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Summer League di Orlando, day 1: l’analisi e i video dei debutti delle lottery pick

Con il Draft 2015 ormai alle spalle e con i migliori free agent che hanno trovato sistemazione, l’attenzione del mondo NBA si sta spostando verso le Summer League. Ieri ha preso il via quella di Orlando, che ha visto i positivi esordi di diversi talenti scelti in lottery pick alla fine di giugno. Certo, le prestazioni in eventi del genere lasciano il tempo che trovano, ma comunque considerare le SL inutili è un grave errore: permette di osservare da vicino tanti giocatori, per i quali queste partite sono dei primi importanti banchi di prova in cui iniziare a dimostrare il loro valore. Andiamo a vedere i talenti che più si sono messi in mostra in questo primo giorno della Summer League di Orlando.

MYLES TURNER – Tra le cinque scelte della lottery 2015 che sono scese in campo ieri, Myles Turner è quella più bassa, ma allo stesso tempo quella che più ha impressionato i presenti. Approdato in NBA con la chiamata n.11, il prodotto del Texas ha messo a referto 20 punti (8/11 dal campo), 8 rimbalzi e 3 stoppate in 28 minuti. Anche se i suoi Pacers sono crollati per 92-76 contro gli Heat di Justise Winslow, Turner è stato il giocatore migliore e più solido visto in campo: il suo tiro dalla media è molto affidabile, ha addirittura segnato anche una tripla e spalle a canestro sa crearsi lo spazio necessario per concludere. Inoltre, ha protetto molto bene il ferro, anche se dovrà decisamente crescere nella gestione dei falli.

JUSTISE WINSLOW – Come detto, dall’altro lato del campo c’era Justise Winslow, scelto con la n.10 da Miami e già considerato la probabile steal del Draft 2015. Il suo esordio magari non sarà stato scintillante dal punto di vista statistico (ha comunque segnato 15 punti con 4/8 dal campo e 6/8 dalla lunetta, aggiungendo 3 assist e 2 recuperi), però ha impressionato molto per la sicurezza e la confidenza con cui ha giocato, senza mai andare fuori dai ranghi. Inoltre, ha attaccato bene il ferro, ha mostrato buone abilità di passaggio ed è stato solido in difesa: il suo plus/minus di +28 la dice lunga, soprattutto se si considera che è stato in campo per 27 minuti.

FRANK KAMINSKY – Grande attesa c’era anche per il debutto di Frank Kaminsky, che è stato tutt’altro che timido: si è reso 19 tiri in 30 minuti. Le sue percentuali dal campo non sono state eccezionali, dato che ha spedito sul fondo della retina solo 7 di quelle conclusioni tentate, però da oltre l’arco ha fatto registrare un buonissimo 4/8. Alla fine ha concluso con 19 punti, 12 rimbalzi e 2 recuperi, che però non sono bastati agli Hornets per evitare il ko per 76-74 contro i Thunder.

STANLEY JOHNSON – Assolutamente positivo, invece, è stato l’esordio di Stanley Johnson: un po’ a sorpresa non è partito in quintetto, ma ciò è giustificato dal fatto che i Pistons vogliono cercare di farlo subito abituare al ruolo che dovrà svolgere in uscita dalla panchina. L’ottava scelta assoluta dell’ultimo Draft ha confermato di essere un giocatore completo: va a rimbalzo, difende, attacca il ferro, mette i tiri aperti, sa passare il pallone. Insomma, ha destato un’impressione molto positiva e ha chiuso con 13 punti (5/8 dal campo), 4 rimbalzi, 3 assist e 1 recupero in 24’.

MARIO HEZONJA – Uno dei debutti più attesi è stato certamente quello di Mario Hezonja, scelto con la n.5 dai Magic: potremmo dire che, statisticamente parlando, il talento croato non ha fatto una grande impressione, realizzando 12 punti in 24’ con 3/8 al tiro. Ma le sue qualità sono emerse negli ultimi secondi, in cui ha dimostrato di avere doti caratteriali importati, oltre che grande fiducia nei suoi mezzi: a 13’’ dal termine dell’overtime ha mandato a bersaglio la tripla della vittoria (75-74 dei Magic sui Clippers).