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Storie NBA: l’ultima partita di Russell e la (temporanea) fine dell’amicizia con Wilt

L’amicizia tra due dei più forti centri nella storia del basket durò almeno fino all’ultima partita giocata da Bill Russell, il giocatore più vincente dello sport professionistico americano. Era il 5 maggio del 1969. I vecchi Celtics, con Bill in veste di allenatore-giocatore, erano a Los Angeles per gara 7 delle Finals. Contro Jerry West, Elgin Baylor e Wilt Chamberlain sembravano non avere speranze, ma già nel corso della serie avevano dimostrato di potersela giocare ad armi pari. Fu a poco meno di 6’ dalla fine che accadde il fattaccio: coi Lakers sotto nel punteggio, Chamberlain chiese il cambio per un infortunio al ginocchio. Mel Counts, la sua riserva, segnò il canestro del -1 e l’allenatore dei Lakers disse a Wilt di sedersi quando il giocatore espresse la volontà di rientrare in campo. I Celtics vinsero 108-106, portando a casa l’undicesimo titolo della loro storia; il più bello e il più combattuto, a detta di molti.

Fare un passo indietro, a questo punto, è doveroso. Bisogna infatti arrivare a quella gara 7 con la premessa che Bill Russell e Wilt Chamberlain erano migliori amici. Nessuna invenzione, lo aveva scritto senza giri di parole lo stesso Wilt nel suo doppio articolo My Life in a Bush League (La mia vita in una Lega di Serie B), pubblicato su Sports Illustrated nel 1965. «Sul campo da basket è il mio peggior nemico, ma nella vita è uno dei miei migliori amici. Non dovrebbe essere così? Ma per favore». Wilt scrive che i due giocatori avevano fatto un patto: niente colpi bassi durante le partite. Scontrandosi, come principali giocatori della lega, a più riprese, avevano finito per diventare amici, incontrandosi prima e dopo le partite fuori dal campo.

Questo aveva causato anche qualche problema a Wilt, che prima del 1967 non aveva mai battuto Russell sul campo in una serie di post-season. È sempre Chamberlain a rivelarlo sulle pagine di Sports Illustrated nell’articolo del ’65: «Dicono che se non fossi così amico di Russell, riuscirei a batterlo sul campo». Tutto questo porta al 5 maggio del 1969 e a quell’ultima partita di Bill. Russell, secondo molte fonti, ha ritenuto che Chamberlain avesse simulato quell’infortunio al ginocchio mentre i Lakers sembravano in procinto di perdere la partita, non onorando quindi l’ultima gara in carriera del suo migliore amico. Non sapremo mai la verità su quel 5 maggio, fatto sta che Russell rifiutò di parlare con Wilt per anni dopo gara 7 del 1969. Si dice che, finalmente, vent’anni dopo Russell chiese scusa a Chamberlain in privato, affermando poi anche in un’intervista del 1997 che si sbagliava sull’infortunio di Wilt. Al funerale di Chamberlain, nel 1999, Russell ha dichiarato che lui e Wilt rimarranno friends through eternity.

Nella sua leggendaria carriera, Russell ha vinto undici titoli; Wilt, invece, è riuscito a portarne a casa solamente due. Chiudiamo questo articolo sulla loro amicizia con un’ironica frase dello stesso Wilt a riguardo, volta a spiegare la differenza tra i due nel numero di vittorie:«Se aveste messo Bob Cousy, Bill Sharman, K.C. Jones, Sam Jones, Tommy Heinsohn, Frank Ramsey e John Havlicek nelle mie squadre e aveste dato a Russell quelli con cui ho giocato io…beh, sarei stato io a stappare lo champagne alla fine di ogni stagione!».

Photo: fivemagazine.es