7 temi della notte NBA: la confusione di Cheeks, il gioco degli Hawks, la superiorità dei Pacers

MAURICE, MA CHE STAI COMBINANDO? – Stanotte il frontcourt dei Clippers ha messo in piedi un vero e proprio show nella vittoria per 112-103 sui Pistons. Blake Griffin e DeAndre Jordan hanno combinato 41 punti, 26 rimbalzi e 12 rimbalzi, mettendo letteralmente in ridicolo la difesa nel pitturato di Detroit, che ha opposto loro scarsissima resistenza. Il che è assurdo, perché i PIstons hanno uno dei frontcourt più forti e completi della NBA: Greg Monroe non sarà un asso in difesa, ma con Josh Smith e Andre Drummond in squadra non puoi non riuscire a difendere nel pitturato e concedere la bellezza di 12 schiacciate. Forse è il momento che coach Maurice Cheeks inizi a farsi delle domande, visto che non riesce a sfruttare il grande potenziale dei suoi lunghi: adesso Detroit è scivolata fuori dalla zona playoffs.

DAI JOHN CHE CE LA FAI STAVOLTA! – John Wall non ha mai superato il 50% di vittorie nella sua carriera NBA. Dopo aver battuto stanotte i Sixers per 107-99, i suoi Wizards hanno aggiornato il loro record a 20-20. Per la quarta volta in questa stagione, Washington ha l’opportunità di avere un record vincente, se dovesse vincere il 22 gennaio contro i Celtics. Magari può sembrare un incontro alla portata, ma dovete sapere che i Wizards sembrano essere allergici al superamento del 50% di vittorie: il 6 dicembre hanno perso all’overtime contro i Bucks, scendendo a 9-10; il primo gennaio contro i Mavericks; più recentemente il 18 gennaio hanno perso contro i Pistons ed anche in quel caso addio record vincente. I Celtics hanno perso 9 delle ultime 10 partite, Wall ed i suoi non possono proprio sbagliare, devono riuscire ad interrompere questa sorta di maledizione, che dura dalla stagione 2008-09, ultima volta in cui i Wizards hanno avuto un record vincente.

CHE INCUBO LA SOUTHWEST – Quando i Grizzlies affrontano una squadra della Southwest Division, la sconfitta è assicurata. Passino i ko contro le squadre texane, che viaggiano tutte sopra il 50% di vittorie, ma la terza sconfitta consecutiva in stagione contro i Pelicans deve far riflettere. Stanotte Memphis è caduta per 95-92 sotto i colpi di un pazzesco Anthony Davis, autore di 27 punti, 10 rimbalzi, 4 stoppate, 4 recuperi e 2 assist. Zach Randolph ha fatto il suo dovere con 23 punti e 20 rimbalzi, ma è praticamente mancato il contributo della panchina. Adesso i Grizzlies sono 0-10 nella Southwest Division e sono attesi da un back-to-back con i Rockets che potrebbe peggiorare ulteriormente questo record.

IL BEL GIOCO DI ATLANTA – Gran bella vittoria degli Hawks, che si sono imposti in casa per 121-114 contro i campioni NBA in carica. Atlanta ha impressionato per il suo splendido gioco di squadra, che porta ad un’ottima circolazione di palla e di conseguenza ad un attacco molto pericoloso. Gli Hawks stanotte hanno messo a referto 33 assist per 42 canestri realizzati: non a caso guidano la NBA alla voce assistenze, con almeno 20 passaggi decisivi in 22 partite consecutive. Inoltre, per l’ottava volta hanno smazzato 30 o più assist: sono 7-1 in questa particolare situazione. Ben sette giocatori di Atlanta hanno raggiunto la doppia cifra, Paul Millsap su tutti con 26 punti in soli 13 tiri. Nonostante le difficoltà a contenere l’attacco degli Hawks, gli Heat nel finale sono riusciti a rientrare fino al -2, ma una tripla con spazio di Korver nei secondi finali ha mandato tutti a casa. Adesso Miami ha perso quattro delle ultime sei partite ed ha concesso la prima vittoria ad Atlanta dal 2012.

SEMPLICEMENTE TOM – Per la maggior parte del tempo, Tom Thibodeau sembra arrabbiato, generalmente scontento e sconfortato. Ma stanotte i Bulls sono riusciti a strappargli un sorriso grazie alla vittoria per 102-100 all’overtime contro i Lakers, maturata grazie al buzzer beater di Taj Gibson. I gialloviola sono stati trascinati da un Nick Young in gran spolvero, autore di 31 punti e di tre tiri liberi alla fine del tempo regolamentare che sono valsi il pareggio e quindi l’overtime. Sicuramente Thibodeau non sorrideva mentre Swaggy P mandava tutti al supplementare, ma poi Gibson ha segnato un facile layup con meno di un secondo sul cronometro ed il coach si è lasciato andare. Se i Bulls, nonostante le assenze ed un roster che forse nessun altro allenatore riuscirebbe a rendere così competitivo, stanno continuando a viaggiare forte in zona playoffs, il merito è tutto del signore seduto in panchina. Che è riuscito a trasformare D.J. Augustin in un giocatore da 27 punti in uscita dalla panchina, mentre il suo fidato Joakim Noah non lo ha tradito nemmeno stanotte con una prestazione da 17 punti, 21 rimbalzi, 6 assist e 2 recuperi in 42 minuti di gioco.

BLAZERS, COSÌ NON VA BENE – I Blazers si sono praticamente suicidati stanotte, permettendo ai Rockets di correre e di sparare con troppa facilità. Houston, infatti, ha sfoderato una gran prova offensiva (16/33 da oltre l’arco), vincendo meritatamente per 126-113 con Parsons che ha segnato 31 punti, Howard 24 e Harden 22. I Rockets hanno fatto girare bene la palla, ma i Blazers potevano sicuramente fare di più per evitare i tiri ad alta percentuale che hanno concesso. Questa partita servirà più a Portland che a Houston, la quale ormai sa bene di poter essere devastante quando può correre. I Blazers, invece, devono far tesoro di questa sconfitta e capire che se vogliono davvero puntare in alto, devono essere in grado di alzare l’intensità in difesa quando le partite contano davvero.

INDY SUPERIORE, GS HA ANCORA TANTO DA MIGLIORARE – Sia i Warriors che i Pacers puntano ad arrivare fino in fondo, ma dopo aver visto Indiana sbancare con tranquillità l’Oracle Arena per 102-94 appare chiaro che George e compagni hanno maggiori possibilità al momento. Se i quintetti praticamente si equivalgono, a costare la sconfitta  Golden State è stata la panchina, ancora poco continua: stanotte Crawford ha tirato con 1/5, Green con 1/7 e Speights con 1/4, mentre Barnes, che è il leading scorer delle seconde linee, ha messo a referto solo 7 punti in 21 minuti. La panchina di Indiana, invece, ha difeso meglio, segnato con più continuità e generalmente preso in mano le redini del match non appena i Warriors ha fatto riposare i titolari. Golden State è una squadra molto buona che però ha ancora dei margini di crescita, Indiana invece ha raggiunto un livello altissimo ed è difficile che possa fare ancora meglio.