6 temi della notte NBA: record amaro per LeBron, Rondo re delle triple-doppie, bagarre playoffs

KD COME MJ, MA VINCE IL BARBA – Vittoria importante per i Rockets, che senza Dwight Howard raggiungono le cinquanta vittorie stagionali per la prima volta dal 2008 e si conquistano matematicamente un posto nei playoffs. Anche se Kevin Durant ha segnato 28 punti, eguagliando la striscia di 40 partite consecutive con almeno 25 punti a referto, stavolta a vincere il duello è l’ex d’eccezione dell’incontro, ovvero James Harden, autore della bellezza di 39 punti. Houston si è imposta per 111-107, rendendo inutile anche la gran prova di Serge Ibaka, che ha firmato 27 punti, 9 rimbalzi, 4 assist, 6 stoppate e 2 recuperi.

RECORD AMARO PER LEBRON – Stavolta la prestazione sopra le righe di Kevin Love non è andata sprecata. La stella dei T-Wolves ha segnato 28 punti, conditi da 11 rimbalzi, guidando i suoi all’inaspettato successo sul campo degli Heat. Dopo due overtime, Miami è andata ko per 122-121, nonostante il nuovo record di James: con i 34 punti realizzati stanotte, LeBron è diventato il giocatore a raggiungere più velocemente i 23mila punti in carriera, il primo nella storia a farlo prima dei 30 anni.

RAJON RE DELLE TRIPLE-DOPPIE – Ogni tanto anche i Sixers si ricordano come si vince. Trascinata dal career-high di un sorprendente Henry Sims (24 punti) e dalla solita prova totale di Michael Carter-Williams (24 punti, 6 rimbalzi e 6 assist), Philadelphia si è imposta per 111-102 sui Celtics, che hanno così perso la settima partita consecutiva. L’unica nota positiva per Boston è la tripla-doppia da 11 punti, 16 assist e 11 rimbalzi di Rajon Rondo: pur avendo saltato 105 partite in questo arco di tempo, il playmaker ha fatto registrare almeno il doppio delle triple-doppie (12) di qualsiasi altro giocatore NBA dall’inizio della stagione 2011-12.

TRE SQUADRE IN MEZZA PARTITA – Possiamo definire così la lotta ai playoffs per gli ultimi due posti validi della Western Conference. Nessuno ha intenzione di cedere. I Mavericks hanno vinto come previsto contro i Lakers: 107-95 il finale di un match in cui Dirk Nowitzki ha fatto la voce grossa, segnando 27 punti con 11/14 dal campo e sorpassando Dominique Wilkins per l‘11esima posizione nella lista dei miglior marcatori di tutti i tempi. Sulla carta il compito si presentava più difficile per i Suns, che invece hanno sbaragliato senza troppi problemi i Blazers con il punteggio di 109-93. Gerald Green si è regalato una notte da 32 punti, mentre Eric Bledsoe è tornato a brillare con 30 e Phoenix è così rimasta pienamente in corsa.

NY DI NUOVO FUORI DAI PO – Anche nella Eastern la lotta per la post-season si sta infiammando. I Knicks ci hanno messo davvero pochissimo a perdere l’ottavo posto, conquistato faticosamente: nonostante un season-high da 32 punti di JR Smith, New York ha perso tra le mura amiche per 90-89 contro i Wizards. I Knicks hanno pagato carissima la serata nera di Carmelo Anthony, fermo a quota 10 punti (5/14 dal campo) e con addirittura 9 palle perse. Gli Hawks non si sono fatti sfuggire l’occasione di riprendersi l’ottava piazza, imponendosi nettamente nello scontro diretto con i Cavaliers per 117-98. Mike Scott è stato quasi perfetto (26 punti con 12/13), Jeff Teague ha firmato l’ennesima doppia-doppia stagionale (20 punti e 12 assist), mentre Paul Millsap ha fornito la solita prestazione di sostanza (16 punti, 11 rimbalzi e 6 assist) e così Atlanta ha conquistato una vittoria bella quanto importante.

INDIANA NON SA PIÙ VINCERE – Ennesima sconfitta per i Pacers, che cadono per 102-94 anche contro i Raptors, guidati da 24 punti di Terrence Ross e da 22 di un positivissimo Jonas Valanciunas, in netta crescita in questo finale di stagione. Ad Indiana non sono bastati i 44 punti in due di Paul George e David West, ormai la squadra sembra essere abbastanza allo sbando. Prima del 4 marzo, i Pacers avevano un record di 46-13; da quel giorno ad oggi di 7-11. Nel frattempo i Bulls hanno risposto al successo di Toronto per la lotta al terzo posto della Eastern, vincendo abbastanza agilmente contro i Bucks (102-90). Chicago ha avuto la meglio grazie ad un attacco molto equilibrato, che ha mandato in doppia cifra ben sette giocatori.