6 temi della notte: la storia al contrario dei Lakers, la resurrezione di Bennett

LA STORIA AL CONTRARIO – I Lakers hanno fatto un po’ di storia con la sconfitta di stanotte per 96-79 contro i Jazz. Secondo le statistiche di ESPN, i 17 punti di scarto rappresentano la sconfitta più pesante subita dai gialloviola in casa conto Utah. Inoltre, hanno perso per la sesta volta in fila tra le mura amiche, eguagliando la striscia casalinga negativa più lunga della storia della franchigia. E probabilmente giovedì notte il record verrà aggiornato, dato che difficilmente questi Lakers potranno opporsi ai Thunder di un incandescente Kevin Durant. 

LA RESURREZIONE DI BENNETT – E’ arrivato il primo momento di gloria di Anthony Bennett! Dopo le scorse prestazioni incoraggianti, in cui ha chiuso in doppia cifra tre volte su sette (gran risultato, se si considera che nelle prime 32 partite della sua stagione non è mai stato capace di segnare almeno 10 punti), stanotte ha disputato nettamente la sua miglior partita della stagione. Nella vittoria per 109-99 sui Kings, ha messo a referto un career-high di 19 punti e 10 rimbalzi, tirando anche con 3/3 da oltre l’arco. Bennett ha riscritto la storia per quanto ha giocato male fino a poche settimane fa nella sua stagione da rookie, ma adesso i segnali sono incoraggianti ed ha ancora qualche mese per dimostrare di non essere stato una scelta fallimentare.

UN SOLO MVP IN SCENA A PORTLAND – L’ennesima prestazione da 30 e più punti di Kevin Durant ha trascinato i Thunder alla vittoria sui Blazers per 98-95. KD ha segnato la bellezza di 36 punti con 15/28 dal campo ed ha stravinto il confronto con uno dei candidati alla corsa per l’MVP: stiamo ovviamente parlando di LaMarcus Aldridge, che è incappato in una pessima serata da soli 12 punti con 5/22 al tiro. La stella dei Blazers sta giocando ad altissimo livello in questa stagione, nonostante la percentuale dal campo sia spesso non esaltante (46.5%, troppo poco per un lungo), ed è sicuramente un All-Star, ma Durant e James stanno facendo veramente un altro sport ed è giusto che siano loro due a contendersi il titolo di MVP.

OCCASIONE PERSA DA WASHINGTON – I Wizards dovrebbero essere in grado di capitalizzare la miglior prestazione individuale della carriera di Bradley Beal. Ed invece, nonostante quest’ultimo abbia segnato la bellezza di 37 punti e l’assenza di Mike Conley molto grave per gli avversari, stanotte Washington è caduta a Memphis con il punteggio di 92-89. Ad accusarsi della sconfitta è stato John Wall, che ha disputato la sua peggio partita stagionale, mettendo a referto solo 5 punti con 2/10 dal campo e sbagliando anche la tripla del possibile pareggio. Adesso i Wizards sono scesi nuovamente al di sotto del 50% di vittorie: se vogliono chiudere con un record vincente, hanno bisogno di essere più consistenti e continui, e questo vale soprattutto per il giovane e talentuoso backcourt.

CHARLOTTE, SFATATO IL TABÙ TEXANO – Prima di stanotte, i Bobcats avevano un record di 1-17 contro i Mavericks. Adesso fate pure 2-17. Charlott ha letteramente massacrato una delle sue maggiori bestie nere, mettendola ko con il punteggio di 114-89. Il solito Al Jafferson ha spianato la strada verso il successo con 30 punti, mentre un sorprendente Anthony Tolliver ha firmato un season-high di 22 punti. I Pistons avevano appena raggiunto con tre vittorie consecutive i Bobcats, ma quest’ultimi hanno ripreso l’ottavo posto della Eastern in solitaria. Con i primi sette che bene o male sembrano essere stabiliti, se Detroit vorrà l’ottavo dovrà giocare una buona pallacanestro, perché Charlotte non ha alcuna intenzione di mollare.

BASTANO JAMES E BOSH – I Suns sono una squadra profonda, equilibrata e con tante soluzioni offensive. Ma non hanno LeBron James e Chris Bosh. Con Wade fermo ai box, due terzi dei Big Three hanno messo a referto complessivamente 58 punti con 20/31 dal campo, guidando gli Heat al successo per 103-97. Phoenix ha avuto cinque giocatori con almeno 12 punti segnati, ma nei momenti cruciali è venuto meno il solito apporto di Goran Dragic, tornato sulla terra dopo aver realizzato almeno 20 punti in sette partite consecutive.