6 temi della notte NBA: le stranezze dei Cavs, le imprese dei Magic, la legge dei 100 punti

LE STRANEZZE DI CLEVELAND – L’elenco delle cose strane accadute nel match vinto da Cleveland per 91-83 all’overtime su Memphis è lungo, ma probabilmente bisogna iniziare dal fatto che i Cavaliers abbiano vinto la partita. Già questo di per sé è un evento stranissimo, soprattutto contro una squadra dal record positivo. Ma non è tutto, perché questa vittoria ha sancito il back-to-back vittorioso, cosa che non accadeva da quando i Cavs hanno battuto in fila Sixers e Jazz ad inizio gennaio. Sotto di 4 lunghezze a 2’ dal termine, Cleveland è riuscita a rientrare e poi a vincere all’overtime grazie ad uno sforzo difensivo importante, che ha costretto i Grizzlies ad un pessimo 1/9 dal campo nel momento cruciale. Ma la cosa più strana di tutte? Il sorriso di Kyrie Irving, probabilmente contento per la prima volta in questa stagione. Cleveland adesso è 2-0 da quando è stato licenziato il gm Chris Grant.

LE IMPRESE DEI MAGIC – Dopo aver scalato l’Everest, i Magic si ripetono anche con il K2. Il 7 febbraio avevano messo ko i Thunder grazie al buzzer beater di Tobias Harris, stanotte invece hanno sorpreso i Pacers con una splendida rimonta nell’ultimo quarto. Sotto di 10 all’ultima pausa, Orlando ha trovato uno strepitoso Victor Oladipo, che ha segnato 13 punti guidando il ritorno dei suoi contro la miglior squadra della NBA. Il rookie ha poi chiuso con 23 punti, mentre Nikola Vucevic ha messo a referto una solida doppia-doppia da 19 punti e 13 rimbalzi nel successo per 93-92.

L’ESPLOSIONE DI PLUMLEE – I Nets hanno avuto la meglio sui Pelicans per 93-81 e si sono portati a sole tre partite di distacco dal 50% di vittorie. Assoluto dominatore dell’incontro, è stato Mason Plumlee, per nulla intimidito dal fatto di giocare contro Anthony Davis. Il giovane lungo di riserva di Brooklyn è esploso nel match con 22 punti e 13 rimbalzi, mettendosi in mostra per la facilità con cui riesce ad andare a canestro con le sue lunghe leve, ma anche per l’intelligenza cestistica non proprio comune nella NBA. Grazie soprattutto ai suoi sforzi, i Nets hanno costruito un vantaggio importante nel primo tempo ed hanno potuto concedere praticamente la serata libera a Kevin Garnett, che è stato in campo solo per 13 minuti.

CONTINUA LA CORSA DI DALLAS – Non si fermano più i Mavericks, che stanotte hanno battuto per 102-91 i Celtics ed hanno allungato la striscia a cinque vittorie consecutive, salendo al settimo posto della Western. Dallas ha costruito un season-high di 10 giochi oltre il 50% di vittorie in particolare sulla forza del suo attacco, che al momento è il terzo della NBA con 108.4 punti per 100 possessi. Anche stanotte l’aspetto offensivo ha funzionato bene contro Boston, con i Mavs che hanno tirato con il 43.5% da oltre l’arco ed hanno trovato il 20ello di Nowitzki ed i 18 punti di Calderon. Il tedesco, però, non è contento della posizione di classifica di Dallas: lui è un vincente nato e vuole il massimo, il suo obiettivo è salire ancora di almeno un paio di posizioni. Di certo se continuano a giocare così, hanno tutte le carte in regola per farcela.

LA LEGGE DEI 100 PUNTI – Ad LA la legge dice che la prima squadra a raggiungere i 100 punti alla fine vince la partita. Dopo soli tre quarti i Clippers avevano già rispettato questa legge, essendo in vantaggio sui Sixers con il punteggio umiliante di 100-51. Questa partita è durata realmente poco: basti pensare che dopo la prima frazione c’erano già 31 lunghezze di differenza tra le due squadre (46-15). Se per Phila è stata una lenta agonia, almeno i Clippers si sono divertiti ed hanno riabbracciato Chris Paul, 7 punti e 8 assist in 23’ dopo aver saltato le ultime 18 partite per un problema alla spalla. Al suono della sirena finale sul 123-78 spiccano i 26 punti, 11 rimbalzi e 6 assist di Blake Griffin.

MELO NON FA PIÙ PAURA – Stanotte Kevin Durant ha messo a referto 41 punti, 10 rimbalzi e 9 assist nella vittoria dei Thunder per 112-100 contro i Knicks. Nulla di strano, visto il livello altissimo delle prestazioni di KD in questo 2014, se non fosse che prima di stanotte l’asso di OKC aveva vinto solo 1 dei 12 faccia a faccia con Carmelo Anthony. Ma New York ha fallito su tutta la linea, non riuscendo a fermarlo in isolamente, né in situazione di pick and roll o in transizione. Dall’altro lato, invece, Melo è stato tenuto a bada benissimo dalla difesa dei Thunder, che lo ha costretto ad una pessima serata da 5/19 al tiro.