7 temi della notte NBA: il punto debole di Curry, i soldi non comprano vittorie

IL CROLLO DI ATLANTA – Mentre i Cavaliers continuano i loro alti e bassi, ci sono gli Hawks che stanno letteralmente crollando. Stanotte hanno perso per 115-104 contro i derelitti Celtics, concedendo il season-high a Jerryd Bayless (29 punti) e perdendo nettamente il confronto sotto le plance. Questa è stata la decima sconfitta nelle ultime undici apparizioni per Atlanta che, tra infortuni e sfortuna, affondando. E questa è un’ottima notizia per i Cavaliers, che sembrano essere pronti ad approfittare di questa situazione per superare gli Hawks e prendersi l’ottavo posto ad Est. Che poi significherebbe uscire al primo turno contro una tra Miami e Indiana, ma almeno Cleveland finalmente potrebbe tornare a riassaggiare il sapore dei playoffs.

IL PUNTO DEBOLE DI CURRY – Altro capolavoro di Tom Thibodeau, che ha trovato la chiave per battere i Warriors: basta impedire a Steph Curry di fare il suo gioco. Questo è un compito molto difficile, ma i Bulls hanno avuto l’approccio giusto e sono stati estremamente fisici con lui. In sostanza, hanno fatto esattamente quello che gli avversari faranno nei playoffs, se Golden State non troverà un’altra valida fonte di gioco per togliere un po’ di pressione dalle spalle di Curry. Quest’ultimo stanotte ha tirato con un pessimo 2/10 dal campo, ha perso 5 volte il pallone e non è mai riuscito ad andare in lunetta. Nessun compagno di squadra gli ha dato una mano, e così i Warriors hanno perso nettamente per 103-83 e hanno visto svanire la striscia di 4 successi consecutivi.

I LAKERS NON SONO UNA SQUADRA – E’ difficile dare la colpa a qualcuno per la stagione dei Lakers. D’altronde il roster è composto da 11 giocatori in scadenza, molti dei quali sono solo preoccupati di dimostrare di meritare un posto nella NBA anche per la prossima stagione. Eppure stanotte, nonostante la difesa praticamente inesistente, l’attacco poco organizzato e la mentalità generalmente egoista, i Lakers hanno dato vita ad una partita divertente, realizzando anche 15 triple. Ma ciò non è stato sufficiente per evitare la sconfitta per 108-103 contro i Grizzlies, i quali adesso sono a sola mezza partita di distacco dall’ottavo posto della Western. LA è una fase di transizione chiarissima e di certo le cose non cambieranno da qui al termine della stagione. Almeno stiamo avendo la possibilità di vedere all’opera gente come Kent Bazemore e Kendall Marshall che stanno dimostrando di poter far parte della base da cui ripartire il prossimo anno.

IRVING ALLA RISCOSSA, OKC AL TERZO KO IN FILA – Ogni tanto i Cavaliers si ricordano che potenzialmente sono un’ottima squadra. Stanotte hanno sorprendentemente battuto ad Oklahoma la miglior squadra della Western per 114-104. Eppure i Thunder erano determinati a rialzare la testa dopo due sconfitte consecutive e non hanno affatto giocato male: Kevun Durant ha tirato con 10/16 dal campo, mancando la tripla-doppia per un singolo assist, mentre Russell Westbrook ha giocato la sua miglior partita da quanto è tornato, mettendo a referto 24 punti e 9 assist in 30’. A livello di squadra, i Thunder hanno tirato con il 48.8% dal campo ed il 42% da tre. E allora come hanno fatto a perdere? Semplice, i Cavaliers sono stati ancora più bravi: Kyrie Irving ha stravinto la sfida con Westbrook, mettendo a referto la bellezza di 31 punti e giocando con grande aggressività. Ma in generale il quintetto è andato molto bene e tutti hanno chiuso in doppia cifra, con Jack a quota 21 punti e Hawes a 19. Adesso i Cavs sono a 3 partite e mezzo dagli Hawks e l’ottavo posto della Eastern è ancora raggiungibile: di certo questa vittoria prestigiosa può dare un certo slancio per le prossime partite.

NON TOGLIETE GORAN AI SUNS – Già senza Bledsoe è dura mantenere il posto nei playoffs nel selvaggio Ovest, ma se manca anche Dragic, ai Suns serve un’impresa per vincere. Ed infatti stanotte, con lo sloveno in panchina a casa di un problema alla caviglia subita contro i T-Wolves, Phoenix è caduta contro i Jazz per 109-86. Con il loro miglior giocatore fuori, i Suns hanno faticato tanto a creare gioco e ad essere pericolosi in transizione, che solitamente è la loro arma principale. Va comunque dato merito ai Jazz, che hanno schierato un quintetto tutt’altro che scarso: con Trey Burke, Gordon Hayward, Richard Jefferson, Derrick Favors e Marvin Williams hanno un record di 18-9. Questa partita, quindi, ci ha fatto capire due cose: se Utah schiera io suo effettivo quintetto, è pericolosa per tutti, mentre Phoenix ha assolutamente bisogno almeno di Dragic.

I SOLDI NON COMPRANO LE VITTORIE – Pensare che Will Barton e Mo Williams (3.5 milioni in due) hanno segnato complessivamente più punti di tutti i titolari dei Nets (che guadagnano 68.6 milioni) fa capire che non bastano avere tanti soldi per vincere le partite. Tra l’altro i Nets avevano goduto di due giorni di riposo, mentre i Blazers erano in back-to-back, eppure quest’ultimi hanno rifilato un imbarazzante passivo di 44 punti agli avversari. Brooklyn ha iniziato male e continuato peggio la partita, subendo un break di 13-1 che è valso il -24 all’intervallo. Nella ripresa è inutile dire che i Nets non c’hanno nemmeno provato, ma sono stati semplicemente umiliati.

HOUSTON, INCUBO CLIPPERS AI PO – Con la sconfitta per 101-93 di stanotte, i Rockets adesso hanno un record di 0-3 contro i Clippers in questa stagione. Troppi turnover (20) e secondi tiri concessi (19) hanno reso la vita facile a Paul e compagni. Quest’anno Houston sono solo 5-6 contro le migliori quattro squadre della Western e quindi dovrebbe assolutamente evitare un matchup sfavorevole al primo turno. Ma con la sconfitta di stanotte è scesa in quinta posizione, il che vorrebbe dire affrontare proprio LA. E credo che sappiamo come finirebbe quella serie. C’è da dire comunque che i Clippers ultimamente stanno giocando molto bene, anche grazie ad un ritrovato Chris Paul, che nelle ultime 4 uscite ha smazzato 48 assist e perso solo 3 palloni. Solito contributo importante di Blake Griffin, autore di una doppia-doppia da 23 punti e 16 rimbalzi.