6 temi della notte NBA: la trasformazione di Gay, la libertà di Thaddeus, Jared il profeta

SPETTACOLO AD ORLANDO – Tre overtime in una partita sola non si vedono spesso: stanotte Bulls e Magic hanno dato vita veramente ad una bella sfida, senza esclusione di colpi di scena. Alla fine a spuntarla è stata Chicago per 128-125, con coach Thibodeau che non ha di certo risparmiato i suoi: se Joakim Noah (26 punti, 19 rimbalzi e 6 assist) è stato in campo per 48’, Jimmy Butler (21 punti, 7 rimbalzi, 6 assist) ha giocato addirittura tutti i 60 minuti disputati! C’è da dire che anche dall’altro lato non si sono risparmiati, con Victor Oladipo ha disputato una delle sue migliori prestazioni stagionali: in 57 minuti, ha firmato 35 punti con 15/24 dal campo, nonostante di fronte avesse un difensore duro come Butler, ed a sua volta ha difeso con grande intensità. E’ stato il faro dei Magic, anche se i protagonisti di canestri importanti son stati altri: Jameer Nelson ha segnato un jumper in faccia a Noah per mandare tutti all’overtime, poi Glen Davis ha firmato un’improbabile tripla che ha forzato il terzo supplementare.

LA LIBERTÀ DI THADDEUS – La scorsa stagione è stata molto difficile per Thaddeus Young, che sotto la guida di Doug Collins non ha avuto la possibilità di tentare con una certa continuità il tiro da tre punti, che tra l’altro tende a mettere. In tutto lo scorso anno, l’ala dei Sixers ha tentato solo 8 triple, segnandone una. Stanotte ha infilato un canestro da oltre l’arco che ha dato la vittoria a Phila sui Bobcats per 95-92. Young ha giocato il pick and pop con Michael Carter-Williams ed ha sparato dalla lunga distanza, segnando il canestro della vittoria a soli 3 secondi dal termine. Fuori dalle regole vecchia scuola di Collins, Young quest’anno sta tirando quasi con il 40% da oltre l’arco, segnando 34 triple.

LA METAMORFOSI DI GAY – Nelle sue 18 partite disputate quest’anno con i Raptors, in una sola circostanza Rudy Gay ha tirato con almeno il 50% dal campo. Dopo aver segnato stanotte 33 punti con 12/19 al tiro nella vittoria per 111-108 sui Timberwolves, ha invece 12 partite con almeno il 50% su 17 giocate con la canotta dei Kings. Per un giocatore che recentemente è stato massacrato dalla critica, chiudere con 12/19 dal tiro ha un significato molto particolare ed è un motivo in più per festeggiare: da quando è a Sacramento, i Kings hanno finalmente iniziato a giocare una discreta pallacanestro ed hanno un record di 9-10, ma soprattutto può selezionare meglio i suoi tiri, visto la contemporanea presenza di stelle come Cousins e Thomas, ed essere sempre molto pericoloso.

ALDRIDGE MVP – Una tripla di Dion Waiters ha dato ai Cavaliers il vantaggio per 94-93 a 3’44’’ dal termine e sembrava che i Blazers si stessero avviando verso una brutta sconfitta casalinga, dato che l’inerzia si era spostata dalla parte di Cleveland. Ma a quel punto LaMarcus Aldridge ha deciso di frenare l’entusiasmo degli avversari e di condurre Portland alla vittoria. Il lungo ha messo a referto 9 punti consecutivi che hanno proiettato i Blazers avanti di 6 in soli 2 minuti, poi Matthews e Lillard hanno messo le ciliegine sulla torta con le triple del 108-96 finale. Aldridge ha poi finito con 32 punti, 18 rimbalzi e 4 assist. Non considerarlo tra i possibili MVP del campionato è veramente un delitto.

BOGUT L’INDISPENSABILE – Avanti 116-115 a 70 secondi dal termine dopo aver recuperato 9 punti di svantaggio, i Warriors non sono più riusciti a segnare ed hanno concesso un paio di rimbalzi offensivi che hanno permesso ai Nuggets di chiudere il match con un parziale di 0-8 e di vincere così l’incontro. Coach Jackson dovrà spiegare perché nel momento decisivo ha lasciato in panchina Andrew Bogut, che è senza ombra di dubbio l’ago della bilancia della difesa di Golden State. La sua sola presenza avrebbe certamente aiutato i Warriors ad assicurarsi un paio di rimbalzi fondamentali nell’ultimo minuto. Non è un caso che Denver ha avuto il controllo dei tabelloni senza di lui, così come non è un caso che Golden State abbia concesso ben 123 punti in una partita in cui Bogut ha giocato solo 24 minuti.

JARED PROFETA – “Siamo gente competitiva. E quando lo sei, trovi sempre un modo per pensare positivo e tornare a vincere. Stiamo facendo del nostro meglio, abbiamo giocato duramente nelle ultime quattro partite. Questa squadra non molla, troveremo un modo per vincere la prossima”. Queste sono state le dichiarazioni rilasciate da Jared Sullinger il 13 gennaio. Che allora potevano sembrare le solite parole scontate che si dicono quando la squadra è in un momento difficile, ma stanotte abbiamo avuto la dimostrazione che il giovane talento c’aveva visto giusto sull’imminente ritorno alla vittoria. Sullinguer ha messo a referto qualcosa come 25 punti e 20 rimbalzi, trascinando i Celtics alla vittoria per 88-83 sui Raptors, non proprio una squadra facile da affrontare di questi tempi. C’è da dire che Toronto ci ha messo del suo, tirando con un pessimo 38% dal campo e stra-perdendo la sfida a rimbalzo (58-44), ma comunque va dato atto a Jared si averci visto giusto sui suoi Celtics.