10 temi della notte NBA: Portland sprofonda in classifica, LeBron e Harden vincono sulla sirena

DALLAS SA DIFENDERE – Ampiamente soddisfatto Dirk Nowitzki al termine della gara disputata dai suoi Mavs sul campo degli Indiana Pacers: «Non riesco a ricordare un’altra partita in cui abbiamo vinto tirando con il 36%. Abbiamo contestato ogni tiro e ogni pallone. Marion ha fatto un grandissimo lavoro su Paul George. Di solito vinciamo segnando più degli avversari, oggi abbiamo dimostrato che sappiamo anche vincere in un altro modo». La vittoria arriva per i Mavs dopo la debacle di ieri notte contro i Bobcats, condita da un Nowitzki uscito anzitempo per un problema alla caviglia. Il tedesco è sceso regolarmente in campo ad Indianapolis ed è stato, con 18 punti, il secondo miglior marcatore della squadra dietro a Monta Ellis (23). La partita è stata decisamente poco spettacolare: i Pacers hanno segnato 11 punti nell’ultimo quarto, 73 complessivi. Paul George ha tirato 4/17 dal campo.

MARC ANCORA KO – Il terrore è tornato sul volto dei Grizzlies quando Marc Gasol è stato colpito al ginocchio sinistro da Jameer Nelson su un blocco ed è stato costretto a lasciare il campo. Il catalano ha già saltato 23 partite per un infortunio proprio a quel ginocchio sinistro. Dave Joerger ha anche fuori per infortunio Mike Conley e Tony Allen. Prima del rientro di Marc Gasol ad inizio gennaio i Memphis Grizzlies avevano un record negativo. Nonostante l’uscita di scena di Marc nel terzo periodo, i Grizzlies hanno comunque fatto in modo di portare a casa la vittoria sul campo dei Magic per continuare a sperare in un biglietto valido per i Playoffs. La differenza, con la partita in bilico nell’ultimo minuto, l’hanno fatta un clear path fischiato ad Afflalo su Courtney Lee e un grandissimo canestro di Zach Randolph.

CONSOLIDARE IL TERZO POSTO – La sfida tra Toronto Raptors e Atlanta Hawks era uno scontro diretto nei quartieri alti della Eastern Conference. Per la quarta volta in stagione – i precedenti erano stati 0-1, 2-3 e 9-10 – gli Hawks sono scesi sotto il 50% di vittorie in stagione: 25-26. I Toronto Raptors hanno invece consolidato il terzo posto in classifica e hanno adesso come principale inseguitrice non più Atlanta, ma Chicago (26-25). DeMar DeRozan carichissimo in vista dell’All-Star Game a cui prenderà parte domenica: 31 punti con 11/19 dal campo. Per gli Hawks molto bene Gustavo Ayon, miglior marcatore della squadra con 18 punti.

BELI, QUASI TRIPLA-DOPPIA – Gli Spurs hanno affrontato la trasferta di Boston senza Kawhi Leonard, Manu Ginobili, Tiago Splitter e Tony Parker. È chiaro, quindi, che la maggior parte delle responsabilità offensive siano ricadute su Tim Duncan: il lungo quattro volte campione NBA ha risposto con 23 punti (8/11 al tiro) nel solo secondo tempo. Non è stato l’unico fattore della vittoria Spurs. Anche il suo compagno di reparto, Boris Diaw, ha ben figurato con 18 punti e 8/12 dal campo. Dalla panchina, il solito Mills ha fornito il suo gran contributo con 16 punti in 19 minuti. Il Beli, invece, ha sfiorato la tripla-doppia e ha fissato due nuovi primati personali di questa stagione per rimbalzi e assist. Al di là della sua prova da 16 punti, 11 rimbalzi e 8 assist, da ricordare la serie di tre triple in fila con cui ha aperto la strada alla fuga Spurs nel quarto periodo.

NETS, PACE FATTA COL BARCLAYS – Se i Nets occupano attualmente una posizione tra le prime otto della Eastern Conference, lo devono probabilmente al miglioramento del record casalingo. Dopo aver iniziato la stagione con un drammatico 5-9 al Barclays Center, adesso la squadra di Jason Kidd ha vinto 11 delle ultime 13 partite tra le mura amiche. I Bobcats non sono riusciti a ripetere la bella prestazione offerta contro i Mavericks e sono letteralmente implosi nel terzo periodo, permettendo ai Nets di continuare il buon momento casalingo. Miglior marcatore della gara e grandissimo protagonista Paul Pierce: 25 punti, 9/11 dal campo, 5/5 dall’arco.

ANCORA CAVS, DISASTRO PISTONS – La stagione dei Pistons, nonostante il cambio in panchina, continua ad essere un autentico disastro. Nella sfida casalinga contro i Cleveland Cavaliers, Detroit era riuscita a chiudere sul +11 il primo tempo. Gara in discesa? Neanche per sogno. I Pistons hanno deciso di complicarsi la vita e ne hanno approfittato Kyrie Irving e Tristan Thompson. Il lungo canadese ha dominato il pitturato con 25 punti e 15 rimbalzi e ha permesso il sorpasso Cavs con un paio di schiacciate a rimbalzo. Il canestro che ha chiuso la partita, invece, lo ha segnato Kyrie Irving dall’arco. I Pistons, per l’ottava volta, hanno perso una partita in cui erano in vantaggio dopo tre quarti. Preoccupa lo scarso contributo di Kentavious Caldwell-Pope, a secco in cinque delle ultime sei partite. I Cavs hanno vinto, per la prima volta dal 2010, quattro partite consecutive.

SUICIDIO KNICKS, FREDETTE NE APPROFITTA – Ancora una volta i Knicks hanno rimediato un’autentica figuraccia. E pensare che Carmelo Anthony aveva definito questa partita come una must win game. J.R. Smith non ha giocato l’incontro perché insoddisfatto della sua maschera protettiva e Mike Woodson ha imputato la sconfitta proprio alle assenze di Smith e Iman Shumpert. Fatto che sta che i Knicks avevano iniziato molto bene la gara, con un 33-22 nel primo quarto. Poi, il buio. Gli ospiti si sono gradualmente rifatti vivi, sfruttando un Jimmer Fredette che, contro la blanda difesa dei Knicks, ha sfoderato la miglior gara in carriera. Le triple incredibili del talento di BYU hanno permesso alla formazione allenata da Malone di tornare a contatto: Rudy Gay ne ha approfittato per pareggiare il risultato prima della sirena finale. Melo ha sbagliato gli ultimi sei tiri, ma è stato assieme a Stoudemire l’unico motivo per cui i Knicks non si sono arresi già nei regolamentari. Una tripla di Gay e un canestro di Isaiah Thomas dopo uno splendido crossover hanno causato il definitivo tracollo dei padroni di casa. Fredette ha chiuso l’incontro con 24 punti, 9/14 dal campo e 6/8 dall’arco.

SORPASSO AI BLAZERS, PARTE 1 – La sconfitta dei Blazers con i Clippers ha permesso agli Houston Rockets di guadagnare il terzo posto nella Western Conference. Sembrava tutto facile per i Rockets, che hanno conquistato 19 punti di vantaggio nonostante l’elevato numero di palle perse. I Wizards hanno però ritrovato fiducia in attacco e si sono appoggiati ad un Trevor Ariza in serata di grazia: 32 punti, 11 rimbalzi e 10/14 da tre. Il vantaggio dei Rockets si è dissolto minuto dopo minuto e John Wall, con il fallo di Jeremy Lin, ha segnato per il sorpasso a 2’ 21” dalla fine della gara. Lo stesso Wall si è procurato un fallo di Dwight Howard per portare sul 110-112 Washington a soli 4” dal termine. A questo punto, prima che la rimessa venisse battuta, è stato sanzionato un fallo lontano dalla palla ad Ariza su Harden. Il Barba ha trasformato il libero, poi in penetrazione ha segnato a 0.7” dalla sirena e ha permesso ai Rockets di vincere la partita. La stella di Houston ha segnato 35 punti con 8/14 dal campo e 16/16 dalla lunetta.

CI PENSA LEBRON – Era già tutto pronto per celebrare il canestro e fallo di Steph Curry a 14.6” dalla fine come la prodezza che aveva permesso ai Warriors di sconfiggere i Miami Heat. I campioni NBA in carica si erano portati anche sul +14 nel corso del secondo periodo, prima che la squadra di Mark Jackson disputasse un terzo quarto da 36 punti segnati. Gli Heat non sono riusciti ad arginare più di tanto un Curry da 29 punti e 8/14 al tiro. Con quella giocata da tre punti, il playmaker dei padroni di casa ha dato alla sua squadra un vantaggio di 2 punti, 110-108. A questo punto LeBron ha preso palla e, senza nemmeno chiamare timeout, è andato dall’altra parte del campo e ha scagliato in faccia ad Iguodala la tripla della vittoria. L’incredibile canestro di James chiude una prestazione personale da 36 punti (7 nell’ultimo minuto), 13 rimbalzi e 9 assist. Wade doveva disputare questa gara, ma è rimasto fuori per un problema al piede. Potrebbe saltare anche l’All-Star Game.

SORPASSO AI BLAZERS, PARTE 2 – Se i Rockets hanno raggiunto i Blazers come record – ma hanno il vantaggio negli scontri diretti – i Clippers restano dietro nonostante questa vittoria contro Portland. In ogni caso, la squadra di Doc Rivers occupa il primo posto nella Pacific Division, per cui ha diritto ad una delle prime quattro posizioni nella Western Conference. Per questo attualmente sia Rockets sia Clippers, oltre a Thunder e Spurs, sono davanti ai Blazers in classifica. Ma non è solo questa sconfitta sul campo dei Clippers il motivo per cui i ragazzi di Terry Stotts sono crollati al quinto posto: Portland ha perso 8 delle ultime 13 partite disputate. Chris Paul, alla seconda partita dopo il suo rientro, ha portato a casa una doppia-doppia da 20 punti e 12 assist. Suo, tra l’altro, il primo canestro del parziale decisivo dopo che i Blazers si erano portati sul +1 a 3’ 16” dalla fine. Griffin ancora dominatore con 36 punti, 13/21 al tiro e 10 rimbalzi. Aldridge ha tirato bene (10/18 dal campo per 25 punti), ma ha catturato solo 3 rimbalzi.

Photo: washingtonpost.com