4 temi della notte NBA: la terrificante nuova mascotte dei Pelicans, la sfortuna dei Knicks

LA DIFESA DEI WARRIORS – Con Andrew Bogut tornato in campo, la difesa dei Warriors è salita immediatamente di colpi ed è stata fondamentale nella vittoria di Detroit. Anche se l’australiano non ha avuto un impatto indimenticabile, Golden State con lui sul parquet è pur sempre la terza squadra per efficienza difensiva. Ed infatti proprio nella loro metà campo i Warriors nell’ultimo quarto hanno costruito il parziale decisivo e dal -2 sono arrivati ad imporsi per 104-96. Jermaine O’Neal è partito in quintetto al posto di David Lee ed ha continuato la sua recente rinascita, mettendo a referto una doppia-doppia da 16 punti e 10 rimbalzi. Naturalmente Steph Curry e Klay Thompson sono stati fondamentali nell’ultimo quarto con 12 punti in due, la costante nelle ultime quattro vittorie consecutive è stata la difesa, che dovrà essere un fattore anche nelle prossime 5 trasferte ostiche che attendono i Warriors.

NEW YORK, NON È LA TUA STAGIONE – Al di là di tutti i problemi tecnici, tattici, caratteriali e chi più ne ha più ne metta, è chiaro che questo non è proprio l’anno dei Knicks. Ed è diventato del tutto palese quando stanotte Dirk Nowitzki ha infilato il buzzer-beater della vittoria grazie al clamoroso aiuto del ferro. Ovviamente le terribili mosse di mercato fatte in estate non hanno aiutato, così come l’apparente incapacità di coach Woodson di tenere ben salde in mano le redini della squadra, di gestire le rotazioni e di inculcare almeno i concetti base della difesa. Ma stanotte i Knicks sono stati veramente sfortunati, perché il tiro di Dirk sembrava destinato a finir fuori. Per Carmelo Anthony è stata l’ennesima notte frustrante: ha segnato 44 punti ed ha marcato nel migliore dei modi Nowitzki nell’ultima azione, eppure non è riuscito a vincere la partita.

QUANT’È DURA GIOCARE AD OVEST! – I Celtics sono caduti ad Utah per 110-98, con i Jazz che hanno tirato con il 55% dal campo e mandato in doppia cifra ben 6 giocatori. Boston, invece, è sembrata stanca e prive di idee, insomma si vedeva che era alla fine di quattro partite consecutive ad Ovest. Con questa sconfitta, adesso i verdi hanno un record di 0-13 in trasferta contro le squadre dell’altra Conference. Tornare a casa sicuramente farà bene a loro, anche se le prossime quattro partite saranno contro squadra da playoffs. E sicuramente Hawks, Pacers, Warriors e Nets non renderanno la vita facile ai Celtics, che ormai sembrano essersi rassegnati alla stagione fuori dalla post-season.

NEW ORLEANS E LE MASCOTTE – Dopo che il terrificante Pierre ha avuto bisogno di un intervento chirurgico per far tranquillizzare i tifosi, i Pelicans hanno sfornato una nuova mascotte abbastanza raccapricciante. Eppure non è così difficile capire il senso di una mascotte: basta scegliere un animale, mettergli una maglia addosso ed un nome. Poi magari si possono aggiungere un paio di occhiali da sole e qualche oggetto simpatico. Ed invece New Orleans ha partorito questo “King Cake bebé” che, se possibile, è anche più terrificante di Pierre. Creare una mascotte gigante con un bambino dal sorriso inquietante, con gli occhi che ti seguono ovunque ed una corona in testa non è proprio il massimo. In tutto questo, i Pelicans hanno perso per 123-110 contro i Clippers, nonostante i 26 punti e 11 rimbalzi di Anthony Davis.