29/12/13: i 10 temi più importanti della notte NBA

ALLA FACCIA DEL TERZO VIOLINO – Quando sei il terzo violino di una squadra che è composta da uno dei giocatori più forti di sempre (LeBron James) e da un sicuro Hall of Famer (Dwyane Wade), anche se sei un otto volte All-Star tendi ad essere dimenticato. Ma con LeBron seduto in panchina per la sfida con i lanciatissimi Blazers, Chris Bosh ha avuto una rara occasione di essere la prima opzione degli Heat. E lui non se l’è fatta sfuggire per niente: Portland ancora non aveva perso contro una squadra della Eastern Conference, e sembrava riuscire a mantenere l’imbattibilità, quando però Bosh ha infilato la tripla della vittoria a 5 decimi di secondo dalla fine. L’ex Raptors ha così chiuso con 37 punti, dimostrando anche una certa capacità nel fare canestro quando la palla scotta: d’altronde, stando alle statistiche di ESPN, in carriera Bosh è 7/10 da oltre l’arco in situazione di potenziale game-tying o canestro del sorpasso negli ultimi 10 secondi della quarta frazione o dell’overtime. Davvero non male per un terzo violino!

IRVING HA BISOGNO DI AIUTO – I Cavaliers hanno fatto del loro meglio per vincere la prima partita dopo la sospensione di Andrew Bynum. Kyrie Irving ha segnato 21 dei suoi 32 punti nel secondo tempo ed insieme a Dion Waiters ne ha combinati 21 nell’ultimo quarto. Ma i Celtics hanno bloccato il tentativo del pareggio di Waiters, imponendosi per 103-100, nonostante la solita esplosione di Irving nei momenti caldi della partita. I Cavaliers sono alla sesta sconfitta nelle ultime sette uscite: se Irving, dopo un brutto inizio di stagione, è tornato ad esprimersi ad alti livelli e Waiters sembra aver trovato la sua dimensione in uscita dalla panchina, ai Cavs serve qualcos’altro oltre alle loro giocate per poter vincere le partite. Hanno bisogno di qualcuno che possa sostenere la loro stella e dare un contributo importante anche in termini di energia ed intensità: ora che Bynum è fuori e difficilmente indosserà nuovamente la maglia di Cleveland, c’è probabilmente bisogno di una trade.

TORONTO DOMINA L’ATLANTIC – I Raptors comandano l’Atlantic Division, nonostante non siano proprio una squadra impossibile da battere, che però diventa molto buona nel momento in cui affronta avversari della sua stessa division. Basti pensare che Toronto stanotte ha nuovamente spazzato via le resistenze dei Knicks, imponendosi per 115-100 e ottenendo almeno 20 punti da ben 3 giocatori: Kyle Lowry ne ha messi 32, Terrence Ross 23 e DeMar DeRozan 20. I Raptors ora sono 5-1 contro le squadre dell’Atlantic e 8-14 contro il resto della NBA: dovranno giocare altre 10 partite all’interno della division, di cui due contro i Knicks, e se riusciranno a tenere la loro pallacanestro su un buon livello, allora hanno buone possibilità di terminare la stagione con almeno il 50% di vittorie.

BACK-TO-BACK DI PASSIONE PER I WIZARDS – Back-to-back a dir poco strano e non privo di emozioni per i Wizards, che dopo aver perso in malo modo contro i Timberwolves (120-98), subendo anche l’infortunio di Bradley Beal che sembrava essere abbastanza serio, si sono immediatamente rialzati, imponendosi per 106-82 contro i Pistons per la vittoria con più ampio scarto su Detroit dal 3 aprile 1992. Ma non è tutto, perché a distanza di sole 24 ore dall’infortunio che sembrava essere l’ennesimo importante di questa stagione, Beal è sceso in campo ed ha pure segnato 15 punti con il 50% dal campo (6/12 al tiro). La vittoria sicuramente farà piacere a Washington, ma quello che più conta è che un giovane promettente come Beal sia già tornato in campo.

TRE TRASFERTE PROIBITIVE, GIÀ UNA SCONFITTA: AI NETS SERVE UNA GRANDE VITTORIA – E’ terminata con una netta sconfitta la prima di tre gare consecutive in trasferta a dir poco proibitive per questi Nets. La truppa di coach Kidd stanotte ha ceduto per 105-91 in casa dei Pacers, anche se qualche segnale l’ha mostrato, riuscendo a rimanere attaccata agli avversari per gran parte del match, salvo poi cadere sotto i colpi della corazzata Indiana. Quello di cui Brooklyn ha bisogno è un’iniezione di fiducia: anche se le prossime due trasferte contro Spurs e Thunder appaiono sconfitte certe per questi Nets, D-Will e compagni devono provare a vincerne almeno una per sentirsi almeno per un momento una buona squadra. Forse la migliore occasione potrebbe essere quella dell’ultima sfida con Oklahoma, che potrebbe pagare l’assenza di Russell Westbrook, costretto ad un altro intervento chirurgico al ginocchio.

BULLS TESTIMONI DELL’ABISSO TRA LE DUE CONFERENCE – I Bulls stavano cercando di costruire un’altra vittoria, dopo quelle colte contro Cleveland e Brooklyn, per risalire in ottava posizione nell’Eastern Conference. Ma stanotte Chicago ha imparato che è molto più facile ottenerle contro le squadre dell’Est, che contro una qualsiasi dell’Ovest: infatti Deng e compagni sono stati spazzati via per 105-83 dai Mavericks, che li hanno costretti a toccare addirittura il -32. E Dallas, pur avendo un buon record, non è di certo una superpotenza, ma sul campo dei Bulls ha dimostrato l’abisso che c’è in questo momento tra le due conference. Ora Chicago se la dovrà vedere con i Grizzlies e poi probabilmente potrà tornare ad infilare una mini-striscia di successi, affrontando tre partite in fila ad Est.

PHOENIX È LA CENERENTOLA DELLA NBA – Nelle prime settimane della stagione, i giovani talenti dei Sixers hanno catturato l’attenzione del mondo della palla a spicchi più delle varie Miami, Chicago e Houston. Ma da allora Phila ha un record di 3-17, confermando il sospetto della pre-season che sarebbero stati tra le peggiori squadre NBA. Allora lo status di sorpresa dell’anno è passato ai Suns, che con la vittoria per 115-101 colta stanotte proprio contro i Sixers hanno migliorato ulteriormente il loro record, salendo ad uno strabiliante 18-11. A differenza dei Sixers, i Suns non sembrano minimamente intenzionati a rallentare, quindi non sbalorditevi se a maggio li ritroverete nei playoffs.

ATLANTA È ANCORA VIVA – Nella loro prima uscita senza Al Horford, gli Hawks hanno lottato e sono riusciti ad avere la meglio dei Bobcats all’overtime. Atlanta ha avuto bisogno di una tripla all’ultimo secondo di Pero Antic per prolungare l’incontro ai supplementari, dove ha poi prevalso per 118-116. A trascinare gli Hawks ci ha pensato Paul Millsap con 33 punti, mentre Lou Williams ne ha messi 28 in uscita dalla panchina. Prima dell’infortunio di Horford, Atlanta sembrava poter tranquillamente ambire al terzo posto della Eastern Conference, adesso è tutto da vedere. Ma comunque la vittoria di stanotte è incoraggiante ed il record (17-13) lo è ancora di più.

CHE RISPOSTA DI GRIFFIN SUL CAMPO – Dopo l’espulsione nella partita di natale contro i Warriors e la conseguente dichiarazione poco amichevole nei confronti degli avversari, definiti codardi, Blake Griffin stanotte ha semplicemente pensato a giocare a basket. Ha segnato la bellezza di 40 punti nella vittoria dei Clippers per 98-90 sui Jazz che, pur non essendo una squadra da playoffs, può contare su un pacchetto lunghi (Favors-Kanter) di tutto rispetto. Sopravvalutato? Forse, ma intanto stasera Griffin ha risposto sul campo da giocatore vero.

MESE DA SOGNO DI PEKOVIC, I WOLVES HANNO BISOGNO DI LUI – I T-Wolves hanno colto una facile vittoria per 117-95 sui Bucks. Kevin Love ha sfornato la sua solita prestazione da 33 punti e 15 rimbalzi, mentre Nikola Pekovic, suo amico di doppia-doppia, ne ha messi 19 con 11 rimbalzi. Il montenegrino sta giocando molto bene nelle ultime settimane, dopo un inizio abbastanza difficile, dove forse ha pagato il peso del contratto importante firmato durante l’offseason. Pekovic in questo mese di dicembre sta viaggiando con 20.9 punti e 9.8 rimbalzi di media: numeri spaventosi, ma quello che più conta è che Minnesota è risalita fino alla nona posizione della Western Conference con un record di 15-15. Se i Wolves vogliono andare a fare i playoffs, hanno bisogno anche che Pekovic mantenga elevate le sue performance.