Rookies Preview/2: i giocatori più pronti

La stagione NBA è alle porte e già si è parlato molto di questa classe di rookies, alcuni dicono che è molto inferiore a quella precedente, altri dicono che non è niente se paragonata alla prossima e altri sono delusi perché tra infortuni ed esperienze europee non saranno visibili alcuni dei rookies più talentuosi. Oggi in questa seconda puntata introduttiva alla rubrica Rookie Rankings (clicca QUI per leggere il primo articolo) mettiamo da parte tutti questi discorsi, tutti i “se”, tutti i “ma” e parliamo dei sette rookies (5 del primo giro e 2 del secondo) che secondo noi sono più pronti ad affrontare questa prima esperienza NBA. E’ obbligatorio fare una precisazione: solo parzialmente verranno presi in considerazione i risultati ottenuti in Pre-Season mentre non conterà la posizione in cui sono stati draftati e nemmeno il talento base, i sette giocatori scelti sono stati selezionati solo per quanto potranno produrre fin da subito anche con ruoli da comprimari, in poche parole chi potrà dare i migliori risultati nel contesto in cui si trova, ovviamente secondo la mia opinione e quella del mio collega di rubrica Niccolò Costanzo. Va anche detto che i sette giocatori in questione non saranno classificati in “ordine di prontezza” ma saranno elencati in ordine sparso in quanto sono secondo noi ugualmente pronti ad affrontare questa nuova avventura in NBA. Ora però non perdiamo altro tempo e andiamo alla scoperta di questa particolare Top 7.

I PIU’ PRONTI DEL PRIMO GIRO

C.J. McCollum, Guardia, Portland Trail Blazers
Cj McCollum quadrataSarò onesto, sono un po’ di parte quando si parla del ragazzo di Lehigh, d’altronde ho avuto anche l’occasione di intervistarlo (clicca QUI per leggere l’intervista esclusiva) quindi ci sono particolarmente affezionato. Sono convinto che C.J, possa fare benissimo fin da subito dato che, nonostante sia stato scelto con la decima chiamata assoluta, non avrà la responsabilità di mettersi nei panni del salvatore della patria ma dovrà semplicemente dare una marcia in più a un pacchetto guardie già molto buono data la presenza di Lillard e Matthews. Portland è ricca di guardie giovani e interessanti come Barton, Crabbe e Bost a cui vanno aggiunti veterani come Mo Williams e Earl Watson ma lo status di decima scelta assoluta garantirà a McCollum minuti importanti che non credo andranno sprecati. La leadership di McCollum e le sue doti tecniche conquisteranno lo staff e i tifosi della franchigia dell’Oregon che potrà vantarsi di avere un rookie proveniente dalla panchina così pronto in ogni momento, un rookie che come Lillard ha chiuso la propria carriera collegiale dopo quattro anni in un piccolo college.

Mason Plumlee, Centro/Ala Grande, Brooklyn Nets
Mason Plumlee
L’ex Duke arriva a Brooklyn tramite la scelta numero ventidue all’ultimo Draft, precisamente sbarca in una delle edizioni dei Nets più attese e (sulla carta) più forti di sempre in cui avrà un ruolo non certo da protagonista ma il fratellino di Miles dei Pacers sa che spesso è l’interpretazione di un attore non protagonista a rendere bello un film. Kevin Garnett e Brook Lopez saranno giustamente i due lunghi di riferimento ma la panchina piuttosto scarna non offre molto più di Blatche e Reggie Evans, ecco perché l’inserimento di Plumlee in rotazione potrà dare fin da subito un notevole sprint alla squadra di Jason Kidd. Plumlee viene da quattro anni passati agli ordini di Coach Mike Krzyzewski, non proprio l’ultimo della classe, e in carriera ha vinto anche un titolo NCAA nel 2009/10 quindi sa cosa vuol dire essere parte di una grande organizzazione, sa stare al proprio posto, sa giocare in attacco così come in difesa e sa come concentrare tutta la propria energia sul parquet, tutte caratteristiche che lo renderanno uno dei preferiti agli occhi del pubblico, dei veterani e soprattutto di Coach Kidd, il suo nuovo Coach K, il quale sono certo si affiderà spesso a Plumlee anche in momenti importanti.

Cody Zeller, Centro/Ala Grande, Charlotte Bobcats
cody_zeller_Abbiamo appena parlato di Plumlee, un bel talento con un fratello già in NBA quindi perché non passare a un giocatore con una storia molto simile all’ex Duke come Zeller? L’ex stella di Indiana ha due fratelli, uno è Luke, free agent e ex Phoenix Suns, mentre l’altro è Tyler, al secondo anno nei Cleveland Cavaliers ma proprio Cody è considerato il più talentuoso di tutti come testimonia la quarta chiamata assoluta al Draft. Nonostante un Torneo NCAA decisamente mediocre ritengo che Zeller possa fare molto bene in NBA per via della situazione attuale dei Bobcats: i lunghi scarseggiano e Zeller potrà avere subito tantissimi minuti ma al tempo stesso non sarà obbligato a fare il leader in quanto la presenza del neo acquisto Al Jefferson gli risparmierà parecchi raddoppi di marcature e alcune responsabilità che al momento l’ex Hoosiers non potrebbe e non saprebbe prendersi. Al combine Zeller ha distrutto ogni record riguardante l’atletismo e anche per questo credo che possa adattarsi bene alla convivenza con un lungo tecnico come Jefferson e con giocatori rapidi e dinamici come Kemba Walker, Ramon Session e Michael Kidd-Gilchrist. L’avrei inserito in questa lista anche se Charlotte non avesse preso Big Al Jefferson? Probabilmente no ma se gli stessi Bobcats hanno pensato che affiancare un veterano al giovane Cody fosse una buona mossa un motivo ci sarà.

Victor Oladipo, Guardia, Orlando Magic
victor-OladipoRestiamo nelle prime cinque chiamate del Draft e restiamo anche tra gli ex Indiana Hoosiers con Victor Oladipo, la seconda scelta assoluta dell’ultimo Draft. Sarò onesto, io non sono un grande sostenitore di Oladipo o almeno non lo ero al momento del Draft, non credevo infatti che un giocatore con i fondamentali così rudimentali potesse fare il bene di una squadra come i Magic, specie se fosse stato utilizzato in cabina di regia ma la Summer League e la Pre Season mi hanno aperto gli occhi: Oladipo sa giocare alla grande e sa farlo da già oggi. Oladipo ha dimostrato di saper giocare bene come guardia e come playmaker, ovvio non è Chris Paul e non lo sarà mai ma sa adattarsi ad ogni situazione, l’importante per lui è guadagnare minuti e aiutare la squadra, non importa in che ruolo. Velocità, atletismo e un continuo miglioramento nei fondamentali lo rendono pericolosissimo mentre le abilità difensive fanno della coppia Oladipo-Afflalo potenzialmente una delle più tenaci dell’intera NBA difensivamente parlando. Riuscirà a rimettere in piedi gli sconclusionati Magic? Non saprei, probabilmente no, ma da lui mi aspetto un’ottima stagione fatta di grande personalità.

Tim Hardaway Jr., Guardia/Ala Piccola, New York Knicks
Tim Hardaway JrBuon sangue non mente, il figlio del cinque volte All-Star Tim Hardaway è finalmente arrivato in NBA e penso che possa lasciare un ottimo impatto nella Lega fin da subito. L’ex Michigan avrà una bella concorrenza tra J.R. Smith, Iman Shumpert e compagni ma sono certo che potrà fare bene anche in piccoli scampoli di partita come ha già dimostrato in questa Pre Season. Hardaway, scelto con la ventiquattresima chiamata, ha qualità, esperienza e abilità da all-arounder oltre che un fisico davvero notevole costruito perfettamente durante le sue tre stagioni a Michigan, per questi motivi sarà utilissimo ai Knicks specialmente in caso di problemi fisici o di continuità da parte dei titolari, problemi a cui la franchigia della Grande Mela non ha mai trovato un rimedio in queste ultime stagioni. New York chiama, Hardaway Jr. risponde.

I PIU’ PRONTI DEL SECONDO ROUND

Isaiah Canaan, Playmaker, Houston Rockets
Isaiah CanaanL’ex superstar di Murray State ha velocità, abilità da passatore, attributi grossi come una villa con piscina e precisione nel tiro da tre punti. Canaan, scelto con la chiamata numero trentaquattro, avrà una concorrenza spietata a Houston tra Jeremy Lin, Patrick Beverly e Aaron Brooks e molto probabilmente verrà utilizzato pochissimo anche se sono certo che quando verrà chiamato in causa non deluderà le aspettative, anzi metterà solo ulteriori dubbi al coaching staff dei Rockets che non saprà come inserire in rotazione un’altra guardia. In una squadra che punta in alto la differenza la fanno anche e soprattutto i comprimari e tra i rookies è difficile trovarne uno più pronto di Canaan, i quattro anni passati ai Racers lo confermano.

Glen Rice Jr., Guardia/Ala Piccola, Washington Wizards
Glen Rice Jr.Dopo Tim Hardaway Jr. ecco un altro figlio d’arte, questa volta il padre, Glen Rice Sr. (brindiamo ancora alla fantasia per i nomi made in USA) era una stella di Michigan e poi è stato tre volte All-Star in NBA, ecco perché anche i geni di Rice Jr. trasudano basket. Rice Jr. ha percorso una strada contorta per arrivare in NBA: è partito da Georgia Tech, ha giocato un anno in NBDL con i Rio Grande Valley Vipers dominando in lungo e in largo così da essere poi scelto con la scelta numero trentacinque, la più alta mai raggiunta dai tre giocatori della NBDL draftati prima di lui. Rice Jr. non sarà il nuovo fenomeno dei Wizards ma in una squadra giovane in cui la concorrenza è composta da Beal, il rookie Porter, Ariza e Webster di sicuro potrà trovare minuti utili per dare una scossa alla squadra entrando dalla panchina ed elettrizzare il pubblico del Verizon Center.

Foto copertina pesa da: espn.go.com