Summer League: i 15 rookie NBA che si sono messi in mostra

Anthony Bennett, Nerlens Noel e Alex Len sono ancora alle prese con i rispettivi infortuni: alle Summer League, quindi, non sono scese in campo tre delle prime sei scelte dell’ultimo Draft. Nonostante ciò, non sono mancati i talenti che si sono messi in mostra in questi primi appuntamenti di pre-season: andiamo a vedere i rookie NBA che si sono messi in evidenza nelle Summer League, in particolare dal punto di vista statistico.

1. CODY ZELLER, CHARLOTTE BOBCATS – 16.3 PUNTI, 9.3 RIMBALZI, 1.5 ASSIST
Zeller ha offerto ai tifosi dei Bobcats diversi motivi per essere fiduciosi circa le sue capacità. La quarta scelta assoluta ha dimostrato di essere un giocatore molto versatile dal punto di vista offensivo, rendendosi produttivo sia spalle che fronte a canestro. Molto solido a rimbalzo, l’impressione è che la risalita di Charlotte parta dalle sue mani e da quelle di altri giovani talenti come Michael Kidd-Gilchrist e Kemba Walker.

2. KELLY OLYNYK, BOSTON CELTICS – 18 PUNTI, 7.8 RIMBALZI, 2.4 ASSIST
Per come ha giocato, Olynyk avrebbe meritato tranquillamente una delle prime 10 scelte. Il prodotto di Gonzaga si è rivelato essere fin da subito un giocatore affidabile e pronto per il salto, chiudendo al quarto ed al quinto posto nelle rispettive classifiche di punti e rimbalzi. Ma ciò che più sorprende è il 60% dal campo e soprattutto la produzione in soli 24.2 minuti di media. Sicuramente avrà tanti minuti a disposizione nei Celtics di coach Stevens e potrebbe essere un serio candidato al Rookie of the Year.

3. C.J. MCCOLLUM, PORTLAND TRAIL BLAZERS – 21 PUNTI, 4.0 RIMBALZI, 3.4 ASSIST
Se non fosse per il 36.6% dal campo, occuperebbe il primo gradino del podio. Comunque stiamo pur sempre parlando di uno che è stato il miglior marcatore dei Blazers in queste Summer League, soprattutto grazie al suo rilascio a dir poco fulmineo. Deve imparare a selezionare meglio i tiri, ma è giovane e sicuramente verrà catechizzato a dovere già in questa pre-season. A Las Vegas ha preferito la conclusione all’assist, ma ha lasciato intravedere buone capacità di playmaking: i Blazers hanno trovato il giocatore affidabile da mettere alle spalle di Damian Lillard che è mancato nell’ultima stagione.

4. VICTOR OLADIPO, ORLANDO MAGIC – 19 PUNTI, 5.0 ASSIST, 4.3 RIMBALZI
I Magic vogliono trasformarlo da una guardia tiratrice ad un playmaker ed al momento l’unica preoccupazione sono i quasi 5 turnovers di media. A parte ciò, sono tanti i motivi per essere fiduciosi: come testimoniato dalle statistiche, è un giocatore molto completo, che ha anche un affidabile tiro da oltre l’arco. Inoltre, non ha paura di prendersi responsabilità, avendo segnato anche il canestro della vittoria nella sua ultima apparizione nelle Summer League.

5. REGGIE BULLOCK, LOS ANGELES CLIPPERS – 18 PUNTI, 4.2 RIMBALZI, 2.2 ASSIST
Dopo averlo visto all’opera nelle cinque partite di Summer League, l’impressione è che possa avere già un buon minutaggio all’interno di una delle squadre più forti ed ambiziose della Western Conference. Il tiro da oltre l’arco è da migliorare (28.2%), ma si è confermato come un ottimo giocatore perimetrale, sfruttando il suo fisico e la sua forza per segnare 18 punti in tutte e 5 le apparizioni.

6. BEN MCLEMORE, SACRAMENTO KINGS – 15.8 PUNTI, 5 RIMBALZI
E’ l’incarnazione di quella che si definisce una “shooting guard”: in cinque apparizioni non ha servito nemmeno un assist, ma dal punto di vista realizzativo non ha smentito le attese. Dopo un terribile 4/23 dal campo nella partita di esordio, è esploso con una media di 26.5 punti ed il 51,4% al tiro nelle seguenti due partite, dimostrando di essere il giocatore più talentuoso scelto nell’ultimo Draft.

7. DENNIS SCHROEDER, ATLANTA HAWKS – 10.8 PUNTI, 5.6 ASSIST, 1.6 RECUPERI
Nonostante le palle perse siano state una costante delle sue Summer League, Schroeder ha mostrato progressi partita dopo partita, soprattutto dal punto di vista realizzativo, dato che ha segnato almeno 15 punti nelle ultime due uscite. Inoltre, si è rivelato il miglior assistman degli Hakws, mostrando delle somiglianze con Rajon Rondo per abilità difensive e visione di gioco. Di certo con lui e Jeff Teague Atlanta è messa bene in cabina di regia per le prossime stagioni.

8. JACK COOLEY, MEMPHIS GRIZZLIES – 15 PUNTI, 9.2 RIMBALZI, 1.2 STOPPATE
Qualcuno ci dia una motivazione valida per spiegare il fatto che un giocatore del genere non è stato scelto al Draft, nemmeno con una delle ultime chiamate del secondo giro. Ha impressionato per solidità e concretezza, chiudendo in doppia cifra cinque delle sue sei partite, con un picco di 20 punti. Inoltre, non ha mai strappato meno di sette rimbalzi: non si sa se verrà tenuto nel roster dai Grizzlies, ma di sicuro uno così non può non far parte di un roster NBA.

9. RAY MCCALLUM, SACRAMENTO KINGS – 12.6 PUNTI, 4.2 RIMBALZI, 4 ASSIST
Per essere stato scelto al secondo giro con la n.36, McCallum ha mostrato di avere talento e di potersi anche meritare un ruolo all’interno dei Kings, se dovesse continuare a giocare con questa sfrontatezza. Ha una buona vena realizzativa (picco di 23 punti con 7/10 al tiro nella sconfitta con i Warriors), ma non disdegna neanche gli assist, come testimoniato dalla doppia-doppia da 12+11 messa a referto contro gli Hawks. Nella propria metà campo fa il suo dovere, impressionanti le sei palle rubate sempre nell’incontro con i Warriors.

10. ARCHIE GOODWIN, PHOENIX SUNS – 13.4 PUNTI, 3 RIMBALZI, 0.8 ASSIST
Goodwin è stato il giocatore più giovane ad essere selezionato nell’ultimo Draft, ma ha dimostrato di avere il talento, il talento ed il carattere per ritagliarsi fin da subito un buon minutaggio in NBA. E’ andato in doppia cifra in quattro delle cinque partite disputate, segnando due volte almeno 20 punti. L’aspetto più incoraggiante di Goodwin è soprattutto l’efficienza offensiva: contro i Raptors ne ha messi 20 con 5/5 dal campo, mentre contro i Grizzlies 22 con 6/11 al tiro.

11. MASON PLUMLEE, BROOKLYN NETS – 13.2 PUNTI, 7 RIMBALZI, 2.4 ASSIST
In queste Summer League ha dimostrato di essere un giovane con margini di miglioramento, ma allo stesso tempo molto atletico e già affidabile: non a caso ha esordito con una doppia-doppia da 10 punti e 14 rimbalzi, mettendone 23 a referto in ben due circostanze. Considerando che davanti a lui c’è un Kevin Garnett che andrà sicuramente gestito per via dell’età, in regular season la 22esima scelta assoluta potrebbe avere un buon minutaggio.

12. MICHAEL CARTER-WILLIAMS, PHILADELPHIA 76ERS – 13.6 PUNTI, 6.8 ASSIST, 4.2 RIMBALZI
Nonostante le percentuali dal campo siano così brutte da sembrare irreali, complessivamente MCW ha fatto vedere cose incoraggianti in queste Summer League. Il 27.1% dal campo ed il 15.8% da oltre l’arco sono percentuali non consone ad un giocatore NBA: i Sixers dovranno lavorare molto su di lui, ma c’è da dire che a livello di playmaking ha dimostrato di avere visione di gioco e personalità, smazzando quasi 7 assist ad allacciata di scarpe. Inoltre, non va tralasciata la sua predisposizione a rimbalzo, grazie alla quale riesce a far partire rapidamente la transizione.

13. DESHAUN THOMAS, SAN ANTONIO SPURS – 12.4 PUNTI, 5 RIMBALZI, 1.2 ASSIST
Quando è in serata, è probabilmente il miglior attaccante uscito dal Draft 2013. Il problema è che non è un giocatore molto costante, aspetto che ha confermato anche nelle Summer League: nelle prime tre uscite ha giocato come uno che avrebbe meritato la chiamata al primo giro, visti i 17 punti con il 54% dal campo di media messi a referto. Nelle ultime due apparizioni, però, ha violentato i ferri avversari (4/23), facendo registrare una media di 5.5 punti. Sotto la guida di Popovich può migliorare molto, se si mostrerà più continuo, gli Spurs avranno trovato un altro tiratore micidiale sugli scarichi.

14. KENTAVIOUS CALDWELL-POPE, DETROIT PISTONS – 13.8 PUNTI, 3.8 RIMBALZI, 1.4 ASSIST
Dopo aver segnato solo 15 punti con il 4/20 dal campo nei match con Nets e Celtics, Caldwell-Pope ha ritrovato la confidenza con il canestro, viaggiando ad oltre 18 punti di media nelle ultime tre partite disputate. Il talento sicuramente c’è, ed è tanto, è un giocatore che messo nelle condizioni giuste può essere molto prolifico: per fortuna a Detroit non avrà grande pressione sulle spalle ed avrà tutto il tempo per migliorare il suo gioco.

15. TONY SNELL, CHICAGO BULLS – 11.8 PUNTI, 6.6 RIMBALZI, 2.2 ASSIST
La 20esima scelta assoluta del Draft 2013 si è fatto apprezzare soprattutto per le doti difensive: nelle cinque partite disputate ha messo a referto 1,2 rubate e 2 stoppate di media, mostrando buon senso della posizione e ottima capacità negli aiuti. E’ andato molto bene anche a rimbalzo, come testimoniato dalle statistiche, mentre in attacco ha fatto fatica, tirando con un poco invidiabile 36.7%.