Un gradito ritorno per i Nets: il nuovo allenatore è Jason Kidd!

A distanza di cinque anni dalla sua ultima partita in maglia Nets, Jason Kidd torna nella franchigia che non gli avrà regalato il titolo, ma sicuramente un posto nella leggenda. Questa volta, però, con una divisa completamente innovativa.

DI NUOVO – La nuova tenuta di Kidd sembra, secondo le voci vicine ai Nets, essere formata da completo elegante, camicia, cravatta e scarpe non da ginnastica. Un coach come dovrebbe vestirsi, sennò? Se vi siete un persi un passaggio, allora ve lo spiego meglio: Jason Kidd è ufficialmente il nuovo coach dei Brooklyn Nets e l’accordo sarebbe triennale. Kidd, come ben noto, è stato l’ “uomo-Net” per sette anni, trasformando una squadra ridicola in una contender al titolo. I numeri ottenuti con l’allora New Jersey sono di tutto rispetto: dalle 26 vittorie del 2001 alle 52 del 2002, tre NBA All-First Team (2001, 2002, 2004), un All NBA Second Team (2003), cinque volte All-Star (2001, 2002, 2003, 2004, 2008), due titoli dell’Est e di conseguenza due finali, entrambe perse (2002 cappotto dei Lakers Shaq&Bryant, 2003 4-2 contro San Antonio) e, soprattutto, tutte le sue stagioni in maglia Nets hanno avuto post season. Tuttavia, inaspettatamente, per tutto il 2008 è al centro di rumors di mercato (tra i quali, perfino di vederlo ai Lakers, prima dell’arrivo di Gasol) e infine lascia New Jersey alla volta di Dallas, la sua prima squadra. La sua ultima apparizione per i Nets sarà come All-Star a New Orleans. Dopo aver vinto l’anello con i Mavericks e sofferto ai Knicks, Kidd decide di lasciare il basket giocato, ma già alcuni giorni dopo il ritiro i pettegolezzi lo vedono vicino allo staff tecnico dei Nets. Ora, ecco che le due parti si sono riconciliate.

PERCHE’? – Kidd ha preso questo ultimo anno ai Knicks come la preparazione di un esame. Conscio di essere il “vecchio”, in una squadra dove forse era più utile tenere in campo la gioventù di Felton o di Shumpert, Jason ha portato a quel gruppo di Knicks talentuosi, ma anche indisciplinati, una leadership unica, come più volte l’ha ritenuta Carmelo Anthony. Nonostante le pessime cifre sul campo (specie nei Playoff, per via della brutta serie di partite da zero punti con cui ha chiuso la carriera), Kidd non si è sentito mai preoccupato del suo rendimento, dicendo che era a New York per aiutare a migliorare i compagni e a farli crescere. Un suo ritorno alle origini come coach e la sua storia devono avere molto interessato Prokhorov, dato che i contatti con l’ex play di New Jersey sono stati presi subito dopo l’espulsione di PJ Carlesimo.

COME? – I Nets avrebbero, dalla loro, il vantaggio di avere la loro figura più rappresentativa sulla panchina della squadra, un onore che forse solo Bill Russell ha avuto (dal ’66 al ’69, con due titoli vinti come player-coach). L’esperienza di J-Kidd e la sua familiarità con l’ambiente Nets sarebbero positive anche, e soprattutto, per far crescere Brooklyn come team, costruendolo magari sulle basi della New Jersey che arrivò alle Finali. In parole più semplici: Kidd può rendere Deron Williams a sua immagine e somiglianza, meno realizzatore e più passatore. Non sarà facile, ma il rapporto tra i due era già buono prima del ritiro di Kidd ed è comunque rinforzato dal periodo trascorso insieme a Pechino, durante le Olimpiadi. Di giocatori che poi sono divenuti allenatori la NBA ne è piena: Phil Jackson, Doc Rivers, Terry Porter, Vinny del Negro, Avery Johnson, Byron Scott … Ma di giocatori di rilievo divenuti poi coach, solo due hanno ottenuto grandi successi: Russell, di cui ho già parlato, e Larry Bird, che portò i Pacers tra il ’96 e il 2000 a tre finali dell’Est e alla Finale del 2000, persa contro i Lakers. Magic Johnson deluse ai Lakers, di Isiah Thomas ai Knicks non parliamone nemmeno. Cosa farà Kidd? Sarà un Thomas o un Bird del caso? Soddisferà i capricci di Prokhorov e a portare il fatidico anello entro il 2015, come predisposto dal magnate? Non credo che in questo ce la farà, ma sicuramente Jason Kidd riuscirà, come a fatto da giocatore, a rendere i Brooklyn Nets, nuovamente, una pericolosa avversaria.

 

Photo: bleacherreport.com