“The Shot Doctor”: alla scoperta di Chip Engelland, uno dei migliori segreti degli Spurs

“The Shot Doctor”. Nell’immaginario collettivo è ormai questo il modo di identificare Chip Engelland, l’assistant coach degli Spurs che ha fatto meraviglie con i jump shots dei giocatori NBA a partire dagli anni ’90. Mai come nel titolo del 2014 c’è molto del suo lavoro: stiamo parlando di una squadra che ha vinto il titolo stabilendo nelle gara 3 delle Finals i record per percentuale nel primo quarto (86.7%!) e nel primo tempo (75.8%!!!). Ma la sua importanza possiamo riconoscerla fin dal primo giorno in cui nel 2005 ha lasciato Denver ed è entrato a far parte dello staff di San Antonio. Attualmente, il roster dei texani è pieno di giocatori che hanno quasi miracolosamente migliorato il loro tiro sotto la guida di Engelland: da Tony Parker a Patty Mills, passando per Kawhi Leonard e Danny Green; tra l’altro proprio i primi tre hanno brillato in gara 3 delle Finals, quando hanno realizzato 10 dei loro 13 tiri per un totale di 29 punti. 

Di certo un capitolo a parte lo merita il lavoro svolto nel corso degli anni con Leonard: magari senza le sue prestazioni spaziali gli Spurs non sarebbero riusciti a vendicare la bruciante sconfitta riportata nell’atto finale del 2013. Dopo un paio di gare in chiaroscuro, nelle ultime Finals Kawhi ha rubato la scena a tutti ed ha fatto il LeBron della situazione proprio contro sua maestà James, dominando sia sotto l’aspetto offensivo che quello difensivo. Delle prove del genere non si costruiscono dalla sera alla mattina, sono il frutto di anni di lavoro intenso sotto la guida di Engelland, non solo un grande maestro dal punto tecnico, bensì anche mentale, dato che è in grado di relazionarsi nel migliore dei modi con i ragazzi e nell’ottenere il massimo da loro. 

Quando Leonard nel 2011 è stato scelto con la n.15 dai Pacers e subito girato agli Spurs, aveva solo tre giorni per fare conoscenza dell’organizzazione che lo aveva voluto. Questo perché il lockout era ormai alle porte, il che voleva dire che giocatori e allenatori avrebbero dovuto stare lontani fino a quando non si sarebbe giunti ad un accordo. Il poco tempo passato a San Antonio, Kawhi lo ha trascorso ascoltando il carismatico shooting coach di Popovich, il quale ha chiesto il permesso di cambiare il suo tiro. O meglio, di sistemare il punto di rilascio, perché per il resto la meccanica del prodotto di San Diego State non era affatto malvagia. E così il giocatore che nel suo ultimo anno di college ha tirato con il 43.5% dal campo e con il 27.5% da oltre l’arco, nella scorsa stagione NBA ha viaggiato con il 52.2% al tiro ed il 37.5% da tre punti. 

Rispetto a tutti gli altri giocatori con cui Engelland ha lavorato fianco a fianco, Leonard è stato un po’ diverso: da quando ha perso il padre nel 2008, si fida di una cerchia di persone molto ristrette. Ma nel periodo del lockout l’assistant coach degli Spurs è riuscito a fare breccia nella corteccia di Kawhi, che adesso ogni estate segue i piani di allenamento dalla durata di due settimane che Engelland prepara per lui. 

Altri due casi evidentissimi del gran lavoro svolto dal “dottore del tiro” sono quelli di Boris Diaw e Danny Green: il primo è arrivato a San Antonio con il 32.9% in carriera da oltre l’arco, una percentuale di tutto rispetto, ma non paragonabile al 40.9% realizzato in poco più di due stagioni con i texani; il secondo, invece, adesso è considerato uno dei tiratori più micidiali di tutta la lega, ma non è sempre stato così, anzi al college e con i Cavs è stato troppo discontinuo, mentre tra le fila degli Spurs è passato dal 27.1% al 42.5% da tre punti. 

Forse il maggior punto di forza di Engelland come shooting coach è che considera il tiro come un esercizio mentale, oltre che tecnico: non a caso è famoso per la sua capacità di infondere grande fiducia nei tiratori di San Antonio. Poi è ovvio che in un sistema come quello con gli Spurs, che è in grado di creare quasi sempre il miglior tiro possibile, è tutto più facile ed il lavoro di Engelland è maggiormente esaltato. Se Popovich è giustamente ritenuto uno dei più grandi allenatori nella storia di questo sport, ogni tanto va riconosciuto ad assistant coach come Chip il ruolo importante che svolge all’interno della dinastia degli Spurs.