Corsa al “Rookie of the Year”: Trey Burke da urlo, può insidiare MCW?

Il più delle volte, i giocatori al loro primo anno nella NBA hanno bisogno di un grande inizio di stagione che attiri l’attenzione, se vogliono essere seri candidati al premio “Rookie of the Year”. Così hanno fatto Michael Carter-Williams e Victor Oladipo, che non a caso sono subito stati additati come favoriti per il riconoscimento finale, mentre non ne ha avuto la possibilità Trey Burke, che è stato costretto a saltare le prime 12 partite di regular season a causa di un dito rotto.

E’ troppo tardi per il talento uscito da Michigan entrare nella corsa per il premio? Assolutamente no, perché Burke ha avuto subito un ottimo impatto nella NBA e sta facendo registrare numeri di tutto rispetto. Stanotte proprio contro i Magic di Oladipo, il playmaker dei Jazz ha sfoderato una prestazione da 30 punti (12/20 dal campo), 8 assist e 7 rimbalzi. Dall’altra parte, invece, la matricola di Orlando è incappata in una delle sue peggiori performance stagionali: ha segnato solo 3 punti, tirando con un orribile 1/12 dal campo, ed ha chiuso con un plus/minus di -21. Burke non solo ha reso meglio di Oladipo, ma ha anche giocato come un playmaker d’elite ed ha trascinato Utah alla vittoria per 86-82.

Confrontiamo le statistiche dei due giocatori dopo la partita di stanotte.
Victor Oladipo – 13.3 punti, 4.5 rimbalzi, 3.4 assist, 1.7 recuperi, 0.8 stoppate, 3.5 turnovers, 44,2% da due, 27,8% da tre, 75,7% dalla lunetta, 31.8 minuti, 12.2 PER
Trey Burke – 13.5 punti, 3.6 rimbalzi, 5.1 assist, 0.7 recuperi, 0.1 stoppate, 1.4 turnovers, 41.4% da due, 35.8% da tre, 90.3% dalla lunetta, 29.8 minuti, 16.3 PER

Le statistiche confermano che Oladipo è un giocatore che può fare la differenza anche in difesa, dove non a caso viaggia con numeri più elevati di Burke alle voci rimbalzi, recuperi e stoppate. Tuttavia, Burke è più solido ed efficace in attacco, dove ha un buonissimo tiro da oltre l’arco, ma soprattutto sa gestire bene i possessi e far girare la palla, senza perderla quasi mai. Inoltre, la stellina dei Jazz può vantare un miglior PER (Player Efficiency Rating), secondo solo a MCW, mentre Oladipo ha il nono, alle spalle di giocatori come Wolters, Faverani, Adams e Plumlee.

Burke vince il confronto con Oladipo, ma non quello con Michael Carter-Williams. Quest’ultimo, che ha iniziato la stagione con una prestazione da record da 22 punti, 12 assist, 9 recuperi e 7 rimbalzi, trascinando i Sixers ad un’incredibile vittoria sugli Heat, viaggia a cifre spaventose per un rookie (17.7 punti, 7.3 assist, 5.8 rimbalzi, 3.1 recuperi, 18.93 PER). In pratica, guida i rookies in tutte le voci statistiche più importanti ed è difficile immaginare che qualcuno riesca a scalzarlo nella corsa al premio di rookie dell’anno. C’è un però: MCW ha saltato già 11 incontri a causa in un infortunio, inclusi gli ultimi 7. Se dovesse saltare ancora tante partite nel corso della stagione, allora l’assegnazione del riconoscimento non potrebbe essere così scontata come appare.

Anche perché, nonostante dal punto di vista statistico Carter-Williams sia nettamente il giocatore migliore, l’impatto che Burke ha avuto sui Jazz è praticamente identico a quello di MCW sui Sixers. Prima che recuperasse dall’infortunio, Utah aveva un record di 1-11, mentre con lui in campo è quantomeno accettabile (6-10). Lo stesso vale per Philadelphia, che con la sua giovane stella sul parquet ha un record di 6-9, mentre senza è 1-10. Insomma, quando questi due talenti sono sani, le loro squadre diventano molto più competitive. Ci sono ancora tantissime partite da giocare in questa regular season: se fino a ieri il “Rookie of the Year” sembrava essere una corsa a due, adesso si è aggiunto un terzo cavallo. Ci sarà da divertirsi.