Un solo Curry non basta ai Warriors: alla scoperta di Seth, fratello minore di Steph

Un solo Curry non è abbastanza per Golden State. I Warriors hanno deciso di firmare il fratello di Stephen, Seth, con un contratto non garantito. Il più piccolo dei Curry non è stato scelto nell’ultimo Draft dopo aver giocato per tre stagioni sotto la guida di Mike Krzyzewski a Duke, dove ha viaggiato con una media complessiva di 13.2 punti, 2 assist ed il 42% da oltre l’arco. Proprio come suo fratello maggiore, Seth si è fatto conoscere e apprezzare per l’innata capacità di segnare dal palleggio, in particolare dalla lunga distanza: nell’ultima stagione con i Blue Devils ha messo a referto quasi 18 punti ad allacciata di scarpe, tirando con il 44% da tre, meglio del 39% con cui Steph ha chiuso il suo ultimo anno a Davidson, dove però ha segnato la bellezza di 28,6 punti di media.

L’entrata del fratello minore nel roster dei Warriors farebbe molto felice Curry: “Sarebbe come tornare ai tempi del liceo – ha dichiarato – abbiamo giocato un anno insieme e se dovesse ricapitare, sarebbe un sogno che si avvera”. Entrambi sono noti più per le loro capacità offensive che per quelle difensive, ma a detta del fratello Seth è più forte di lui nella propria metà campo: “Io sto migliorando in questo aspetto, ma lui già se la cava molto bene”. C’è molta curiosità attorno a Seth: riuscirà a ritagliarsi un posto nel roster e magari un piccolo ruolo?

Per convincere i Warriors dovrà necessariamente riuscire ad esprimere tutto il suo potenziale, che di certo non è poco, dato che è stato nel mirino della NBA fin dal suo anno da freshman: a livello di college ha dimostrato di essere un ottimo giocatore, ma in molti nutrono dei dubbi sulle sue possibilità di stare in NBA. Questo perché per essere una guardia tiratrice non è molto alto (6’2’’) e quello che perde in centimetri non lo compensa con la velocità o l’esplosività. Il suo talento però è indiscutibile, così come la sua innata capacità di creare e segnare il tiro dal palleggio: è un giocatore che ha il canestro nel sangue, quando si accende diventa micidiale, proprio come il fratello maggiore. Inoltre, nei tre anni a Duke ha dimostrato anche di avere intelligenza cestistica ed una buona visione di gioco, doti che gli consentono anche di portare palla in casi di necessità senza combinare pasticci.

Il suo ingresso a tutti gli effetti nei Warriors è da vedere, ma una cosa è certa: grazie alla sua presenza, il training camp di Golden State è di colpo diventato molto più interessante.