Stephen Curry: un’annata da sogno, ma priva di riconoscimenti individuali

Il playmaker dei Golden State Warriors ha vissuto la miglior stagione possibile, emergendo come uno dei migliori playmaker dell’intera lega e trascinando la sua squadra alle semifinali di Conference per la prima volta dopo sei anni. La sua stagione è terminata una settimana fa, quando i San Antonio Spurs si sono imposti senza troppe in difficoltà in California, chiudendo la serie sul 4-2. Curry ha giocato una grandissima serie: in gara 1 contro San Antonio ha segnato 44 punti (22 nel terzo quarto) e ha distribuito 11 assist; un’impresa tra l’altro già vista in gara 2 tra Warriors e Nuggets, quando Steph aveva segnato proprio 22 dei suoi 31 punti nel terzo periodo.

FUORI DAI QUINTETTI – In stagione regolare aveva tenuto 22.9 punti di media, con anche prestazioni da urlo come i 54 punti segnati al Madison Square Garden contro i Knicks. Eppure le sue grandissime performance non sono bastate per farlo entrare in uno dei tre migliori quintetti NBA, annunciati ufficialmente ieri. Niente di grave: le sei guardie scelte sono state Chris Paul, Kobe Bryant, Russell Westbrook, Tony Parker, James Harden e Dwyane Wade. Difficile ritenere scandalosa l’inclusione di uno questi sei. Curry, considerando tutti i ruoli, è stato il secondo degli esclusi, dietro a Brook Lopez, arrivando comunque a grande distanza dalla sesta guardia più votata. Però siamo sicuri che, se Curry manterrà l’attuale condizione fisica, non dovrà sopportare molte altre esclusioni dai quintetti nel corso della sua carriera.

FUORI DALL’ALL-STAR GAME – Più difficile capire perché il nativo di Akron non sia stato convocato per la partita delle stelle, dove certamente avrebbe meritato un posto. Le cinque guardie convocate per l’Ovest in quella circostanza sono, curiosamente, tutte nei tre quintetti All-NBA: Kobe, Paul, Parker, Westbrook e Harden. Per cui la sua esclusione è da leggersi nella volontà della lega di non convocare sei piccoli nella stessa squadra. Nessun problema neanche qui: Curry avrà tante occasioni in carriera per partecipare a questa partita, anche se già quest’anno poteva ottenere questo riconoscimento per le sue prestazioni. Comunque, Curry si è dichiarato entusiasta per la convocazione del suo compagno David Lee. E si è consolato una settimana dopo l’All-Star Game con la già citata prestazione da 54 punti contro i Knicks. I riconoscimenti individuali arriveranno, ma un posto nell’élite del basket l’ha già conquistato.

 

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