6 temi della notte NBA: la tripla-doppia di Joakim “Stockton” Noah, lo strano caso di Memphis

IL RISCATTO DI CHARLOTTE – Casualmente, in questa stagione tutte le prestazioni da 55 o più punti sono arrivate contro Charlotte. Il che è abbastanza ingiusto, perché quest’anno i Bobcats sono una squadra rispettabilissima, che fa della difesa la sua arma principale. Dopo averne presi 61 da LeBron James, Charlotte aveva bisogno di una vittoria importante per rilanciarsi: i Pacers gli hanno offerto la possibilità perfetta, dato che erano alla quarta partita in cinque giorni e non sono riusciti a reggere la durezza e la motivazione dei Bobcats, che si sono imposti nettamente per 109-87. Dopo essere stato oscurato da James nonostante i 38 punti e 19 rimbalzi, stanotte Al Jefferson ha avuto tutta l’attenzione per sé, mettendo a referto 34 punti e 8 rimbalzi con 16/25 dal campo.

“STOCKTON” – A Chicago stanno iniziato a chiamarlo Joakim “Stockton” Noah. No, non è uno scherzo, soprattutto dopo che il francese ha registrato un’altra tripla-doppia da 10 punti, 11 rimbalzi e 11 assist, trascinando i Bulls ad una vittoria fondamentale per 105-94 in quel di Detroit in ottica playoffs. E’ praticamente la seconda tripla-doppia nel giro di una settimana che Noah mettere a referto: la prima era arrivata domenica contro i Knicks. La cosa incredibile è che ancora una volta, nonostante l’assenza di Derrick Rose, i Bulls siano riusciti ad orchestrare un attacco che, pur non essendo d’elite, riesce ad essere incisivo ed a sostenere una difesa come al solito eccellente. E grandi meriti vanno dati a coach Thibodeau, che ha scoperto che Noah può essere devastante dal post-alto. E se poi D-Rose tornasse veramente ai suoi livelli…

COME SI FA A PERDERE CON I KNICKS? – Ormai una vittoria dei Knicks è merce rara. Stanotte New York è finalmente riuscita ad interrompere la striscia di sette sconfitte consecutive ed a muovere la casella delle vittorie, imponendosi per 118-106 a Minnesota. I Timberwolves sembrano aver ormai abbandonato le ultime speranze di riacciuffare l’ultimo posto disponibile per i playoffs, occupato dai Mavericks e distante cinque partite, altrimenti non si spiega una sconfitta in casa contro una squadra che è specializzata nell’arte della sconfitta in tutti i modi possibili ed immaginabili.

I WARRIORS CORRONO VERSO I PO – Dopo la splendida vittoria ai danni dei Pacers, decretata da un game-winner di Klay Thompson, l’ultima cosa che i Warriors volevano era affrontare in back to back i fastidiosi Celtics. Ma Golden State ha avuto la meglio abbastanza facilmente, grazie anche ai 18 punti di Thompson, ed ha solidificato ulteriormente la sua posizione all’interno dei playoffs. Il che è positivo, dato che nessuno vuole vedere una post-season in cui non ci sono Klay e Steph Curry.

LO STRANO CASO DI MEMPHIS – Nel corso degli anni abbiamo imparato che questi Grizzlies ogni tanto possono avere delle grosse difficoltà a fare canestro, ma quello che è successo stanotte è ai limiti dell’ireale. I titolari di Memphis hanno segnato solo 24 dei nella sconfitta per 103-94 contro i Nets, il che potrebbe essere una sorta di record. Grazie alla sconfitta dei Mavericks contro i Nuggets, Gasol e compagni sono rimasti ad una sola partita di distanza dall’ottavo posto dei playoffs, ma questa prestazione del quintetto dovrebbe far scattare almeno un piccolo campanello d’allarme.

WASHINGTON SUONA LA SETTIMA – Da quando hanno spezzato la maledizione del record vincente, i Wizards stanno andando a gonfie vele. Stanotte hanno messo al tappeto i Jazz per 104-91 ed hanno infilato la settima vittoria nelle ultime otto uscite, mantenendo Brooklyn a bada per il quinto posto della Eastern Conference. Ma non è tutto, perché Wall è compagni sono a sole due partite di distanza dal terzo posto, occupato dai Raptors. Adesso, però, viene il difficile per Washington: sette delle prossime nove partite saranno in trasferta e non sarà facile continuare con questo ritmo di vittorie.