10 temi della notte NBA: la stranezza dei Kings, la tristezza di Swaggy P. Tanking? Non per Tim!

KNICKS, INIZIA LA RISALITA? – Per la prima volta in stagione, i Knicks hanno vinto tre delle ultime quattro partite. Quella di stanotte per 89-85 in casa contro i Pistons, è stata meno impressionante e convincente di quelle colte nel loro viaggio in Texas, ma l’importante è aver vinto. New York ha giocato una buona partita che sostanzialmente non è mai stata in discussione, anche se nel finale alcuni brutti turnovers di Raymond Felton hanno rischiato di far perdere clamorosamente l’incontro. A sua difesa, c’è da dire che questa era la prima partita dopo essere stato fuori per infortunio: solo il tempo dirà se riuscirà a tornare agli alti livelli della scorsa stagione. I tifosi dei Knicks sperano che queste ultime uscite non siano solo un caso isolato, ma l’inizio della risalita. La prossima partita, però, è contro gli Heat: se vogliono provare a vincere la terza in fila, servirà ben altra intensità, una prova di spessore.

TANKING? NON PER TIM! – Stanotte i Bulls hanno giocato la loro prima partita senza Luol Deng. Chi si aspettava una sonora sconfitta contro i lanciatissimi Suns, è rimasto molto deluso: Chicago si è imposta per 92-87, fornendo una prova di altissimo livello e tenendo Phoenix addirittura 16.7 punti sotto la sua media stagionale. Chiunque conosca un minimo coach Tim Thibodeau, sa che non rinuncerà mai a giocare per vincere, non importa quanti giocatori possa perdere. Stanotte l’allenatore dei Bulls ha sfoderato una partita tatticamente perfetta ed ha spremuto Taj Gibson e Jimmy Butler, che hanno giocato 40 minuti a testa. Finché Thibodeau sarà l’allenatore, i Bulls non potranno mai tankare.

LA STRANEZZA DEI KINGS – Sacramento proprio non sa perdere contro le buone squadre. Stanotte si sono imposti per 123-119 sui Blazers, cogliendo la terza vittoria nelle ultime quattro uscite contro squadre al di sopra del 50% di vittorie. Negli ultimi 12 giorni, i Kings hanno battuto Miami, Houston e Portland. Invece hanno perso cinque delle ultime sei partite contro team con un record negativo: addirittura hanno perso in casa con i Sixers, non proprio una corazzata. Quando le tre stelle (Cousins, Thomas, Gay) sono in serata, come successo stanotte contro i Blazers (89 punti in tre), Sacramento se la gioca con chiunque. Ma il problema è che la loro difesa è semplicemente orribile, e fino a quando non la sistemano un minimo, i risultati continueranno ad essere così altalenanti.

LA MATURITÀ DEI WIZARDS – Se i Wizards dovessero riuscire a qualificarsi per i playoffs dopo sette anni, il record fuori casa potrebbe essere decisivo. Nella scorsa stagione, lontano dal proprio parquet Washington ha fatto registrare un record di 7-34. In questa ha già superato le vittorie totali, grazie al successo per 97-83 in casa dei Bobcats, portandosi ad una sola partita sotto il 50% (8-9).

HAYWARD SUPERSTAR – Brutta sconfitta per i Thunder, che probabilmente hanno sottovalutato l’avversario e sono incappati in una brutta sconfitta per 112-101 nel più classico dei testa-coda. I Jazz hanno interrotto una striscia di otto vittorie consecutive di OKC, con Gordon Hayward che è stato il mattatore dell’incontro, rendendo inutile altri 48 punti di Kevin Durant: l’ala piccola di Utah ha segnato 37 punti con un pazzesco 13/16 dal campo, riscattando così una stagione finora incolore, decisamente la peggiore della sua carriera dal punto di vista statistico. Ma lo si sapeva che prima o poi il suo grande talento sarebbe uscito fuori, peccato per i Thunder!

IL RECORD DI TRIPLE DI MILES – L’annuncio dell’arrivo di un giocatore del calibro di Luol Deng deve aver galvanizzato C.J. Miles, che stanotte ha deciso di impressionare il suo nuovo compagno di squadra facendo registrare il record di triple in una singola partita di un giocatore della franchigia. La shooting guard ha segnato la bellezza di 10 canestri da oltre l’arco (10/14), chiudendo con 34 punti e contribuendo in maniera determinante alla vittoria dei Cavaliers. Finora Cleveland è stata carente in diversi aspetti del gioco, ma stanotte grazie a Miles il tiro dalla lunga distanza non è stato un problema.

MANU SHOW BATTE UN INSOSPETTABILE CLUTCH PLAYER – Stanotte è andata in scena una bella sfida tra Grizzlies e Spurs. Quest’ultimi hanno vinto una partita in bilico fino all’ultimo, in cui è servita una giocata di Manu Ginobili per scrivere il 110-108 finale sul tabellone. L’argentino in gran spolvero aveva già segnato un layup negli ultimi secondi dei tempi regolamentari ed ha poi bissato nell’overtime, ma a sorprendere tutti è stato James Johnson, clutch-player per una notte. Prima ha mandato a bersaglio la tripla del pareggio a 13 secondi dalla fine, poi ha impattato nuovamente il match ad 8’’ dal termine dell’overtime. Purtroppo per i Grizzlies, i canestri di Johnson non sono bastati per superare il “Manu show”.

E SONO DIECI… – Vittoria senza problemi dei Warriors che, trascinati da un David Lee da 22 punti e 18 rimbalzi, hanno asfaltato a domicilio i Bucks per 101-80, conquistando il decimo successo consecutivo. Dopo un inizio di stagione in chiaroscuro, i Warriors hanno decisamente cambiato marcia nelle ultime settimane e stanno mandando un segnale della NBA. Con quella di stanotte, Golden State ha vinto le prime sei partite di sette consecutive in casa di squadre della Eastern Conference. L’unica squadra tra Curry e compagni e la chiusura perfetta del viaggio ad Est è Brooklyn, che li ospiterà mercoledì.

SWAGGY P È TRISTE PER I LAKERS – Nonostante nel corso della sua carriera abbia spesso fatto parte di pessime squadre, Nick Young è conosciuto per essere una di quelle persone che sorridono sempre, qualsiasi cosa succede. Ma dopo la brutta sconfitta subita ai Lakers per 110-97 contro i Mavericks, persino sul suo volto è sparito il sorriso: “Lo spogliatoio è triste – ha dichiarato – è come se fosse morto qualcuno, qui sembra un funerale”. I gialloviola d’altronde hanno perso otto delle ultime nove partite e stanno affondando nella Western Conference: inoltre, le cose non sembrano destinate a migliorare, dato che 9 dei prossimi 10 incontri saranno fuori casa.

PELICANS, MANCA ANCORA UNO STEP – Lo scorso sabato, i Pelicans hanno chiuso all’intervallo avanti 49-44 in casa dei Pacers. Poi, però, hanno segnato solo 33 punti nella ripresa e Indiana ha vinto l’incontro. Stanotte New Orleans ha vinto il primo tempo per 49-43 sul campo degli Heat e questa volta nel secondo ne ha segnati 39… solo che ne ha subiti addirittura 64 ed ha perso per 107-88. Miami, proprio come Indiana, sa mettere quella marcia in più nella seconda metà dell’incontro, mentre i Pelicans ancora non ne sono in grado. Quando Anthony Davis e compagni riusciranno ad alzare l’intensità del loro gioco dopo l’intervallo, allora saranno in grado di vincere partite del genere.