Thaddeus Young balla coi Lupi e vola a Minnesota

Ormai manca poco per la grande notizia: ufficializzare la trade che porterà Kevin Love a Cleveland, in cambio delle ultime due prime scelte dei Cavs: Andrew Wiggins e Anthony Bennet. Nel frattempo, però, i Timberwolves hanno compiuto un passo per non restare privi di un 4 di valore. Dopo tanto vociferare, Thaddeus Young approda in Minnesota. L’ex Sixers viene ceduto in cambio di Alexey Shved e di Luc Mbah a Moute, oltre che di una scelta del 2015.

LA STELLA – Almeno, il pezzo grosso della trade in porto. 17.9 PPG e 34.4 MPG, conditi da 6 rimbalzi. Insieme a Michel Carter – Williams, Young è stata l’unica nota positiva dei Sixers 2013-14. Ha saputo dare costanza e cifre interessanti. 45.4% al tiro e 30.8% da oltre la linea da tre punti. Certo, statistiche più basse rispetto al resto della sua carriera (50% da dentro e 32.1% da fuori la linea), ma anche con un minutaggio inferiore di quasi 5 minuti. In un reparto lunghi tra i più poveri della lega, Young non poteva fare altrimenti. Ha fatto il suo anno da chioccia ai giovani Sixers, ora il suo compito è finito. L’idea che venisse ceduto era già nell’aria da un po’ (anche se i primi interessati erano i Lakers, alla deadline di questo febbraio) e che i Timberwolves lo volessero, anche a causa del suo contratto in scadenza, pure. Lo stesso MCW, qualche giorno fa, aveva dichiarato: “Thad è stato prezioso per tutti noi”. Mancava solo l’ufficialità, evidentemente.

LA CONTROPARTE – Non è Anthony Bennet che andrà a Phila, come si pensava. Saranno invece Mbah a Moute e Shved ad approdare in Pennsylvania al posto del canadese. Il camerunese era un lungo utile per far quadrare i conti: arrivato da Sacramento a dicembre, per fare spazio a Rudy Gay, ha giocato a una media di 2.2 rimbalzi e 3.3 punti per 14 minuti. Il classico giocatore da garbage time, ma la cui origine può permettere di creare affinità con l’enfant prodige della squadra, Joel Embiid. Soprattutto, un giocatore con contratto in scadenza il prossimo Luglio, che potrà fare gola a molti. Più importante, invece, sarà l’innesto di Alexey Shved. Il russo è parso l’ombra del giocatore che era nel 2012 -13 e Minnesota aveva già cercato di cederlo nel corso della stagione. Sicuramente perdere oltre lo 0.5% dal campo e distribuire 2 assist in meno a partita, giocando per 13 minuti in meno a partita e partecipando a 63 partite contro le 77 dell’anno precedente hanno fatto vedere evidenti difficoltà per il ragazzo che, in alcuni casi, era stato autore di michelangioleschi passaggi. Aggiungiamo i punti, passati da 8.3 a 4, e abbiamo il colpo di grazia. Il talento non gli manca: è capace di tirare anche da tre, ha buone mani (ancora migliorabili) per il passaggio e forte del suo 1,98 m per 86 chili si è dimostrato anche buon penetratore. Più che in coppia con Carter – Williams, Shved può essere un buon sesto uomo uscendo dalla panchina, essendo un guardia con simile altezza del prodotto di Syracuse. È anche vero che coach Brown può lasciargli minuti da due, ma molto pochi: nel suo ruolo ci sono Wroten e il rientrante Jason Richardson.

CHI CI GUADAGNA – I Timberwolves. Young è indubbiamente un giocatore di talento, più della sua controparte che prenderà la via di Phila, e seppure non rimpiazzerà al 100% Kevin Love, le sue prestazioni saranno maggiormente incrementate dall’aiuto di Pekovic in area, Wiggins e, sperano, di Ricky Rubio. Non dimentichiamoci che a Phila si giocava senza un vero centro di livello e che Young ha dovuto sopperire a questa mancanza. I Timberwolves non saranno da playoff, perché la competizione ad Ovest è notevole e loro sulla carta non sono certo al livello dei Suns che ad Aprile persero i PO al volo; tuttavia, se Young deciderà di restare il nucleo di ricostruzione sarà interessante. I Sixers, invece, restano un cantiere aperto. L’arrivo di Shved darà solo un pulcino in più da crescere, e Mbah a Moute non è certo la chioccia d’esperienza per far crescere il team. Sam Hinkie decide di puntare ancora sul tanking (come dimostra la scelta ottenuta, nel Draft 2015) e il camerunese potrà essere pedina di scambio verso la deadline, magari in cambio dell’ennesima scelta che i Sixers avranno acquisito a partire dalla cessione di Iguodala. Uno scambio riparatore, insomma, per entrambi i team. Ma che nel presente da più certezze a Minnesota, la quale non lascia andare Love senza un pugno di mosche.

LA TRADE: MIN riceve Thaddeus Young, PHI riceve Alexey Shved, Luc Mbah a Moute, scelta al Draft 2015.