5 temi della notte NBA: il crollo degli Hawks, la continua vergogna dei Knicks. Charlotte, non chiamateli più LOLcats

IL SOLE SPLENDE SEMPRE IN ARIZONA – I Suns hanno aggiunto al loro impressionante curriculum di questa stagione un’altra splendida vittoria. Phoenix ha sfoderato una gran prova contro i campioni in carica della Western Conference ed ha preso il controllo già nel secondo quarto, quando un parziale di 28-12 ha spianato la strada verso il successo finale per 106-85. Ben cinque giocatori (Frye, Green, Smith ed i fratelli Morris) hanno messo a referto almeno 13 punti, segno che l’attacco dei Suns è perfettamente bilanciato. Phoenix occupa la sesta posizione nella difficilissima Western e stanno già correndo verso un futuro roseo.

I KNICKS NON MERITANO I PLAYOFFS – Una cosa la si deve ai Knicks di quest’anno: almeno sono coerenti. Stanno commettendo gli stessi errori dall’inizio della stagione, ripetendoli continuamente senza mai trovare una soluzione. Stanotte New York ha firmato l’ennesimo capolavoro al contrario, perdendo dopo due overtime contro gli Orlando Magic, che sono la terza peggior squadra della NBA in base al record di 16-40. Tra l’altro la cosa non è una novità, perché di recente ha già perso contro i Bucks (peggior record in assoluto), i Sixers (secondo) ed i Kings (quarto). La sconfitta per 129-121 contro i Magic è scaturita da una difesa terribile, per non dire inesistente, e adesso sono a 4.5 partite di distanza dai Bobcats. Ma questi Knicks avrebbero bisogno di una vera impresa per andare alla post-season, che tra l’altro non meritano nella maniera più assoluta.

CROLLO HAWKS – Per gran parte della stagione, gli Hawks sono stati una delle sole tre squadre della Eastern con un record vincente. Ora addirittura potrebbero rischiare di scivolare fuori dalla zona playoffs. Stanotte Atlanta ha perso contro i Pistons per 115-107, crollando verticalmente nel terzo quarto dopo aver preso un vantaggio di 11 lunghezze nel primo tempo. Non solo la sconfitta ha allungato la striscia negativa ad 8 partite consecutive, ma addirittura ha fatto scivolare gli Hawks dietro i Bobcats, e quindi all’ottavo e ultimo posto per i playoffs. Inoltre, devono guardarsi alle spalle proprio dai Pistons, che si sono portati a sole 2.5 partite.

NON CHIAMATELI PIÙ LOLCATS – I Bobcats avevano assolutamente bisogno di una vittoria per alimentare il sogno playoffs ed hanno fatto la cosa migliore: dare la palla ad Al Jefferson. Ed il centro non li ha di certo traditi, dato che ha messo a segno 33 punti e strappato anche 10 rimbalzi, guidandoli al successo per 90-87 contro i Pelicans. Secondo le statistiche, Charlotte adesso è 11-3 quando Jefferson segna almeno 25 punti. I Bobcats sono noti per il loro attacco tutt’altro che esaltante (è il 25esimo della lega), ma Al sta giocando meravigliosamente ed ha svolto un ruolo fondamentale nel record di 7-3 nelle ultime 10 partite.

INCUBO MEMPHIS PER LA – Ormai Clippers e Grizzlies si conoscono meglio di chiunque altro. Si sono incontrati ben 23 volte nelle ultime tre stagioni, playoffs compresi, ovvero più di qualsiasi altre due squadre nella NBA. Memphis l’anno scorso aveva buttato subito fuori dai playoffs CP3 e compagni, quindi per LA non c’era test migliore per misurare i suoi progressi rispetto alla scorsa stagione. Ma ancora una volta ad avere la meglio sono stati i Grizzlies, che hanno sfruttato il fattore casalingo ed il ritorno di Tony Allen per imporsi con il punteggio di 102-96. Per fortuna dei Clippers, queste due squadre hanno poche possibilità di incontrarsi nuovamente ai playoffs: Los Angeles è al quarto posto, mentre Memphis è ancora ad una partita di distanza dall’ottavo.