7 temi della notte NBA: Duncan immortale, Nowitzki immarcabile, Allen doma i Clippers

BENNETT, SEGNALI INCORAGGIANTI – Seconda doppia cifra consecutiva per Anthony Bennett, terza stagionale. Sembra che la prima scelta dello scorso Draft stia riuscendo pian piano ad inserirsi nei meccanismi di Mike Brown. Certo, i difetti ci sono ancora e i problemi di falli che lo hanno colpito ogni qual volta abbia giocato più di 15 minuti si sono ripresentati anche nelle ultime partite. La prova da 14 punti e 8 rimbalzi del rookie è stata comunque oscurata dall’umiliante sconfitta patita dai Cavs. I Lakers hanno infatti passeggiato alla Quicken Loans Arena, riuscendo a segnare l’incredibile cifra di 70 punti nel solo primo tempo. Alla sua seconda partita dopo il rientro dall’infortunio, Steve Blake ha collezionato una tripla-doppia da 11 punti, 10 rimbalzi e 15 assist. Curiosità: i Lakers si sono presentati con otto giocatori a disposizione, diventati sei nel corso della gara con gli infortuni occorsi a Nick Young e Jordan Farmar. Quando Kaman è uscito per falli e Sacre ha commesso il suo quinto, Steve Nash è corso negli spogliatoi per indossare la divisa da gioco. Il suo ingresso non è stato necessario: i Lakers, al sesto fallo di Sacre, hanno potuto beneficiare di una regola particolare. Una squadra NBA, infatti, deve avere per forza cinque giocatori sul parquet, quindi il giocatore che per ultimo ha commesso sei falli può rimanere in campo, ma ad ogni successivo suo fallo viene aggiunto un tecnico.

DUNCAN IMMORTALE NEL DOPPIO OT DI WASHINGTON – Neanche stavolta i Wizards sono riusciti a sfatare il tabù Spurs: contro la squadra di Gregg Popovich non vincono da 16 partite. Approfittando dell’assenza di Ginobili, Washington ha costruito un buon vantaggio nel corso del primo tempo (+14 al 24’). Duncan ha messo a segno 10 punti nei primi 5’ del terzo periodo e ha rimesso in piedi la gara per gli Spurs. Il lungo caraibico ha poi forzato il primo overtime segnando il canestro del pareggio ad 1’ dalla fine dei regolamentari. Nel primo supplementare è successo di tutto: gli Spurs hanno comandavano per 107-113 a 40” dalla fine, prima che John Wall mettesse in atto il suo show personale. Duncan ha messo proprio nelle mani di Wall la rimessa al termine del primo overtime, permettendo ai Wizards di pareggiare nuovamente i conti. I canestri di Green e Belinelli hanno poi permesso agli ospiti di vincere dopo due supplementari. Tim Duncan ha disputato l’ennesima prova incredibile della sua stagione: 31 punti, 13/20 dal campo, 11 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate. Parker non è rientrato nel secondo tempo.

ALDRIDGE, CHE PRODEZZA! – La notizia principale che arriva dal Madison Square Garden è che Carmelo Anthony, 26 punti nei primi tre quarti, non ha segnato nel quarto periodo. I Knicks hanno provato comunque a rimontare contro i Blazers: le triple di J.R. Smith e Tim Hardaway Jr. hanno rimesso 2 punti tra le due squadre nel corso dell’ultimo minuto di gioco. A questo punto LaMarcus Aldridge si è inventato un canestro impressionante in avvitamento, marcato stretto da Tyson Chandler. La prodezza di Aldridge, 15 punti e 12 rimbalzi, ha permesso alla squadra allenata da Terry Stotts di ottenere la 35a vittoria stagionale. I Knicks non sono riusciti a trovare il giusto feeling col canestro dalla lunga distanza e hanno tirato 4/21 da tre.

HOWARD DOMINA L’AREA CONTRO I SUNS – Era prevedibile che i lunghi dei Phoenix Suns si ritrovassero in difficoltà contro l’atletismo di Dwight Howard. Il centro dei Rockets si è mosso benissimo ed è riuscito a regalarsi anche qualche buona soluzione in post, chiudendo l’incontro con 34 punti e 14 rimbalzi. La squadra di Hornacek ha subito quindi la seconda sconfitta consecutiva in un momento in cui, nella Western Conference, è molto pericoloso lasciare vittorie per strada.

DIRK IMMARCABILE A MEMPHIS – Il duello del FedExForum era tra i più attesi della nottata: Zach Randolph contro Dirk Nowitzki. Al di là della sfida tra due dei migliori lunghi della lega, la gara tra Grizzlies e Mavericks proponeva uno scontro diretto nella corsa per la qualificazione ai Playoffs. Nel primo tempo Marc Gasol si è mirabilmente preso cura di Dirk Nowitzki, inseguendolo fino al perimetro e non concedendogli facili soluzioni. Le prestazioni di Courtney Lee e James Johnson hanno permesso a Memphis di iniziare il secondo tempo con 3 punti di vantaggio. Poi il compito di contenere Nowitzki è diventato sempre più arduo e il tedesco ha saputo ritagliarsi i suoi spazi, arrivando a 26 punti con 10/14 al tiro. L’esplosione di Nowitzki e l’ottimo impatto di Vince Carter dalla panchina hanno capovolto la partita e i Mavericks hanno controllato agevolmente il vantaggio ottenuto fino alla sirena finale, chiudendo la gara sul 96-110. Randolph è stato comunque il migliore in campo per i suoi: 25 punti, 10/16 dal campo e 9 rimbalzi.

DURANT E I THUNDER CONTINUANO A VINCERE – I Minnesota Timberwolves hanno dovuto fare a meno degli infortunati Kevin Love, Nikola Pekovic e Corey Brewer nel match contro gli Oklahoma City Thunder. Durant e Reggie Jackson ne hanno approfittato e hanno portato a casa la dodicesima vittoria nelle ultime tredici gare. I T’Wolves hanno comunque disputato un ottimo primo tempo, con Dante Cunningham (18 punti e 9 rimbalzi) che ha onorato il posto in quintetto: i Thunder hanno avuto bisogno di un buzzer beater di Durant per non chiudere in svantaggio i primi 24’. OKC ha preso poi il largo con un parziale 16-4 tra il terzo e il quarto periodo.

RAY ALLEN DECISIVO – Che novità. Ray Allen ha deciso una partita con una tripla dall’angolo. È un’analisi forse un po’ riduttiva di una sfida frizzante e spettacolare come quella tra Clippers e Heat, ma è fondamentalmente quello che è successo. Miami è partita forte, poi la squadra allenata da Doc Rivers ha laboriosamente ricucito lo strappo. Con un Jamal Crawford indemoniato – che ha regalato il solito canestro da metà campo sulla sirena del secondo quarto – e un Blake Griffin in grandissima forma, la squadra di casa è riuscita a rimanere in partita. Crawford ha segnato 31 punti, Griffin addirittura 43 (con 15 rimbalzi e 6 assist). Decisivo nella rimonta anche DeAndre Jordan, che ha demolito i rivali sotto le plance (16 punti e 16 rimbalzi). I Clippers sono riusciti a tornare sul -2 con 40” da giocare, prima che Ray Allen punisse un raddoppio su Wade con la tripla decisiva dall’angolo. Allen ha segnato 14 punti nel solo quarto periodo. Miami, trascinata da LeBron James (31 punti, 8 rimbalzi e 12 assist), è riuscita a vincere una partita in cui ha perso 52-31 la lotta a rimbalzo.

Photo: sportsofboston.com