7 temi dalla notte NBA: Mills e Dragic implacabili, Burke decisivo contro Miami, un solo libero per Memphis

MILLS, CHE ATTACCANTE! – Che Mills fosse un attaccante strepitoso non lo so si scopre di certo oggi: è stato il miglior marcatore alle Olimpiadi di Londra con 21.2 punti di media. La sua ira e la sua letale capacità di segnare dal palleggio si sono abbattute sui Charlotte Bobcats, che per gran parte della partita avevano messo in seria difficoltà i San Antonio Spurs. Gli Spurs, infatti, avevano cominciato il quarto periodo sul -1, ma sono stati condotti da Mills alla vittoria: l’australiano ha segnato 32 punti complessivi (18 nell’ultima frazione) con 10/13 dal campo, 7 rimbalzi e 4 assist. Nelle ultime tre partite viaggia a 23.7 punti, 4.7 rimbalzi e 4.3 assist di media. Buona anche la prova di Nando De Colo, che con 15 punti ha pareggiato il suo career high. Duncan ha collezionato la sua doppia-doppia numero 22 in stagione.

UN TIRO LIBERO PER MEMPHIS – I Memphis Grizzlies hanno vinto sul campo degli Atlanta Hawks per 76-79 e continuano la corsa verso i Playoffs. La particolarità di questa vittoria? I Grizzlies hanno chiuso la gara con 1/1 dalla lunetta, record di sempre per minor numero di liberi tentati. Zach Randolph ha commentato così:«Wow. È stata una partita fisica; mi è piaciuta. Ma qualche volta quando c’è un fallo, lo fischi…». Il match prometteva bene nelle battute iniziali, quando gli Hawks erano stati in grado di battere la difesa dei Grizzlies e di segnare 29 punti. Poi le due squadre hanno decisamente rallentato. Nel terzo periodo, dopo la tripla di Korver per il 52-50, Memphis ha cambiato marcia e ha guadagnato un largo vantaggio. In questa frazione di gioco Courtney Lee ha segnato 10 punti, mentre gli Hawks hanno perso 10 palloni. Gli sforzi di Paul Millsap per la rimonta nel quarto periodo sono stati vani. I Grizzlies hanno tenuto sotto i 90 punti gli ultimi otto avversari che hanno incontrato in trasferta

PISTONS, SALTO NEL PASSATO – La stagione dei Pistons resta ancora decisamente al di sotto delle aspettative, ma se non altro la squadra di Maurice Cheeks può rallegrarsi per una prestazione finalmente autorevole. I Pistons hanno corso e segnato a raffica contro i Denver Nuggets, rimediando il miglior punteggio (126) dal 2008, quando avevano segnato 136 punti proprio contro Denver. Detroit arriva dopo 50 partite con un record di 21-29: è un miglioramento rispetto alle ultime quattro stagioni. Occhi puntati anche su Andre Drummond (18 punti e 15 rimbalzi), che è a 38 doppie-doppie dall’inizio dell’anno: il record di un giocatore in maglia Pistons in una stagione è 44, di Grant Hill. Jennings ha ritoccato il suo season high disputando una prova da 35 punti e 12 assist.

CAREER-HIGH PER RUBIO – I Timberwolves hanno perso ancora, ma era obiettivamente difficile immaginare che potessero vincere senza Kevin Love e Kevin Martin contro i Portland Trail Blazers. In realtà la squadra di coach Adelman era riuscita a trovare una fuga a metà del terzo periodo, proprio sfruttando l’ottimo momento realizzativo del playmaker spagnolo. Rubio è parso finalmente convincente da fuori (2/4 da tre), anche se i suoi 25 punti sono arrivati con una percentuale di tiro inferiore al 50% (8/19). Nel quarto periodo è emerso tutto il talento offensivo di Aldridge (26 punti e 9 rimbalzi), Matthews e Lillard e i Timberwolves non hanno potuto niente contro la corazzata di Stotts.

BUCKS IN CERCA DELLA DECIMA – Le cose si son messe male per Milwaukee già dopo 4 minuti, quando Larry Sanders ha abbandonato il campo per un infortunio. I Bucks sono stati costretti ad inseguire per tutta la gara e il vantaggio in doppia cifra dei Rockets al termine del terzo periodo sembrava sufficiente per tenere Milwaukee lontana dalla decima vittoria stagionale. Invece la difesa orchestrata da coach Larry Drew ha costretto gli avversari a qualche forzatura di troppo e Wolters, Middleton e Brandon Knight ne hanno approfittato per provare a rimettere in piedi la gara. Lo stesso Knight, però, ha sbagliato un layup sul -3 a 10” dalla fine troncando ogni speranza residua per i Bucks.

SUNS, E CHI VI FERMA? – I Suns giocano una delle migliori partite della loro incredibile stagione e impartiscono una dura lezione ai Golden State Warriors. La squadra di Marc Jackson, ora pari ai Mavericks con un record di 30-21, rischia seriamente il posto nelle prime otto ad Ovest. I Suns hanno giocato la solita partita fatta di energia e di corsa e il loro passo è stato decisamente superiore a quello dei Warriors. Dragic, contro un cliente difficile come Steph Curry, ha giocato una delle migliori partita della sua incredibile stagione: 34 punti, 10/13 dal campo, 6/7 da tre, 10 assist e un quarto quarto da favola. Clamoroso anche l’impatto dei suoi compagni, primo fra tutti un Gerald Green da 25 punti e 10/15 al tiro. P.J. Tucker ha collezionato 16 punti e 15 rimbalzi.

JAZZ, CHE COLPO CONTRO MIAMI – Alzi la mano chi aveva anche solo pensato che Utah potesse farcela contro i campioni NBA in carica. Per il quinto anno consecutivo i Jazz hanno vinto almeno una partita contro gli Heat. LeBron ha raggiunto la 543a partita consecutiva in doppia cifra, ma è incappato in una delle serate più difficili dei suoi ultimi anni: 13 punti, 4/13 dal campo, 1/6 da tre, 7 rimbalzi, 5 assist e 5 palle perse. Nonostante un James in grande difficoltà, Miami era comunque riuscita a rientrare fino al -2 con una tripla di Ray Allen. A questo punto, a decidere la partita, ci ha pensato un altro ragazzo che è in qualche modo un predestinato: Trey Burke, dal palleggio. Intervistato a fine partita, LeBron ha dichiarato che è semplicemente una di quelle notti, perché è difficile riuscire ad essere grandi ogni partita.

Photo: aussiehoopla.com