6 temi della notte NBA: LeBron torna sulla terra, Warriors e game-winner, LA ha il terzo violino?

I WARRIORS ED I GAME-WINNER – I Pacers sono stati bravissimi a cancellare uno svantaggio di 12 punti nell’ultimo quarto grazie alla loro durissima difesa, ma alla fine dei giochi, è stato Klay Thompson ad avere l’ultima parola. Con le due squadre in parità a pochi secondi dalla fine, i Warriors si sono affidati al loro tiratore puro, che ha segnato un canestro da manuale: con il corpo si è creato un po’ di spazio per prendersi il tiro, rilascio perfetto e due punti della vittoria a pochi decimi di secondo dalla fine. Golden State, quindi, si è imposta per 98-96: questa è stata la quinta vittoria in stagione arrivata grazie ad un game-winner.

LEBRON TORNA SULLA TERRA – 24 ore dopo aver fatto registrare una performance da record, con quei 61 punti che non solo sono il suo career-high ma anche il massimo per gli Heat, LeBron James è tornato sulla terra. Ed è anche normale che lo facesse, anche se in molti pensavano ad un’altra prestazione superba in back-to-back contro i Rockets. Ma la stella degli Heat è anch’essa umana e stanotte ha accusato sicuramente la stanchezza, sia in attacco (22 punti con 0/3 da oltre l’arco) che in difesa, dove non è riuscito a giocare con la solita intensità ed incisività. E così Houston ha avuto la meglio per 106-103, puntando soprattutto su un attacco molto bilanciato, che non a caso ha permesso a tutti i 5 titolari di chiudere in doppia cifra.

KD, 42 CON LA SIGA IN BOCCA – Ma passiamo all’altro più serio pretendente al titolo di MVP stagionale: Kevin Durant è stato imbarazzantemente superiore ai Sixers e gli sono bastati solo 20 tiri per mettere a referto 42 punti, conditi da 9 rimbalzi e 3 assist. I Thunder hanno vinto in scioltezza per 125-92 e di certo contro la (non) difesa di Phila KD non poteva che mettere in piedi il suo solito show. Con le prossime quattro partite in programma contro difese tutt’altro che irresistibili, Durant potrà continuare a segnare tanti punti ed a riprendersi i favori per il premio dell’MVP.

LA HA TROVATO UN TERZO VIOLINO? – Con Chris Paul in difficoltà, i Clippers avevano bisogno di un secondo violino per aiutare l’ottimo Blake Girffin (22 punti con 9/18).  E lo hanno trovato in Matt Barnes, che probabilmente sta attraversando la sua miglior striscia in carriera. Con il season-high di 28 punti che ha fatto registrare stanotte contro i Suns battuti per 104-96, Barnes ha ora una media di 17.3 punti, 5.1 rimbalzi con il 59% dal campo ed il 51% da oltre l’arco nelle ultime sei uscite. Se dovesse confermarsi a questo livello, potrebbe rappresentare una terza opzione offensiva affidabile in ottica playoffs.

IL FANTASTICO MONDO DEGLI SPURS – San Antonio è diventata la seconda squadra in stagione a far registrare almeno 39 assist in un match. Nella vittoria nettissima sui Cavaliers, gli Spurs hanno smazzato appunto 39 passaggi decisivi, che è un dato impressionante anche per la seconda miglior squadra della lega in questa statistica (19.1 di media), ma la cosa più incredibile è che tutti hanno chiuso con almeno un assist e nessuno ne ha serviti più di 6. San Antonio si è costruita una reputazione nel corso degli anni per essere una squadra con un sistema eccezionale, in cui gli interpreti eseguono alla perfezione e muovono benissimo il pallone.

L’EXPLOIT DI BAZEMORE – Che cosa succede quando si incontrano due delle 10 peggiori difese della NBA? Che ne esce una partita offensivamente entusiasmante ed aperta a qualsiasi risultato. Stanotte Lakers e Pelicans hanno combinato sei giocatori con almeno 20 punti a referto, nella vittoria di New Orleans per 132-125. Tra le fila di LA, però, c’è da segnalare un Kent Bazemore che sta continuando ad impressionare con le sue giocate: da quando è stato scambiato dai Warriors, con cui vedeva raramente il campo, sta viaggiando con 16.9 punti, 3.7 rimbalzi e 2.6 assist con il 47% dal campo ed il 46% da oltre l’arco. I Lakers saranno pure un casino incredibile, ma va dato atto a coach Mike D’Antoni di star facendo un buon lavoro con questi giovani giocatori a cui sta concedendo l’opportunità di mettersi in evidenza.