Tutti i numeri che dovete conoscere sulla striscia di Durant ed il confronto con Jordan

Non è stata la miglior notte di Kevin Durant. Nell’ultimo quarto è apparso un po’ in debito di ossigeno e non è riuscito ad evitare la sconfitta per 111-107 contro i Rockets. D’altronde i Thunder avevano giocato e vinto una partita importante solo 24 ore prima, quando hanno battuto gli Spurs, testa di serie numero 1 della Western Conference. Con Russell Westbrook tenuto a riposo, nel back-to-back quasi tutto il peso della squadra è finito sulle spalle di Durant. Anche se ha fatto tutto il possibile, mettendo anche una tripla importante del -1 a 58’’ dal termine, Kevin è sembrato un po’ stanco, diciamo anche umano. Ma forse non lo è, perché se si va a vedere bene, ha comunque segnato 11 punti nel quarto finale, chiudendo con 28 e allungando a 40 la striscia di partite consecutive con almeno 25 punti a referto. Andiamo a vedere tutti i numeri importanti di questa impresa della stella dei Thunder, e confrontiamoli con quelli di altri giocatori che hanno fatto la storia della NBA.

I NUMERI DI DURANT – Il 5 gennaio scorso, il match tra Oklahoma City e Boston sembrava tutt’altro che cruciale per la lega. In quell’occasione, coach Brooks ha sostituito Kevin alla fine del terzo quarto, con la squadra avanti di 15 lunghezze. Nell’ultimo le seconde linee hanno addirittura aumentato il vantaggio e così Durant si è preso di riposo il resto della serata, concludendo con 21 punti e 6/13 dal campo. Quella è stata l’ultima volta in cui ne ha segnati meno di 25 in una partita. Negli ultimi due mesi ha praticamente dominato la lega dal punto di vista offensivo, andiamo a vedere i numeri più importanti.
Età: 25 anni
Medie stagionali: 39.2 minuti, 34.7 punti, 22.1 tentativi dal campo, 6.9 tentativi da tre, 10.5 tentativi dalla lunetta, 6.9 rimbalzi, 6.0 assist, 1.1 recuperi, 0.7 stoppate, 4.0 palle perse.
Percentuali dal campo: 51.7%
Percentuali da oltre l’arco: 40.2%
Season-high: 54 punti
Forse l’aspetto più interessante di questa striscia di 40 partite con almeno 25 punti, è che dal 5 gennaio in poi è stato in grado di far canestro con una continuità irreale, ma allo stesso tempo di smazzare più di un assist in più di media a partita (fino ad allora viaggiava con 4.9 passaggi decisivi). In pratica, in questo momento Durant è i Thunder.

CONFRONTI STORICI – Kevin in questo momento si trova affiancato ad alcune vere e proprie leggende del gioco. Sono tre altri giocatori nella storia della NBA hanno segnato almeno 25 punti in 40 partite: Wilt Chamberlain, Oscar Robertson e Michael Jordan. Tre nomi importanti, che sono praticamente quelli che un po’ tutti dicono quando viene chiesto loro chi sono i più grandi giocatori di sempre. Sia Chamberlain che Roberts hanno compiuto una simile impresa almeno 50 anni fa: senza voler sminuire le loro prove, bisogna ricordare che allora il gioco era molto diverso. Il che ci porta a prendere la striscia di Jordan come la più confrontabile con quella di Durant. His Airness per la verità ha avuto per ben due volte tali strisce realizzative: la seconda, però, va dal finale di stagione 1987-88 all’inizio di quella seguente, quindi prenderemo in considerazione solo la prima, fatta registrare nella stagione 1986-87. Andiamo a vedere nel dettaglio i numeri delle 40 partite dal 12 dicembre 1986 all’11 marzo 1987 con almeno 25 punti a referto.
Età: 24 anni
Medie stagionali: 39.6 minuti, 37.3 punti, 28.2 tentativi dal campo, 0.9 tentativi da tre, 11.6 tentativi dalla lunetta, 5.0 rimbalzi, 4.5 assist, 2.8 palle recuperate, 1.6 stoppate, 3.5 palle perse.
Percentuali dal campo: 48.1%
Percentuali da oltre l’arco: 20.0%
Season-high: 61 punti
Come potete vedere, Michael alla sua sola terza stagione in NBA (Durant sta per terminare la settima) se la cavava piuttosto bene, per usare un eufemismo. Allo stesso tempo possiamo notare che il gioco alla fine degli anni ’80 era piuttosto diverso da quello di adesso: in particolare, Jordan non ha avuto troppa confidenza al tiro da tre punti, il che rende ancora più sorprendente il fatto che Durant, pur tirando tanto da oltre l’arco, abbia una percentuale complessiva dal campo migliore. Così come Kevin ha numeri migliori alle voci rimbalzi e assist. Certo, si può dire che Michael in difesa fosse già più consistente, ma Durant sta comunque migliorando molto anche sotto quell’aspetto, mentre al livello offensivo possiamo considerarli quantomeno alla pari.

La stella dei Thunder ovviamente non avrà la possibilità di eguagliare quanto fatto da Chamberlain, che detiene il record con 80 partite consecutive con almeno 25 punti, ma Robertson potrebbe essere alla portata: è distante solo 6 incontri e ne mancano 7 alla fine della regular season, quindi potrebbe farcela, a meno che Brooks non decida di farlo riposare in vista dei playoffs. A giocatori come Durant, che due anni fa è andato vicino al titolo, probabilmente interessano ben poco record come quelli della striscia di partite con 25 punti realizzati. Lui è già concentrato sulla post-season. Ma questo non impedisce a noi ed a qualsiasi altro appassionato di fermarci a riflettere su ciò che ha realizzato nelle ultime 40 partite. Ha giocato un basket di un altro pianeta, è stato, e continuerà ad esserlo, una gioia per gli occhi.