6 temi della notte NBA: l’infortunio di CP3, l’ignoranza di JR, Marshall fa sognare LA

S’INFORTUNA ANCHE CP3 – I Clippers si sono imposti sui Mavericks per 119-112 grazie ad una splendida prestazione offensiva del duo formato da Blake Griffin (25 punti) e DeAndre Jordan. A finire sulle prime pagine dei giornali, però, non è tanto la vittoria, quanto l’infortunio alla spalla di Chris Paul. Stando a quanto dichiarato da Doc Rivers, la stella di LA dovrà star ferma dalle 3 alle 5 settimane: non una bella notizia per i Clippers, soprattutto se si considera che in questo momento hanno solo una partita di vantaggio sui Warriors, che sono in gran forma e rivogliono la testa alla Pacific Division. Comunque ad LA possono guardare il bicchiere mezzo pieno: un mese passa in fretta, a CP3 è andata anche bene, visti gli infortuni gravissimi che capitano alle superstar negli ultimi tempi. Nelle prossime settimane il destino dei Clippers, quindi, sarà molto nelle mani di Darren Collison, chiamato a non far sentire troppo la mancanza di Paul.

L’IGNORANZA DI JR SMITH – Qualche settimana fa il mondo della palla a spicchi aveva deriso Andrea Bargnani per aver tirato da tre un un rimbalzo offensivo, quando avrebbe potuto tenere il pallone e far scadere i pochi secondi rimasti nell’ultimo quarto. Stanotte, sempre i Knicks si sono resi protagonisti di un episodio simile, ma ancora più grave. A 19 secondi dalla fine, Chandler ha strappato un gran rimbalzo offensivo ed ha servito JR Smith: il buon senso ti impone che quando hai la palla per l’ultimo tiro, fai scorrere il cronometro e negli ultimi 5 secondi cerchi il canestro dalla vittoria. Se lo si trova, è successo garantito, se lo si sbaglia, c’è comunque l’overtime. Ed invece Smith, che stava tirando con 3/12 dal campo, ha sparato una tripla che, seppur con spazio, non si è nemmeno avvicinata all’infilarsi nella retina, permettendo così ai Rockets di spezzare la parità con due liberi e di vincere la partita. A dimostrazione di tutta la sua ignoranza cestistica, che negli ultimi tempi sta prendendo il sopravvento sul suo grande talento, c’è la sua dichiarazione post-partita: “Onestamente, ho pensato che eravamo sotto di due. Mentre rilasciavo il tiro ho sentito Chandler dire ‘no, no, non prenderlo’, ma a quel punto era troppo tardi…”

I LAKERS HANNO TROVATO IL PLAY? – Da una striscia negativa all’altra: i Lakers hanno messo fine a sei sconfitte consecutive, evitando di perdere la settima per la prima volta dal 2007, con una vittoria per 110-99 sui Jazz. Ma la notizia più importante è che potrebbero avere finalmente trovato il loro playmaker. Kendall Marshall ha semplicemente dominato Utah con 20 punti, 15 assist, 6 rimbalzi ed un’ottima gestione della squadra (ha permesso a Gasol di giocare la sua miglior partita stagionale). Inoltre, è il primo giocatore dei Lakers dal 2002 a far registrare 20+15 in una partita (Kobe mise a referto 23 punti e 15 assist contro Washington). Con Nash, Farmar e Blake tutti in infermeria, e con Bryant che si è nuovamente infortunato dopo aver giocato anche da point guard al suo ritorno, i Lakers hanno provato a scommettere su Marshall: se il buongiorno si vede dal mattino, forse i gialloviola hanno finalmente trovato quello di cui avevano bisogno.

CHE PAURA PER ANDERSON – I Pelicans sono riusciti ad imporsi sui Celtics per 95-92, al termine di un match molto combattuto ed in bilico fino all’ultimo. Ma l’unica cosa che conta sono le condizioni di Ryan Anderson, che è stato portato via dal campo in barella in seguito ad uno scontro con Gerald Wallace. Anderson è stato ricoverato in un ospedale di Boston per un forte colpo alla testa, ma al termine del match il coach di NO, Monty Williams, ha voluto rassicurare tutti, in particolare la madre di Ryan: “E’ in buone mani e sta abbastanza bene, spero che riceva questo messaggio”, ha dichiarato. Non resta che augurare ad Anderson una pronta guarigione e di rivederlo in campo il prima possibile.

TORONTO DOMINA L’ATLANTIC – Incredibile, ma vero: nell’Atlantic Division c’è finalmente una squadra con un record superiore al 50% di vittorie. No, non sono i Nets e nemmeno i Knicks, bensì i Raptors, che stanotte hanno battuto i Wizards per 101-88 ed hanno così conquistato la loro quinta vittoria consecutiva, aggiornando a 16-15 il loro record. Toronto ha praticamente risolto l’incontro nel primo quarto, quando ha letteralmente annientato gli avversari con un parziale di 36-16. I Raptors hanno ora un vantaggio di quattro partite sui Celtics, che hanno perso sei delle ultime sette.

DENVER RIALZA LA TESTA – Una striscia infinita. Purtroppo non di vittorie, ma di sconfitte: dopo averne subite otto in fila, i Nuggets finalmente sono riusciti a rialzare la testa, battendo per 111-108 i Grizzlies. Decisive le tante opzioni offensive di Denver, che ha mandato ben 6 uomini in doppia cifra, con Ty Lawson a guidare la truppa con 18 punti. Prima della lunga serie di sconfitte, i Nuggets erano saldamente in corsa per i playoffs, adesso hanno 3,5 partite di ritardo dai Mavericks. Il periodo negativo è stato interrotto, adesso bisogna rimboccarsi le maniche per tentare la risalita.