10 temi della notte NBA: il ritorno di Rondo, la scoperta Larkin, Portland specialista dei finali

IL RITORNO DI RONDO – Finora per le point guard è stata una stagione terribile. Basti solo pensar che Rose ha di nuovo finito la stagione, mentre sono fuori anche gente come Westbrook, Paul, Bledsoe, Nash e Holiday. Finalmente stanotte è arrivata una buona notizia dall’affollatissima infermeria dei playmaker: Rajon Rondo è tornato un anno dopo l’infortunio ed è sceso in campo contro i Lakers, in una sfida di ben altro sapore rispetto a quelle a cui era abituato il quattro volte All-Star. Basti pensare che Celtics e Lakers hanno un record combinato di 28-51, il più basso che sia mai stato registrato in un confronto tra queste due franchigie leggendarie. I gialloviola hanno avuto la meglio per 107-104, ma gli occhi ovviamente erano tutti puntati su Rondo, che ha segnato 8 punti (4/9 dal campo), smazzato 4 assist e regalato qualche numero dei suoi in quasi 20 minuti. Insomma, buon esordio, bravi i Celtics a volerlo inserire gradualmente, anche perché fretta non ce n’è assolutamente, visto che i playoffs non sono un obiettivo.

LOWRY E DEROZAN SONO IL MIGLIOR BACKCOURT DELLA EASTERN? – I Raptors hanno in casa due guardie che potrebbero tranquillamente essere degli All-Star. Il duo composto da Kyle Lowry e DeMar DeRozan sta continuando a sbaragliare le avversarie, guidando i Raptors ad una vittoria per 94-89 sui Timberwolves. Lowry ha messo a referto la bellezza di 24 punti, 6 assist e 5 rimbalzi, mentre DeRozan ha contribuito con 15 punti, 5 rimbalzi e altrettanti assist, mettendo ko Minnesota con diversi canestri pesanti nei momenti cruciali e permettendo a Toronto di vincere la sesta partita consecutiva in casa. Kyle sta viaggiando con una media di 16.1 punti e 7.4 assist, mentre DeRozan con 21.2 punti, 4.6 rimbalzi e 3.7 assist. Numeri mica da ridere.

PORTLAND SPECIALISTA DELL’ULTIMO QUARTO – I Blazers sono una squadra da ultimo quarto. E lo hanno dimostrato anche stanotte, quando in casa degli Spurs hanno chiuso il terzo sotto di 1, salvo poi prendere in mano le redini dell’incontro e vincere meritatamente per 109-100. Portland ha battuto i texani con un parziale di 32-22, grazie ad un attacco equilibrato, in cui ben sette giocatori hanno fatto almeno un canestro negli ultimi 12’. Ovviamente protagonista è stato LaMarcus Aldridge con 8 punti e 3 rimbalzi, ma anche Wesley Matthews gli ha dato una bella mano con un 3/3 da oltre l’arco.

MIAMI SA ANCORA VINCERE CON LE PICCOLE – Gli Heat si sono presentati alla partita di stanotte con i Sixers con una striscia alquanto anomala per loro. Per la prima volta nell’era dei Big 3, infatti, Miami ha perso tre incontri consecutivi contro squadre con un record al di sotto del 50% (Knicks, Nets e Wizards). Stanotte, però, hanno invertito la tendenza, imponendosi senza problemi per 101-86 sui Sixers, con Bosh mattatore con 25 punti e 5 stoppate.

LA STRANA “STRATEGIA” DEI KNICKS – Prima della partita di stanotte, i Knicks erano la quinta squadra della NBA a concedere il più alto numero di tiri aperti, sia dalla linea dei tre punti che dal pitturato. La loro “strategia”, se di strategia di può parlare, di lasciar tirare gli avversari stava funzionando discretamente contro i Clippers, che hanno commesso tanti errori e permesso a New York di andare all’intervallo sul 50-50. Ma nel secondo tempo lasciare J.J. Redick libero dall’angolo e permettere a Blake Griffin di far male in transizione non è stata una buona idea: morale della favola, LA si è imposta nettamente 109-95.

IL COMANDANTE WALL – I Wizards stanotte hanno vinto la battaglia con i Bulls e sono risaliti al 50% di vittorie nella triste Eastern Conference (19-19). A fare la differenza, neanche a dirlo, è stato il playmaker di Washington, che ha messo a nudo tutti i limiti di Kirk Hinrich e D.J. Augustine, che stanno comunque facendo il possibile per sostituire Rose. John Wall sarà anche un po’ pieno di sé, ma è innegabile che la squadra dipenda tanto dalle sue prestazioni: stanotte ha messo a referto 23 punti e 11 assist, guidando i Wizards alla vittoria per 96-93.

I JAZZ HANNO BISOGNO DI BURKE – I Pistons avevano tanti motivi per pensare ad una facile vittoria contro i Jazz, ma Trey Burke ha rimescolato tutte le carte in tavola. Il rookie proveniente da Michigan ha guidato Utah ad una splendida vittoria per 110-89 con la sua prima prestazione in carriera da almeno 20 punti e 10 assist (12 quelli smazzati). E siamo sicuri che non sarà l’ultima, perché il talento c’è eccome e inoltre si trova in un posto in cui sono cresciuti due grandi playmaker come Stockton e D-Will. Per il momento Burke ha molto da imparare, ma quando si accende la squadra gira bene e son dolori per gli avversari.

ATTENTI AI GRIZZLIES – Le squadre che occupano gli ultimi posti validi per i playoffs ad Ovest farebbero meglio a preoccuparsi, perché i Grizzlies stanno venendo a prenderle. Stanotte Memphis è riuscita ad imporsi per 91-90 sui Kings, collezionando la quinta vittoria consecutiva per un record di 20-19: adesso sono solo 2.5 le partite di ritardo dai Mavericks, ottavi, e c’è ancora tanto da giocare. Considerando le loro ultime stagioni da protagonisti ed il fatto che hanno recuperato Marc Gasol, bisogna prestare molta attenzione ai Grizzlies.

I MAVS SCOPRONO LARKIN – I Mavericks stanotte hanno scoperto Shane Larkin. Tornato recentemente dall’infortunio, stanotte il talento uscito da Miami ha dimostrato di poter trovarsi eccome a suo agio nella NBA, guidando Dallas al successo sui Suns per 110-107 con 18 punti (6/8 dal campo), 5 assist e 2 recuperi. Non a caso Larkin (26’) ha giocato più minuti del titolare Calderon (19’).

DURANT NON È UMANO – Chi pensava che un difensore del calibro di Andre Iguodala potesse fermare, o quantomeno rallentare, Kevin Durant, si sbagliava di grosso. Stanotte KD ha scritto un career high di 54 punti ed ha trascinato i Thunder alla vittoria per 127-121 sui Warriors, che sono riusciti a rimanere in partita fino alla fine ma si sono dovuti arrendere alla valanga di canestri segnati da Durant.