4 temi della notte NBA: Miami cede il trono ad Indiana, l’entusiasmo di Warriors e Raptors

MIAMI CEDE IL TRONO DELL’EST AD INDIANA – I Miami Heat dicono addio alle ultime speranze di chiudere al primo posto della Eastern Conference. Con James e Bosh che si sono presi la serata libera, i campioni in carica sono stati spazzati via dai Wizards, che si sono imposti per 114-93. La truppa di coach Spoelstra aveva bisogno di una vittoria per sperare ancora nel primo posto ad Est, che è diventato di sicuro appannaggio dei Pacers. Quest’ultimi, anche se ancora non si sono ripresi dalla crisi in cui sono piombati a partire da marzo, sono comunque molto temibili in un’ipotetica finale di Conference con il fattore campo a favore. Nonostante ciò, l’atmosfera nello spogliatoio degli Heat è serena: “Non siamo delusi – ha dichiarato Wade, che stanotte ha giocato per ritrovare un po’ di ritmo partita dopo l’infortunio – i playoffs sono tutta un’altra stagione, conterà solo dare il massimo”. Coach Spoelstra ha preferito “sacrificare” il primo posto per far riposare due delle sue stelle più importanti, che avevano assolutamente bisogno di tirare il fiato prima di entrare nella post-season. E così i Pacers sono sicuri di affrontare da testa di serie numero 1 gli Hawks, mentre agli Heat spetterà una tra Wizards e Bobcats, ancora in lotta per il sesto ed il settimo posto. Alcuni numeri, però, non sono da sottovalutare per Miami: stanotte hanno perso la quarta delle ultime cinque partite, il loro record è di 11-13 dal 4 marzo, di cui 3-9 in trasferta. Diciamo che non sono grandi statistiche con cui presentarsi con l’intenzione di conquistare il terzo titolo consecutivo, ma i playoffs sono sempre un mondo a parte…

LE 50W DEI WARRIORS – Non appena è suonata la sirena finale dell’ultima partita casalinga di questa regular season, i giocatori dei Warriors hanno circondato Mark Jackson per un grande abbraccio di gruppo. La maggior parte di loro non sapeva che cosa si provasse a vincere 50 partite in stagione. Stephen Curry ha fatto come al solito il fenomeno, mettendo a referto 32 punti e 15 assist e trascinando i suoi al successo sui Timbewolves per 130-120, dopo essere stati sotto anche di 19 lunghezze. Dopo aver appreso la pessima notizia di Andrew Bogut, che potrebbe saltare i playoffs per una costola rotta, Golden State ha resistito ad una partenza lanciata di Kevin Love ed è riuscita a cogliere la 50esima vittoria stagionale: non succedeva addirittura dal 1993-94. Per Minnesota da segnalare l’ennesima prova irreale di Love: ha segnato 22 dei suoi 40 punti finali nel primo quarto ed ha così sorpassato il record di franchigia per il maggior numero di punti segnati in una sola stagione, appartenente a Kevin Garnett. Ha anche messo a referto 14 rimbalzi e 9 assist, ma i T-Wolves avranno bisogno di una vittoria contro i Jazz la prossima notte per chiudere almeno la stagione con un record non perdente (al momento è 40-41) per la prima volta dal 2004-05.

HOUSTON HA IL FATTORE CAMPO – I Rockets avevano bisogno di una vittoria per mettere al sicuro il fattore campo di vantaggio nella serie al primo turno dei playoffs contro i Blazers. E l’hanno colta stanotte grazie al successo per 104-98 sugli Spurs, ormai già certi del trono della Western Conference e del miglior record della lega. Chandler Parsons ha segnato 21 punti, Dwight Howard (seconda partita dopo l’infortunio) e Terrence Jones ne hanno aggiunti 20 a testa e Houston è riuscita a piegare le resistenze di una San Antonio mai doma, pur avendo concesso minutaggi molto controllati alle sue stelle. Infatti, Duncan ha giocato 30 minuti, Parker 25 e Ginobili 22, mentre Marco Belinelli ha provato a tenere a galla i suoi con 17 punti.

IL RECORD DI TORONTO – I Raptors continuano ad accumulare riconoscimenti dopo tante stagioni difficili. Greivis Vasquez ha segnato 25 punti, Kyle Lowry ne ha aggiunti 24 giusto per gradire ed i Raptors hanno stabilito il nuovo record di franchigia, cogliendo la 48esima vittoria stagionale a scapito dei Bucks. Quest’ultimi si sono arresi per 110-100 e sono così sicuri del peggiore record della NBA (15-66): ma non è tutto, perché fuori casa sono 4-36 e non vincono dal lontano 24 febbraio (a Philadelphia, ovviamente).