6 temi della notte NBA: Dirk non ha età, JR enigmatico, le strisce dei Nuggets

SINFONIA RAPTORS – Nelle ultime settimane veder giocare i Raptors è una gioia per gli occhi. Toronto si è saldamente piazzata al comando della Atlantic Division con cinque vittorie consecutive a cavallo tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014: poi il 5 gennaio è arrivata la sconfitta e contemporaneamente i Nets hanno iniziato a risalire la china. Dopo la splendida vittoria all’overtime contro gli Heat, la quinta in fila, Brooklyn è rientrata in zona playoffs ed ha riniziato a farsi sotto anche nella Division, ma stanotte i Raptors hanno consolidato ulteriormente il primato, dando un’altra dimostrazione di forza. Dopo un primo tempo equilibrato, i Nets sono rientrati in campo con un parziale di 18-3 che ha permesso loro di prendere ben 10 lunghezze di vantaggio (60-50) a 6’ dalla fine del terzo quarto. Ma Toronto non si è lasciata prendere dal panico ed ha immediatamente riacquistato slancio, recuperando senza problemi e addirittura asfaltando gli avversari nell’ultima frazione. Basti pensare che il risultato finale è di 96-80, segno che Brooklyn ha segnato solo 20 punti negli ultimi 16’, a fronte di 46 subiti.

IL GRANDE ENIGMA DEI KNICKS – I Knicks erano sotto di otto nel secondo quarto e sembravano svogliati. Avevano necessariamente bisogno di una scossa per battere i Sixers. L’anno scorso ci pensava JR Smith ad uscire dalla panchina ed a risolvere i problemi, non a caso ha vinto il premio di sesto uomo dell’anno. In questa stagione, invece, la guardia è stata così discontinua ed ha fatto parlare più delle sue bravate che del suo gioco che coach Woodson ha deciso di panchinarlo per tutti i 48’ nella vittoria dei Knicks sugli Heat. Ma stanotte Mike ha deciso di dare nuovamente fiducia a JR, che ha risposto con la sua miglior partita stagionale: ha subito svoltato la partita, permettendo ai Knicks di prendere in mano le redini dell’incontro, ed ha chiuso con 14 punti (5/8 dal campo, 4/4 nel secondo quarto), 6 assist, 3 rimbalzi ed un solo turnover. Dopo la partita, Woodson si è rifiutato di commentare la prestazione di Smith, segno che c’è ancora qualcosa che non va nello spogliatoio. I Knicks restano un grande enigma, ma almeno adesso stanno vincendo: sono quattro i successi in fila e la zona playoffs si fa sempre più vicina.

LO STRANO CASO DEI NUGGETS – Di questi tempi i Nuggets son peggio delle montagne russe, salgono e scendono, si fermano e ripartono. Stanotte Denver ha vinto la sua quinta partita consecutiva, massacrando per 120-94 i Magic. Questa squadra, apparsa semplicemente devastante nelle ultime uscite, è la lontana parente di quella che aveva infilato addirittura 8 sconfitte consecutive tra il 17 dicembre ed il 1 gennaio. Che cos’è cambiato da allora? Difficile dirlo, anche perché già in precedenza i Nuggets si erano resi protagonisti di una strana alternanza di strisce vincenti e perdenti. Di certo ultimamente hanno giocato con squadre come Grizzlies, Lakers, Celtics e Magic non proprio irrestistibili, ma hanno anche asfaltato i Thunder giovedì scorso. Grazie a questa striscia, i playoffs sono ancora possibili, ma Denver dovrà necessariamente evitare un’altra serie di sconfitte come quella di fine anno.

DIRK NON HA ETÀ – Nowitzki stanotte ha segnato 40 punti per la diciannovesima volta in carriera, la prima dal 16 aprile 2012, ovvero da quasi due anni. E proprio grazie alla sua straordinaria prestazione i Mavericks sono riusciti a tenere a bada i Pelicans, tenacissimi nonostante le assenze pesanti, e si sono imposti per 110-107. Dirk ha 35 anni, un’età in cui gran parte dei giocatori è già andata in pensione. Ma non una stella come lui: in questa stagione sta viaggiando con 20.8 punti di media, tirando con il 40% da oltre l’arco ed il 48.8% dal campo. Questi sono semplicemente numeri impressionanti, che non hanno età.

SMITH IL TRASCINATORE – Magari non sarà considerato un vero e proprio veterano, ma in una squadra giovane e poco continua come quella dei Pistons l’esperienza di Josh Smith fa comodo eccome. Reduce da sei sconfitte consecutive, Detroit aveva bisogno di un’inversione di rotta, e l’ha ottenuta proprio grazie all’ex Hawks, che si è caricato la squadra sulle spalle nel back-to-back: venerdì ha guidato i suoi alla vittoria per 114-104 sui Sixers con 22 punti e 13 rimbalzi, stanotte ha segnato il tiro della vittoria ad un secondo dalla fine, costringendo i Suns al ko per 110-108. Grazie a queste due vittorie, i Pistons hanno tamponato l’emoraggia che rischiava di farli scivolare fuori dai playoffs.

I WIZARDS MERITANO RISPETTO… MA AGGIUSTATE IL TETTO! – In NBA è praticamente impossibile assistere ad un problema di impiantistica. Eppure stanotte i Wizards hanno fatto una figuraccia per un problema al tetto del Verizon Center, che ha costretto a ritardare l’inizio del gioco. Che è stato poi sospeso ancora una volta dopo l’intervallo. Sul campo, però, Washington ha dimostrato di meritare rispetto dopo tante stagioni nell’ombra: non sono riusciti a battere i più talentuosi Rockets, ma hanno rimontato dal -25 e sono stati anche al comando per qualche azione nell’ultimo quarto, prima di cedere dinanzi a Harden, Howard e compagni per 114-107. I Wizards sono comunque al sesto posto della Eastern Conference con un record di 16-19 e vedono finalmente i playoffs alla portata.