la squadra di Los Angeles nell’edizione 2006. Ha chiuso quei PO a 15.3 punti di media in 24.3 minuti.

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