7 temi della notte NBA: KD bravo e fortunato, la serata da incubo di Wall

I BULLS SONO ANDATI AVANTI, DENG NO – Non si possono spegnere i sentimenti. Luol Deng non riesce a lasciarsi completamente alle spalle i suoi tanti anni di “servizio” per i Bulls, gli manca davvero tanto giocare per Chicago. Ad andare avanti non lo aiuta nemmeno il telefono, da cui riceve tutti gli aggiornamenti sulla sua ormai ex squadra. I Bulls, invece, in campo non sembrano sentire la sua mancanza: hanno un record di 7-2 da quando hanno mandato Deng ai Cavaliers, che stanotte hanno battuto per 98-87. Ancora una volta, Chicago ha dimostrato di saper fare di necessità virtù: manca Carlos Boozer? No problem, dentro Taj Gibson che da titolare mette a referto un career-high di 26 punti in 42 minuti! Joakim Noah ha dato il suo solito contributo fondamentale con 9 punti, 18 rimbalzi e 6 assist, mentre D.J. Augustin ha vissuto un’altra serata da sogno, segnando 5 triple per 27 punti finali. In tutto questo Deng ha tirato con un pessimo 2/11 dal campo. Insomma, se Luol ancora non è riuscito a voltare completamente pagina, i Bulls sembra che siano andati avanti senza pensare troppo ad uno dei suoi giocatori più fedeli e amati.

KORVER SA SOLO TIRARE? NON PROPRIO – Tutti sanno che Kyle Korver può fare canestro. E’ un dato di fatto, testimoniato dal fatto che sono 110 partite consecutive che segna almeno una tripla. Ma l’ala degli Hawks stanotte ci ha messo lo zampino nella vittoria per 112-109 dei suoi contro i Magic, in una maniera abbastanza insolita per lui: con Atlanta sotto di 1 a 23 secondi dal termine, Korver ha stoppato il tentativo di jumper di Jameer Nelson, rimettendo la palla nelle mani dei suoi, che poi hanno vinto la partita con i liberi di Pero Antic. Ma non è finita qui, perché nell’ultima azione dell’incontro Korver ha tenuto l‘1vs1 di nuovo con Nelson, negandogli l’opportunità di una buona tripla sulla sirena che, se entrata, sarebbe valsa l’overtime. Kyle ha la reputazione del classico giocatore monodimensionale, ma in realtà è un difensore abbastanza affidabile. Certo, non risulterà decisivo in questa maniera tutte le sere, ma inserito nei giusti schemi può essere un giocatore importante anche nella propria metà campo.

DURANT BRAVO E FORTUNATO – Da quando Russell Westbrook è finito nuovamente sotto i ferri, i Thunder hanno un record di 9-5. Non proprio eccezionale, ma poco importa, perché le prestazioni di Kevin Durant al momento sono la più grande attrazione della NBA. Se continua a giocare in questo modo ed a segnare con una continuità spaventosa, Westbrook può prendersela comoda per il recupero. Stanotte KD ha messo a referto 36 punti, guidando i Thunder alla vittoria per 111-105 sugli Spurs. Bisogna, però, essere onesti e dire che se Kawhi Leonard non si fosse rotto un dito dopo soli 22 minuti, probabilmente sarebbe finita diversamente. Fino a quel momento, infatti, Durant aveva faticato moltissimo (non a caso a chiuso con 11 perse, dato abbastanza imbarazzante), poi ha preso vantaggio dall’infortunio di Leonard ed ha segnato 24 punti per la vittoria di OKC, la terza in fila quest’anno contro gli Spurs.

LA MINA VAGANTE – Stanotte i Suns hanno mostrato al mondo quanto possono essere pericolosi, distruggendo letteralmente i Pacers. Phoenix ha mosso benissimo la palla, ha segnato in transizione, tirato con 11/16 da oltre l’arco e sparato con oltre il 50% dal campo. C’è da dire che nel 124-100 finale ha influito molto anche il fatto che Indiana non ha giocato bene: Paul George ha provato a tirare avanti la baracca, ma i Pacers non hanno difeso con la solita intensità ed aggressività, non a caso non avevano mai concesso così tanti punti in un tempo (62 nel primo). Al di là della prova di Indiana, comunque i Suns hanno dimostrato ancora una volta di poter essere una mina vagante in questi playoffs, soprattutto se recupereranno Bledsoe, e di aver un futuro radioso davanti a loro.

NON FATE ARRABBIARE DEROZAN – Vince Carter ha risposto ai fischi dei tifosi di Toronto con una bella schiacciata su DeMar DeRozan. E mentre probabilmente si chiedeva perché un buono come lui fosse odiato dai canadesi, la schiacciata non è stata presa affatto bene da DeRozan, che si è un po’ arrabbiato ed ha deciso di vendicarsi dall’altro lato: ha sparato la bellezza di 40 punti (career-high) con soli 22 tiri, trascinando i Raptors alla vittoria per 93-85. Insomma, si è preso alla grande la sua rivincita, dimostrandosi immarcabile in particolare con i suoi jumper dal palleggio.

JOHN, CHE BRUTTA GIORNATA: SIAMO TUTTI CON TE – Continua la maledizione per i Wizards, che per l’ennesima volta in questa stagione non sono riusciti a superare il 50% di vittorie, cadendo in casa per 113-111 dopo un overtime contro i Celtics. Questa è stata la quarta volta in stagione che Washington ha avuto un record pari ed ha fallito l’occasione di farlo diventare positivo. Questo continuo riscendere sotto il 50% inizia a far pensare che la striscia di record negativi iniziata nel lontana 2009 non si spezzerà mai. Difficile, se non impossibile criticare John Wall, che ha fatto tutto ciò che era in suo potere per vincere la partita, mettendo a referto una tripla-doppia da 28 punti, 11 rimbalzi e 10 assist. Purtroppo per i Wizards, dall’altro lato Jeff Green ha sfoderato una prestazione da 38 punti con ben 8 triple, inclusa quella che ha mandato tutti all’overtime. Per Wall è stata davvero una giornata difficile: non solo la sua squadra non è riuscita a superare il 50% di vittorie, non solo la sua tripla-doppia è stata vana, ma è anche arrivata la notizia della sua esclusione tra i 28 giocatori presi in considerazione per il roster del Team USA.

SFIGA KINGS – In molti ritenevano che il momento d’oro di Rudy Gay e di DeMarcus Cousins era destinato a fermarsi, ed hanno avuto ragione, ma non per motivazioni cestistiche. Entrambi, infatti, si sono infortunati nel match perso contro i Rockets per 119-98. Nel primo quarto Gay si è infortunato al tendine d’Achille senza venire a contatto con nessuno: dopo aver provato a rimanere in campo, ha capito che non poteva continuare ed è rientrato nello spogliatoio. Poi Cousins ha lamentato tanto dolore alla caviglia nel secondo quarto, non riuscendo a tirare nemmeno i liberi che si era conquistato. Sacramento non è che stesse facendo miracoli, ma nel 2014 sembrava finalmente essere diventata una squadra rispettabile e difficile da affrontare. Ma adesso senza questi due giocatori chiave il ritorno alla mediocrità appare scontato.