6 temi della notte NBA: i Sixers tornano alla vittoria dopo 26 partite, gli Spurs pareggiano il record di franchigia

I SIXERS NON FANNO IL RECORD – Tanta attesa per niente, verrebbe da dire. Il periodo drammatico dei Sixers è stato seguita attentamente dagli appassionati, che si erano convinti di vedere la nuova striscia di sconfitte più lunga della storia. Invece i Sixers hanno pareggiato il peggior risultato di sempre, ma si sono ripresi appena in tempo per evitare la 27a sconfitta in fila. Ci è voluta una prova imbarazzante dei Pistons per salvare la squadra di Brett Brown: Detroit ha subito 70 punti nel primo tempo e si è trovata addirittura sotto per 98-68 al termine del terzo periodo di gioco. C’è stato spazio anche per Gigi Datome, che ha giocato quasi 6 minuti e ha segnato 2 punti. I Sixers hanno invece mandato in campo per 20 minuti le vecchie conoscenze del campionato italiano Jarvis Varnado (9 punti e 6 stoppate) e Casper Ware (8 punti, 4 rimbalzi e 3 assist).

I CLIPPERS VINCONO LO SCONTRO DIRETTO – Prova di forza dei Los Angeles Clippers che vincono al Toyota Center e guadagnano un’altra vittoria sui Rockets quarti ad Ovest. Una gara contrassegnata dalle assenze: agli infortuni di Howard e Beverley, si è aggiunto Blake Griffin che ha salutato l’incontro dopo appena 6 minuti per problemi alla schiena. Ma non è tutto: Doc Rivers ha rimandato Glen Davis negli spogliatoi dopo che il giocatore si è messo a litigare con lo stesso allenatore e con il suo staff. I Rockets, senza Beverley, hanno utilizzato Lin in quintetto e Isaiah Canaan da cambio. Per la verità, il rookie (14 punti e 3 assist) ha fatto anche una miglior figura dell’ex playmaker dei Knicks (10 punti e 2 assist con 1/9 al tiro in 31 minuti). Proprio una tripla del prodotto di Murray State aveva regalato il +15 ai Rockets ad inizio secondo periodo, prima che Crawford desse il via alla rimonta. Chris Paul (30 punti, 5 rimbalzi e 12 assist) ha poi fatto il resto del lavoro e i Clippers sono riusciti ad arrivare alla sirena finale con 11 punti di vantaggio.

GLI HAWKS TENGONO VIVE LE SPERANZE DEI KNICKS – Sembra impossibile che i New York Knicks siano ancora fuori dalla zona Playoffs dopo la recente serie di prestazioni degli Hawks. La squadra allenata da Mike Budenholzer ha perso questa volta sul parquet del Verizon Center contro i Washington Wizards. Per la verità la franchigia capitolina ha rischiato il più clamoroso dei ribaltoni, ma una stoppata di Gortat a 11” dalla fine ha impedito che gli Hawks riuscissero a completare la rimonta. Continua il buon momento di Drew Gooden, che non sembrava più in grado di trovare spazio in questa lega dopo l’annata difficile a Milwaukee: il lungo dei Wizards è stato un fattore in questa gara con 16 punti (5/5 dal campo) e 8 rimbalzi entrando dalla panchina.

DALLAS LOTTA ANCORA – Un calendario fitto di scontri diretti attende i Mavericks da qui fino al termine della regular season. I texani, nelle ultime otto partite, si troveranno contro anche Warriors, Clippers e Spurs e chiuderanno poi la stagione regolare proprio sfidando in successione Suns e Grizzlies. Per il momento, il record della squadra consente a Nowitzki e compagni di poter sperare ancora nei Playoffs. I Sacramento Kings hanno dato del filo da torcere agli avversari: nonostante Dallas abbia sostanzialmente controllato la partita per tre quarti, i californiani si sono fatti avanti fino al +6 del 42’. Sono servite le triple di Calderon e Marion per cambiare l’inerzia della gara. Comunque, neanche il +7 Mavs a 43” dalla fine è stato sufficiente per la tranquillità: i Kings si sono rifatti sotto e, dopo lo 0/2 di Ellis dalla lunetta, hanno anche avuto la possibilità di tirare per il pareggio, ma Outlaw non ha trovato il canestro.

CAMPIONI CONTRO PEGGIORI – I Milwaukee Bucks hanno ospitato al BMO Harris Bradley Center i Miami Heat e non hanno decisamente fatto una grandissima figura. La vittoria dei Sixers contro i Pistons allontana ulteriormente i Bucks dalla possibilità di agganciare quantomeno il penultimo posto in classifica generale. LeBron è rimasto in campo per 30 minuti, ma ha preferito lasciare spazio ai suoi compagni e si è accontentato di una prestazione da 13 punti e 7 rimbalzi. Il giocatore che ha avuto più minuti a disposizione (38) è stato Toney Douglas, che ha preso il posto in quintetto dell’infortunato Mario Chalmers. I Bucks sono riusciti a segnare solamente 67 punti e non hanno avuto alcuna chance di tener testa ad una squadra come Miami.

SPURS, PAREGGIATO IL RECORD DI FRANCHIGIA – Gli Spurs di Gregg Popovich hanno fornito la solita autorevole prestazione e si sono sbarazzati senza problemi dei New Orleans Pelicans. Per i texani si tratta della 17a vittoria di franchigia: questa serie di vittorie eguaglia la migliore nella storia degli Spurs, stabilita da coach Bob Hill nella stagione 1995/1996. I Pelicans si sono ritrovati senza Anthony Davis,  colpito da un infortunio alla caviglia sinistra, e anche per questo motivo non avevano speranze di poter interrompere lo straordinario momento di forma degli Spurs. Marco Belinelli, vista l’assenza di Danny Green, è partito in quintetto e ha segnato 18 punti con 7/11 dal campo e 4/5 da tre. Sono stati lui e Mills i giocatori ad aver preso più tiri per San Antonio. 15 punti, 5 rimbalzi e 4 assist in 20 minuti per Manu Ginobili.

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