Rookies, la classe 2013/2014. Preview/1: Undrafted, i giocatori non scelti che ce l’hanno fatta

La notte del Draft NBA, una serata dal sapore magico per i migliori talenti del basket mondiale, in cui tutti sognano di poter iniziare la carriera da professionisti direttamente dalla porta principale, una di quelle sessanta scelte, che di diritto ti consegnano ad una delle trenta franchigie della National Basketball Association. Senza dubbio il modo più emozionante e pittoresco di coronare il proprio sogno. Ma non l’unico, ovviamente, soprattutto dalla stagione 2012/2013, la prima del post-lockout, in cui la differenza di status tra un rookie scelto al secondo giro ed uno non draftato è diventata molto labile, se non del tutto effimera. Ad ogni modo, per il numero limitato di posti, non sempre le storie degli aspiranti “pro” hanno un lieto fine, e il Draft si rivela essere, non un punto d’arrivo, bensì di partenza, poiché tra Summer League, mini-camp e training camp ufficiali, le vie per strappare un contratto NBA saranno pur tante, ma tortuose. Il discorso non potrebbe essere più attuale dato che, ad oggi, tutte le franchigie della NBA sono alle prese con gli ultimi ritocchi dei roster con cui si presenteranno ai blocchi di partenza della stagione 2013/2014. Come detto in precedenza, un ruolo decisivo per approdare nella Lega è stato rivestito dalla vera e propria Free Agency, il mercato degli “svincolati”, che per la prima volta, in maniera così lampante, ha investito i giocatori direttamente usciti dai college americani, seppure, come vedremo, i contratti garantiti si possano contare sul palmo di una mano. Se quindi ai giocatori scelti al primo giro del Draft, affianchiamo i Free Agent europei, come Datome e Pero Antic,  chi ha fatto la gavetta tramite la Summer League e si è fatto quindi conoscere a posteriori e quelli che già prima di giocarla godevano di considerazione e di contratti di massima con le società NBA, possiamo immediatamente capire come quest’anno il panorama dei giocatori al primo anno sia piuttosto variegato.

Prima di passare ai protagonisti del mercato estivo, bisogna però necessariamente spiegare in brevi linee le differenze tra contratto garantito, parzialmente garantito e non garantito.
Il contratto garantito, come si può evincere dal termine, è un accordo che tutela totalmente i guadagni del giocatore sotto contratto, anche in caso di rescissione contrattuale (Antic, Datome e Buycks per fare esempi pratici); quello parzialmente garantito, spesso utilizzato per le seconde scelte del Draft non copre completamente i guadagni del giocatore se questo non riesce (letteralmente) a rimanere nel roster entro la data del 7 di Gennaio, scadenza ultima per “scaricare” o confermare i giocatori con questo tipo di contratto, ma ad ogni modo lo tutela con la garanzia di una cifra pattuita al momento della firma del contratto, che non è necessariamente la stessa per ogni squadra. Quello completamente non garantito, ovviamente deve superare la data del 7 Gennaio per entrare in vigore, ed in caso di taglio prematuro, ad esempio quello di fine training camp, non garantisce al giocatore un compenso minimo.

Passiamo quindi ad analizzare i nomi che quest’estate hanno animato il mercato degli “undrafted” e di come siano approdati (o quasi) nella Lega:

Pero Antic, Centro, Atlanta Hawks: Insieme a Luigi Datome e Bojan Bogdanovic, che per fortuna degli avversari dei Nets dovrebbe approdare a Brooklyn solo dall’estate del 2014, il meglio che il basket europeo possa offrire. Dopo aver vinto letteralmente tutto quello che era possibile vincere, Antic ha deciso di sfruttare l’ultima occasione per giocare nella NBA, in una squadra, gli Hakws, che con lui, Elton Brand, Paul Millsap e Al Horford, può vantare uno dei reparti lunghi più affidabili della Eastern Conference. Contratto: Triennale, con il primo anno garantito a $1.200.000

Dwight Buycks, Guardia, Toronto Raptors: La storia più bella dell’estate. Dopo due anni fuori dalla NBA, l’ex Marquette ha dimostrato di poter dominare nella Orlando Summer League, con la maglia dei Thunder. I Raptors, non convinti del tutto da DJ Augustin, non hanno perso l’occasione di metterlo sotto contratto per fargli fare il rincalzo di Kyle Lowry. Si giocherà il posto con l’ex Charlotte e Indiana, ma intanto si godrà senza dubbio i settecentomila dollari garantiti del primo anno del suo triennale. Contratto: Triennale, con il primo anno garantito a $700.000

Ian Clark, Guardia, Utah Jazz: Apparentemente il lieto fine è ancora lontano, ma questo non cambia i meriti di Ian Clark, unico giocatore ad aver dominato la Orlando Summer League, e pochi giorni dopo aver replicato al torneo di Las Vegas, ottenendo il premio di MVP della finale grazie ai 33 punti segnati per i suoi Warriors. Il Senior uscito da Belmont, era addirittura partito in panchina nella prima gara con i Miami Heat ad Orlando, e molto rapidamente è riuscito a guadagnarsi quintetto e tiri a volontà, mostrando una maturità e una confidenza con il gioco incredibile. La chiamata dei Jazz è arrivata, così come un biennale parzialmente garantito. Utah ad ogni modo ha un roster piuttosto corto e le chance di Clark di arrivare al fatidico 7 di Gennaio dovrebbero essere molto alte. Contratto: Biennale, al minimo salariale $490.000, con garantiti $200.000

Robert Covington, Ala, Houston Rockets: Il 15 Luglio, con i tornei estivi appena iniziati, giunge la notizia della firma di Robert Covington per gli Houston Rockets. Sebbene arrivi in ordine di tempo dopo le firme di Pressey, CJ Leslie e Rodney Williams, nessuno avrebbe immaginato, che i Rockets avrebbero offerto un anno al minimo salariale totalmente garantito all’ex Tennessee State. Covington successivamente è stato bravo a non tradire le attese giocando con fiducia nella Summer League. Da disoccupato a giocatore di una squadra potenzialmente da titolo. Contratto: Biennale, al minimo salariale $490.000 con il primo anno garantito.

Seth Curry, Guardia, Golden State Warriors: Nonostante la doccia fredda del Draft, Curry non può lamentarsi. Per quanto non abbia firmato un contratto decisivo, la volontà del fratellone gli ha garantito $75.000 e la certezza di giocarsi le proprie chance al training camp. Contratto: Biennale, al minimo salariale $490.000, con garantiti $75.000

Gigi Datome, Ala, Detroit Pistons: Citato solo per dare “gli estremi” sul suo contratto e per anticipare che nei 4 preview che my-basket.it proporrà sui rookies 2013/2014 uno sarà interamente dedicato all’ex capitano della Virtus Roma. Contratto: Biennale, $1.750.000 l’anno, entrambi garantiti, con opzione per il terzo anno.

Matt Dellavedova, Guardia e Kenny Kadji, Ala, Cleveland Cavaliers: Due giocatori che dovrebbero, per motivi differenti, superare il taglio alla fine della preseason. Dellavedova infatti, ha firmato un contratto al minimo salariale con più di un quarto dello stipendio garantito, Kadji, invece a livello tecnico sta convincendo tutti, e benchè non abbia contrattualmente le (parziali) sicurezze della guardia uscita da Saint Mary’s, potrebbe avere grosse chance di rientrare nelle rotazioni dei Cavs. Contratto: Biennale al minimo salariale $490.000, Kadji non garantito, Dellavedova garantiti $100.000.

CJ Leslie, Ala, New York Knicks: Caso di scuola, dato che, a poche ore dalla fine del Draft NBA, pare avesse in mano un contratto dei New York Knicks, Tutto faceva pensare ad un accordo duraturo, ma in realtà il contratto di Leslie è solo parzialmente garantito, quindi l’ex North Carolina State dovrà guadagnarsi un posto nel roster sgomitando con Cole Aldrich, Jeremy Tyler, Josh Powell e Chris Douglas-Roberts. Contratto: Biennale al minimo salariale, 490.000, garantiti $200.000

Trent Lockett, Guardia, Sacramento Kings: Per chi scrive non il giocatore più interessante di cui parlare, ma il suo contratto merita qualche accenno. Lockett, dopo una Summer League non proprio esaltante, ha firmato un contratto per il training camp dei Kings a $35.000 garantiti, con un bonus aggiuntivo di $100.000 se l’ex Marquette sarà ancora nel roster al 29 di Ottobre. Mancano meno di due tre settimane, in bocca al lupo Trent! Contratto: Biennale al minimo salariale, 490.000, parzialmente garantiti. $35.000 alla firma con bonus di $100.000 al 29 di Ottobre.

Phil Pressey, Guardia, Boston Celtics: Anche questo è stata un’acquisizione molto particolare, dato che Pressey, dopo esser stato snobbato per sessanta chiamate, ha immediatamente raggiunto un accordo di massima con i Celtics, che tra l’altro, avrebbero potuto selezionarlo alla 53, dato che i Pacers a quella chiamata avevano scelto proprio per i biancoverdi Colton Iverson. Fatto sta che Pressey, dei giocatori che hanno firmato nella settimana successiva al Draft, è l’unico ad aver ottenuto un contratto garantito per tutta la stagione da rookie, un bel colpo per l’ex Missouri. Ora conta solo giocare e convincere in attesa del rientro di Rajon Rondo. Contratto: Biennale al minimo salariale $490.000, il primo del quale garantito.

Rodney Williams Jr. Ala, Khalif Wyatt, Guardia, Vander Blue, Guardia, Gani Lawal, Centro, Hollis Thompson, Ala, Philadelphia 76ers: Continuano le stranezze dei Philadelphia 76ers. Dopo aver firmato a seguito di un lunghissimo tira e molla le due prime scelte, Nerlens Noel e Carter-Williams, il GM, Tony DiLeo, ha scatenato una vera guerra tra i giocatori alla ricerca di un contratto, dato che i 76ers si sono presentati al training camp solamente con undici tesserati , regolarmente a libro paga, e ben nove giocatori dal futuro incerto. Tra questi sono molti i rookies in cerca di fortuna, tra cui spiccano Rodney Williams e Gani Lawal, con contratti parzialmente garantiti rispettivamente per $75.000 e $100.000, e Khalif Wyatt, nativo di Norristown, Pennsylvania, stella del college Philadelphiano di Temple. Da tenere d’occhio anche Vander Blue in questa bagarre.

Per concludere la prima, particolare, presentazione dei rookies del 2013/2014, volevo chiarire che in questa puntata d’esordio è prevalsa la volontà di mettere in mostra, non i migliori giocatori dell’annata, che presenteremo nell’ultima episodio di questo lungo preview, bensì il leivmotiv che ha scandito le ultime estati dei giocatori usciti dal college basket. A mio avviso, questo sistema potrebbe presto diventare un problema per la NBA dato che, ad ogni anno che passa, il secondo giro del Draft NBA perde sempre più di significato, soprattutto da quando molte franchigie scelgono appositamente giocatori per non metterli sotto contratto, rendendo il fatto di essere scelti uno specchietto per le allodole e poco altro. I casi Pressey e Leslie ne sono un esempio lampante, così come quello Covington, tesserato dopo appena due giorni di Summer League. Dovesse continuare, se non aggravarsi, il trend, la NBA dovrebbe presto cercare una “riforma” per i contratti che vanno dalla chiamata 31 alla 60 del Draft. Alla prossima, meno polemica, puntata!

PS. Per altri articoli relativi ai giocatori non draftati: http://www.my-basket.it/storie-di-draft-undrafte-giocatori-entrati-in-nba-dalla-porta-secondaria/

Foto: nbaatlantictwine.com