5 temi dell’ultima notte di regular season: KD sigilla il secondo posto dei Thunder, Nets superati dai Wizards

EASTERN CONFERENCE 1-4 – Non poteva esserci notte più tranquilla per gli Indiana Pacers (56-26), che hanno passeggiato sul campo degli Orlando Magic (23-59). Il primo posto era già sicuro per coach Vogel e i Pacers hanno potuto giocare – e vincere – senza Paul George, Lance Stephenson e David West. Stessa scelta per i Miami Heat (54-28), che hanno tenuto a riposo LeBron James e Chris Bosh. La regular season degli Heat è terminata esattamente com’era cominciata: con una sconfitta contro i Philadelphia 76ers (19-63). I Sixers hanno vinto per tre volte contro Boston e per due contro gli Heat; non hanno battuto nessun’altra squadra più di una volta. Miami arriva ai Playoffs con una serie aperta di tre sconfitte in fila. I Toronto Raptors (48-34) sono usciti sconfitti dal match contro i New York Knicks (37-45) privi di Carmelo Anthony. I Knicks hanno chiuso la stagione con quattro vittorie consecutive – due contro i Raptors, una contro i Nets e una contro i Bulls – e, sinceramente, questo dato suona come una beffa per una squadra che ha faticato per tutto l’anno ad inanellare una serie di vittorie. I Raptors, comunque, non hanno perso il terzo posto: i Chicago Bulls (48-34) sono stati battuti dai Charlotte Bobcats (43-39), trascinati da un Kemba Walker che non ha sbagliato più niente tra il finale del quarto periodo e l’overtime.

EASTERN CONFERENCE 5-8 – Abbastanza scontata la vittoria dei Washington Wizards (44-38) sul campo dei Boston Celtics (25-57). Bradley Beal ha segnato 27 punti con 10/14 dal campo e 7 rimbalzi. Questo successo dei Wizards ha permesso alla franchigia capitolina di compiere il sorpasso sui Brooklyn Nets (44-38), sconfitti con addirittura 29 punti di scarto dai Cleveland Cavaliers (33-49) e da Tyler Zeller (22 punti e 11 rimbalzi). I Nets hanno perso 4 delle ultime 5 partite di regular season e non sono riusciti, quindi, a trovare il quinto posto. Quest’ultimo capitombolo, se non altro, permette a coach Jason Kidd di evitare i Bulls al primo turno. E, se dovessero passare il primo turno contro i Raptors, i Nets si troverebbero poi davanti all’esaltante sfida con i Miami Heat. Ammesso che i campioni NBA in carica, naturalmente, superino i settimi in classifica, i Bobcats. Gli ottavi in classifica, gli Atlanta Hawks (38-44), si sono difesi dai 31 punti di Brandon Knight e dai Milwaukee Bucks (15-67) e, nonostante le difficoltà patite per gran parte della gara, sono riusciti a vincere la partita. La drammatica stagione della franchigia del Wisconsin è solo la 16a peggiore nella storia della NBA.

WESTERN CONFERENCE 1-4 – I San Antonio Spurs (62-20) non hanno volute forzare nulla nell’ultima gara di regular season e alla fine si sono ritrovati sconfitti all’AT&T Center dai Los Angeles Lakers (27-55) per 100-113. Popovich non ha fatto giocare a nessun giocatore, Splitter a parte (26 minuti), più di metà partita. Brividi per gli Oklahoma City Thunder (59-23), che con una sconfitta contro i Detroit Pistons (29-53) avrebbero rimesso i Clippers in corsa per il secondo posto. OKC ha probabilmente sottovalutato l’avversario e si è ritrovata ad inseguire fino a pochi istanti dalla sirena. Kevin Durant, autore di 42 punti complessivi, ne ha segnati 21 nel solo quarto periodo per impedire la sconfitta. È stata una sua schiacciata a 18” dalla fine a decidere la gara. Caldwell-Pope, rookie dei Pistons, ha segnato 30 punti. I titolari non hanno avuto un grande ruolo nella sconfitta dei Los Angeles Clippers (57-25) contro i Portland Trail Blazers (54-28). Doc Rivers si è presentato in Oregon senza Griffin e Paul e ha schierato DeAndre Jordan per un solo simbolico minuto: in questo modo DeAndre ha tenuto viva la sua striscia di oltre 200 partite consecutive, la più lunga attiva, e ha chiuso la stagione con 82 partite da starter. Anche i titolari dei Blazers sono rimasti in campo per poco più di un quarto. Ne hanno approfittato Jamal Crawford (34 punti, 5 rimbalzi e 8 assist) e Will Barton (23 punti e 10 rimbalzi). Ai fini della classifica, nulla contava per gli Houston Rockets (54-28) la sfida con i New Orleans Pelicans (34-48) allo Smoothie King Center. Non per niente McHale ha concesso 44 minuti a Troy Daniels, che lo ha ripagato con 22 punti e un ottimo 6/11 dall’arco. I Pelicans, comunque, hanno vinto la partita con ancora Tyreke Evans (25 punti, 6 rimbalzi e 10 assist) protagonista.

WESTERN CONFERENCE 5-8 – Abbiamo già menzionato Portland, la quinta in classifica. Pazzesca prestazione di Jordan Crawford per garantire la vittoria dei Golden State Warriors (51-31) sul campo dei Denver Nuggets (36-46). L’ex guardia dei Celtics ha avuto un’indimenticabile serata da 40 punti (career-high). Un paio di errori inspiegabili di Foye nel finale hanno compromesso definitivamente l’ultima partita della stagione 2013/2014 per i Nuggets. I Warriors, che si sono presentati a Denver senza Steph Curry, hanno sudato freddo quando Draymond Green ha rischiato una clamorosa interferenza sul tentativo dall’arco di Foye per il pareggio. Le due squadre che occupano gli ultimi due posti validi per i Playoffs, i Memphis Grizzlies (50-32) e i Dallas Mavericks (49-33), hanno dato vita alla sfida più bella ed interessante della nottata. La posta in palio era alta: la vincente dell’incontro avrebbe ottenuto il settimo posto ed evitato, quindi, l’accoppiamento con gli Spurs al primo turno. Fin dalla palla a due, il match del FedExForum ha assunto i contorni di un’epica battaglia tra Zach Randolph e Dirk Nowitzki. Quando tutto sembrava apparecchiato per una vittoria dei padroni di casa, Monta Ellis ha riscattato una brutta prova con la tripla del pareggio. All’overtime sono stati i Mavs a prendere lo slancio con una tripla di Nowitzki nell’ultimo minuto, ma le giocate di energia di Tony Allen hanno completamente cambiato volto alla gara. Due liberi di Conley hanno consegnato la vittoria e il settimo posto ai Grizzlies. 30 punti, 5 rimbalzi e 4 stoppate per Nowitzki, Randolph ha risposto con 27 punti e 14 rimbalzi.

LE ALTRE – Solo due partite coinvolgevano unicamente squadre non qualificate per i Playoffs ed una di queste è stata tra le più spettacolari della notte. Ci è voluto infatti un doppio overtime perché si risolvesse la sfida tra Minnesota Timberwolves (40-42) e Utah Jazz (25-57). Il 136-132 finale in favore dei Jazz dimostra ampiamente come l’utilizzo delle difese sia stato accantonato. A brillare particolarmente per la squadra vincitrice è stato il rookie Trey Burke: 32 punti, 7 rimbalzi, 9 assist e 10/21 al tiro. I T’Wolves non sarebbero riusciti a resistere fino al secondo OT senza Kevin Martin, autore di 36 punti. I Phoenix Suns (48-34) hanno invece chiuso una stagione comunque positiva con una vittoria esterna sui Sacramento Kings (28-54). È stata una partita in cui coach Hornacek ha dato ampio spazio alla panchina e in cui hanno brillato due rookie in particolare: Archie Goodwin, con 29 punti e 11/13 dal campo, e Ben McLemore, autore di 31 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Per una volta, Marcus Morris (22 punti e 6 rimbalzi) è riuscito ad accumulare statistiche migliori del gemello Markieff (15 punti e 5 rimbalzi).