WHERE’S B-EASY? Da scommessa vinta da Riley all’esclusione dalla rotazione di Spoelstra. Lo rivedremo nei PO?

Quando una Lega non è solo un semplice sport. La NBA è una delle associazioni sportive più culturalmente estese e come tale contiene al suo interno un insieme di storie personali che, se viste nel dettaglio, fanno realmente girar la testa. Dalle più recente favole di Collins e Gutierrez dei Nets, passando per Chris Andersen e Metta World Peace, fino ad arrivare a quella di Michael Beasley. La sua vicenda è una delle più “rocambolesche” all’interno della Lega:  frequenta 6 licei diversi prima di iscriversi nel 2007 a Kansas State University. kansasPrimo anno, 24 presenze e medie allucinanti: 25,7 punti a partita e 12,6 rimbalzi a partita, spodestando il record di numero di doppie-doppie in stagione da freshman, appartenuto a un Anthony Carmelo da Syracuse con 22, mettendone a segno 28. Non raggiunge il titolo ma viene convocato per il McDonald’s All American, del quale è stato eletto MVP. Ha in seguito deciso di rendersi eleggibile per il draft 2008. Il ragazzo perfetto per un genio come Pat Riley che il 26 giugno 2008 lo sceglie al draft come seconda scelta assoluta, dopo Rose, dai Miami Heat.

L’8 luglio fa la sua prima apparizione in Summer League con numeri da record, ancora una volta: 28 punti, 9 rimbalzi e 2 assist il tutto in 23 minuti di gioco. Dopo un anno ad alti livelli per un rookie, ecco il primo episodio che lo vede coinvolto non per le sue doti cestistiche ma per altro. Dopo l’eliminazione di Miami al primo turno dei playoff viene multato salatamente (50.000) insieme al compagno di squadra Chalmers per “violazioni del regolamento di squadra”. Il 3 settembre 2008, al Rookie Transition Program della NBA, è rimasto coinvolto in un incidente insieme a Mario Chalmers e Darrell Arthur. La polizia è entrata nella camera di Chalmers e Arthur alle 2 della mattina dopo l’attivazione di un allarme antincendio, dichiarando che nella stanza c’era un forte odore di marijuana, ma che non era stato trovato nulla e che non erano state formulate accuse formali. In seguito Il 24 agosto 2009 è entrato in un centro di riabilitazione, pochi giorni dopo aver caricato una foto sul suo profilo di Twitter nella quale era presente quello che molti hanno ritenuto uno spinello. Non è chiaro se Beasley fosse stato ricoverato per problemi di droga, ma è stato in seguito dichiarato che Beasley aveva ricevuto delle cure per problemi legati allo stress.

La carriera prosegue, un altro anno agli Heat, prima di trasferirsi a Minneapolis nei T’wolves dove giocherà per due anni. Alla luce dei recenti avvenimenti, si capisce bene che la cessione del pupillo di Riley è stata una manovra economica fatta dagli Heat per liberare spazio salariale per firmare LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh. Il 10 novembre 2010, intanto, fa registrare il career-high di 42 punti nella vittoria dei Timberwolves contro i Sacramento Kings. Chiude la stagione con 19,2 punti di media. Ma anche a Minneapolis gli stessi episodi si ripetono: Il 26 giugno 2011 è stato fermato da un poliziotto per eccesso di velocità. Il poliziotto aveva notato che nell’auto c’era un forte odore di marijuana e avrebbe inoltre trovato una borsa piena di marijuana sotto il sedile del passeggero. Beasley ha tuttavia dichiarato che la marijuana non apparteneva a lui, ma ad un amico che aveva appena scaricato. Beasley è stato tuttavia multato e schedato. Via anche da Minneapolis per i problemi sopracitati.

Approda in Arizona, ai Phoenix Suns dove, ancor prima di allacciarsi le scarpe e indossare la casacca annuncia che i suoi problemi con la marijuana erano definitivamente terminati. Stagione di discreto livello quella coi Suns, chiusa a 11 di media. Ma nonostante l’annuncio di inizio stagione, nonostante la riabilitazione, il 6 agosto 2013 viene arrestato dalla polizia di Scottsdale (Arizona) dopo aver trovato la droga nella sua macchina: gli agenti, insospettiti dall’odore della sostanza nella sua Mercedes al momento del fermo, hanno rinvenuto tre spinelli contenenti marijuana. michael-beasley-heatA causa dell’arresto, naturalmente, i Suns decidono di tagliarlo. Queste le controversie di un giocatore dal potenziale enorme ma che, come tanti altri, non viene aiutato tanto dalla propria testa. Scompare dai radar per un bel po’ di tempo e, se esiste realmente il destino, il suo più grande ammiratore lo rivuole tra le sue schiere, in Florida, a South Beach.

La chiamata di Riley è irrinunciabile per B-Easy che è pronto a rimettersi alla prova in una Big. Ritorna a casa come una delle due scommesse nella squadra delle stelle, insieme a Greg Oden. Arriva tra la gioia dei tifosi, i grandi acclami e soprattutto tra i tanti messaggi di benvenuto nella Heat Family da parte di Bosh, James ma in particolar modo di Dwayne Wade, già all’epoca suo compagno di squadra. Non credo che il tweet di Wade “Sometimes u need to fall 2 see who will pick up.. Welcome home Beas we got your back” abbia bisogno di ulteriori commenti. Insomma, sembra essere l’arma in più per una squadra che perde Miller e acquista un ormai ex giovane di grande prospettiva che però già ha dimostrato di essere protagonista in questa Lega.

Riley non ama definirla scommessa e l’appellativo non è gradito tanto neanche da B-Easy che preferisce dimostrare sul campo di essere una conferma e non un terno a lotto. Le condizioni di Wade preoccupano fin da subito lo staff medico degli Heat e qual miglior modo di gettare Beasley nella mischia, per vedere come gira la squadra con lui, per vedere se il sistema gli si addice o meno?! Inizialmente, quindi, impiegato al posto di Wade e le prestazioni sono anche di ottimo livello. Offensivamente è sempre stato un atleta dominante, pieno di iniziativa e fisicamente difficile da marcare, in quanto troppo grosso per un 3 di stazza normale, troppo rapido e tecnico per un 4 fisico. benchSembra essere quel che cercava Spoelstra, quel tassello di imprevedibilità che poteva portare Miami dritto al Threpeat. Ma se c’è una cosa che il coach di Miami ha sempre ribadito in questi due anni di vittorie, ed anche prima, è che la difesa degli Heat deve essere la migliore della Lega. Risultato raggiunto nella maggior parte dei casi ma, secondo il tecnico dalle origini filippine, non con Beasley sul terreno di gioco. Abbiamo parlato di un fisico possente e quindi spesso costretto a marcare i lunghi avversari. Spo gli chiede un lavoro di visione, di lettura sui pick&roll che B-Easy non è in grado di fare secondo il punto di vista dell’allenatore degli Heat. L’aspetto difensivo, predominante nel pensiero di Miami, è la causa della sua prima esclusione dalle rotazioni. Anche se offensivamente si è espresso a livelli eccelsi in più sere, salvando qualche volta anche la situazione, la prestazione generale non ha mai convito il coach. L’esclusione lascia molti dubbi alle spalle. La decisione è ferma e, intanto, Miami si muove sul mercato per trovare un “vice-Wade”. Provano con Roger Mason ma il tentativo di inserirlo in un sistema di gioco non proprio semplicissimo naufraga dopo poco. Ancora investimenti sul mercato dei free-agent: l’acquisto dell’ex Thunder DeAndre Liggins sembra fare al caso di Miami ma anche questo tentativo fallisce, mentre Beasley resta a guardare dalla panchina o dalla “tribuna”. Altro elemento aggiunto in corso d’opera è Toney Douglas che difensivamente fa al caso di Spoelstra ma offensivamente rende molto poco.

Dov’è finita allora la fiducia che ad inizio stagione veniva promessa da Riley al suo pupillo? Dov’è finita quella scommessa che sembra vinta a inizio stagione? La storia d’amore tra Miami e Beasley deve vedere una nuova brusca frenata? Interrogativi difficili da sbrigare. La questione è che forse Miami vuole tenere compatto l’ambiente non facendo trapelare nulla, qualora sia successo qualcosa all’interno di uno spogliatoio che mai come quest’anno sta scricchiolando più del dovuto. Solo supposizioni, ipotesi di qualche diverbio, qualche battibecco tra compagni di squadra e non sarebbe una novità per Beasley, purtroppo. Un recente infortunio lo ha tenuto lontano dal campo da gioco ma stanotte, nella sconfitta di Miami in Tennessee, era regolarmente in panchina. Anche quando le rotazioni sono ridotte (vedi infortuni di Wade, Oden, Andersen e Haslem), Spo sceglie di non schierarlo e di fargli guardare la partita dalla panca per 48’.  I PO sono ormai vicini e un roster completo è fondamentale per riuscire ad arrivare fino in fondo. L’inserimento di Michael dipende, secondo l’ottica di Spo, unicamente dall’aspetto difensivo e su questo non ci permettiamo di dubitare. Ma l’aspetto difensivo è la sola causa che tiene Beasley lontano da quello visto a inizio stagione, con un minutaggio discreto e una forza offensiva non indifferente? Solo i PO sapranno rispondere ai nostri interrogativi, basta solo essere pronti.