The Importance of Being Patty: Mills è un’arma fondamentale per la panchina degli Spurs

Popovich ha una grande qualità: prendere giocatori che non hanno necessariamente le caratteristiche adatte per giocare nel suo sistema  e renderli delle autentiche macchine da guerra. Da questo punto di vista, Patrick Mills è solo l’ultimo di una lunga serie di giocatori. Il nativo della capitale australiana è tecnicamente un playmaker, ma non è di certo la costruzione di gioco l’aspetto in cui eccelle. Mills, capocannoniere delle Olimpiadi di Londra con 21.2 punti di media, è un tiratore micidiale dal palleggio. Non ha avuto subito fortuna con Popovich e con gli Spurs: nelle prime due stagioni è stato una presenza fissa in panchina o a bordo campo in borghese. Le sue prestazioni in questa stagione, quando è stato chiamato in causa, non hanno lasciato dubbi: Mills è ormai un importantissimo giocatore nelle rotazioni di San Antonio.

THE IMPORTANCE OF BEING PATTY – Da un punto di vista statistico la stagione di Mills sembra quella di un onesto comprimario: 17.7 minuti, 9.3 punti e 1.7 assist di media. Ma è chiaro che non lo sia. Come scrivevamo sopra Mills, 1.80m di altezza, è tecnicamente un playmaker. Ma non è sempre questo il ruolo che ricopre all’interno dei San Antonio Spurs. L’australiano può rendere al massimo, ad esempio, con una guardia in grado di portar palla come può essere Belinelli o, ovviamente, Manu Ginobili. I suoi numeri, se proiettati sui 36 minuti, sono incredibili: 18.9 punti, 3.3 rimbalzi e 3.4 assist. Nelle ultime tre partite ha tenuto 23.7 punti, 4.7 rimbalzi e 3.4 assist di media in soli 22.7 minuti di utilizzo. Nella gara vinta contro i Bobcats ha guidato gli Spurs, in una delle peggiori notti di Parker, con 18 punti nel quarto periodo; 32 totali, con 10/13 dal campo, 7 rimbalzi e 4 assist, in 25 minuti. Patty offre imprevedibilità agli Spurs e doti offensive rare. È stato uno dei migliori tiratori dall’arco del mese di gennaio con il 49%.

SISTEMA – La sua posizione preferita è l’angolo sinistro, dal quale tira con il 57.5% (19/33). Per valutare l’enorme lavoro fatto dallo staff degli Spurs per inquadrare un simile giocatore all’interno del sistema della squadra, va citata la percentuale di canestri da tre di Mills derivati da un assist: il 79% del totale. Neanche a dirlo, il giocatore che ha fornito a Patty il maggior numero di assistenze è Manu Ginobili. Sarebbe comunque sbagliato etichettare Mills come un giocatore che entra dalla panchina per tirare e che nulla aggiunge agli Spurs in fase di costruzione. Se da un lato Mills non ha – e non deve avere – la visione di gioco e le caratteristiche di Tony Parker, dall’altro è un giocatore perfetto per orchestrare la fitta rete di passaggi di San Antonio. Il giocatore australiano perde un numero bassissimo di palloni: 2.1 ogni 100 possessi. Mills è anche – stando alla statistica riportata da Alex Brown del National Journal – il giocatore che si muove di più sul campo nell’intera lega, con 4.8 miglia per ora. Lo stesso Pop ad inizio stagione lo aveva definito un giocatore che si lancia in tutte le direzioni e crea un po’ di caos.

DIFESA – L’ultimo aspetto evidenziato influenza anche la sua attitudine difensiva. Mills è tutto fuorché un eccellente difensore nell’uno contro uno, ma la sua iperattività può tornare buona anche nei momenti in cui la squadra avversaria è in possesso di palla. L’australiano è generalmente più piccolo dei suoi avversari diretti, circostanza che lo porta ad andare per la palla rubata e che lo rende molto propenso a commettere falli. Non si può dire che Mills sia un difensore troppo efficace, ma i suoi errori non sono di certo imputabili a mancanza di voglia o di energia. E la sua energia può essere un fattore nell’ostacolare la normale circolazione di palla della squadra avversaria.

PROSPETTIVE – In un periodo in cui gli Spurs sono martoriati dagli infortuni, Mills è emerso come giocatore affidabile e decisivo. L’australiano è sicuramente nel miglior momento della sua carriera NBA, dopo quattro stagioni in cui ha faticato a trovare spazio. La spinta che porta dalla panchina è fondamentale e gli Spurs si augurano che possa rimanere tale anche durante la post-season. Quest’anno il backcourt di riserva sembra essere molto più affidabile e, con Belinelli e Mills ad alzarsi a partita in corso assieme a Ginobili, gli Spurs potranno utilizzare nei Playoffs una rotazione più ampia rispetto al 2013. Se Belinelli è quell’eccellente giocatore di sistema che è probabilmente mancato a Popovich nella passata stagione, Mills può aspirare a prendere il posto di Gary Neal. Il fattore aggiunto, in questo scambio, è che con Patty in campo è possibile non far ricadere le intere responsabilità offensive su Manu Ginobili quando Parker è in panchina. Intanto il giocatore si gode il meritato riconoscimento in una squadra che punta al titolo e che supera il 60% di vittorie dalla stagione 1997/1998. Non male per una 55a scelta al Draft.

Photo: airalamo.com