Un clutch shot è per sempre: i 5 canestri più indimenticabili delle Finals NBA

Le NBA Finals sono quella competizione in cui con una singola giocata è possibile raggiungere l’immortalità. Le statistiche, le apparizioni all’All-Star Game ed anche i titoli possono sbiadire con il tempo, ma i clutch shots sono per sempre, perché destinati ad essere ricordati e rivisti periodicamente ogni volta che si parla di Finals. Ripercorriamo i canestri più indimenticabili della storia NBA.

L’ULTIMO TIRO DI MICHAEL CON I BULLS – Il game winner di Jordan nelle Finals del 1998 è uno dei più conosciuti ed importanti della storia del basket a stelle e strisce. Con Chicago sotto di un punto, Utah si affida a Karl Malone per sferrare il colpo del ko agli avversari. Ma MJ ha un’altra idea: raddoppia Malone e recupera il pallone. Il resto è leggenda: Jordan manda per le campagne Bryon Russell con un pazzesco crossover, si arresta, tira, fa canestro. E’ l’ultimo che segnerà con la maglia dei Bulls e che varrà il suo sesto titolo.

IL GANCIO DI MAGIC – Sotto di un punto con 7 secondi sul cronometro a Boston in gara 4, i Lakers hanno assolutamente bisogno di un canestro. Michael Cooper rimette la palla per Magic Johnson, che si ritrova marcato da Kevin McHale. Trova lo spazio per guadagnare il centro dell’area, ma si vedere arrivare addosso tutti i “Big Three” dei Celtics. Ed allora la miglior point guard della storia NBA s’inventa un pazzesco gancio alla Kareem Abdul-Jabbar: non è un tiro nel suo repertorio, ma poco importa, perché va a bersaglio ed i Lakers volano sul 3-1 nella serie.

LA TRIPLA DI ALLEN – Ciò che è accaduto due anni fa, è già leggenda. Spurs avanti 3-2 nella serie e di tre lunghezze a pochi secondi dal termine di gara 6. LeBron James prova il tiro della disperazione da oltre l’arco, ma trova solo il ferro. Partita finita? Macché, perché Bosh strappa il rimbalzo offensivo e affida il pallone nelle mani di Ray Allen, che arretra e spara una tripla pazzesca che cambia l’intera storia delle Finals 2013.

LA PREGHIERA DI JERRY WEST – Se il tuo soprannome è “Mr. Clutch”, un valido motivo ci deve pur essere. Nelle Finals del 1970 alle sue grandi abilità di tiratore, Jerry West aggiunge anche una gran dose di fortuna. I Knicks sembravano aver portato a casa la vittoria grazie al canestro di Dave DeBusschere, ma West lancia una preghiera da oltre metà campo, che viene accolta dagli Dei del basket: solo rete ed overtime. Oggi quel tiro avrebbe dato la vittoria ai Lakers, ma allora non esistevano i tre punti: nei 5’ aggiuntivi i Knicks hanno avuto la meglio, ma a West è rimasta la consolazione di segnare un tiro impossibile.

IL CANESTRO DEL THREE-PEAT – Le Finals del 1993 sono state molto combattute. Quell’estate il Dream Team americano aveva vinto l’oro a Barcellona e Charles Barkley passò da Philadelphia a Phoenix. In quella stagione si affermò come il secondo miglior giocatore della NBA, alle spalle ovviamente di Michael Jordan. In finale furono proprio loro due a scontrarsi, ma nessuno dei due segnò il tiro decisivo. Bulls sotto di due, Jordan vede arrivarsi praticamente tutta la difesa addosso e scarica nel pitturato a Grant, che vede Paxson libero dietro l’arco: John prende la mira e non sbaglia l’apertissima tripla. Svaniscono i sogni di Barkley di detronare Jordan e si materializza il three-peat dei Bulls.