7 temi della notte NBA: Melo frustrato, Duncan immortale, Wizards spezzano la maledizione

I WIZARDS SPEZZANO LA MALEDIZIONE – Fin dalle prime battute del match si era capito che quello tra Blazers e Wizards sarebbe stato un match strano. Nel primo quarto, infatti, Batum ha inspiegabilmente strappato da mano la palla ad Aldridge, sbagliando poi la conclusione da oltre l’arco. Una partita che inizia così, non può che terminare con una grossa sorpresa. Sorpresa che è puntualmente arrivata, perché i Wizards, trascinati dal solito John Wall (22 punti), si sono imposti per 100-90 e hanno fatto registrare finalmente un record superiore al 50% di vittorie per la prima volta dal 2009, ovvero da un’eternità. Appare difficile, però, che possa durare molto, perché Washington dovrà affrontare prossimamente gli Spurs, squadra che non battono dal 12 novembre 2005. Ma adesso che la maledizione del record positivo si è spezzata, mai dire mai.

I NUOVI MODI DI PERDERE DEI SIXERS – Avete presente il cliche “prendi ciò che la difesa ti concede”? Beh, i Sixers hanno deciso di riscriverlo in “prendi ciò che l’attacco ti concede”. Sì perché Phila si è resa protagonista di una marea di palle perse (25, da cui sono nati 32 punti degli avversari) ed è riuscita a perdere una partita in cui ha tirato con il 52.1% dal campo, dominato nel pitturato e preso 8 rimbalzi in più. Ma i Nets non si sono fatti lasciare scappare le numerose occasioni che i Sixers hanno concesso loro: in particolare Shaun Livingston ha capitalizzato bene i tanti errori di impostazione degli avversari, mettendo a referto 13 punti, 8 assist, 7 recuperi e 6 rimbalzi.

MELO, SCAPPA DA NY! – Brandon Knight ha sepolto i Knicks con la tripla ad un secondo dal termine che è valsa la prima vittoria dei Bucks dal 22 gennaio. Milwaukee ha cancellato i 66 punti in due di Carmelo Anthony e JR Smith, ma soprattutto ha mostrato a New York una realtà molto dolorosa: i Knicks hanno perso la loro 29esima partita in stagione, una in più di quelle che hanno perso nell’intera annata 2012-13. Come al solito, Melo ha provato a fare l’impossibile per tenere a galla la sua squadra che definire ridicola ormai è quasi un complimento: 36 punti con 13/25 dal campo sono stati eccezionali quanto inutili. I Knicks stanno praticamente sciupando la miglior stagione della carriera di Anthony, che sta tirando con percentuali migliori ed ha anche aumentato la presenza sotto le plance, dove strappa maggior rimbalzi. Ovviamente, la tripla della vittoria di Knight è arrivata dopo che Melo aveva segnato il canestro del pareggio. Naturalmente Anthony deve essere sempre più frustrato e questo non può far altro che alimentare il desiderio di andare altrove: Melo, salvati finché sei in tempo e molla questi matti Knicks appena puoi!

L’IMMORTALE DUNCAN – Proprio quando per i Pelicans sembrava fatta, avendo 14 punti di vantaggio a poco più di 10 minuti dal termine, gli Spurs sono semplicemente saliti in cattedra ed hanno preso il controllo del match. E così dal -14 alla fine si sono imposti per 102-95: merito ovviamente della vecchia guardia, con Tony Parker che ha insegnato pallacanestro (32 punti e 9 assist) e con l’immortale Tim Duncan che ha spiegato un paio di cosucce ad un futuro fenomeno come Anthony Davis, mettendo a referto 21 punti, 7 rimbalzi e 6 stoppate in soli 29 minuti.

NORMALE AMMINISTRAZIONE PER KD – Ormai non sappiamo più come definire le prestazioni di Kevin Durant, forse è il caso di limitarsi ad un “normale amministrazione”: stanotte ha messo a referto 31 punti, 8 rimbalzi e altrettanti assist, trascinando i Thunder alla vittoria per 86-77 sui Grizzlies, una delle squadre più in forma della NBA. C’è da dire però che Memphis ha pagato care le pesanti assenze di Mike Conley e di Tony Allen, con quest’ultimo che magari poteva provare a limitare KD viste le sue acclarate doti difensive. Sarebbe stato bello vedere se Durant senza Westbrook sarebbe riuscito a battere i Grizzlies al completo, cosa che negli scorsi playoff non è accaduta, ma per stavolta niente.

DENVER TORNA AD EMOZIONARE – I Nuggets non sono stati emozionanti come l’anno scorso finora, ma stanotte hanno regalato una vittoria da brividi al proprio pubblico. Grazie ad un buzzer beater pazzesco di Randy Foye, Denver si è imposta inaspettatamente per 116-115 contro i Clippers. Al di là del canestro di Foye, i Nuggets stanotte sono apparsi molto più simili che mai alla squadra che l’anno scorso si è assicurata il terzo posto nella Western: Kenneth Faried è esploso con un career-high di 28 punti ed una serie di pregevoli schiacciate, mentre Ty Lawson ha garantito velocità ed imprevedibilità alla manovra. I problemi seri in difesa però rimangono, la squadra è meno forte e completa e sembra quasi impossibile che Denver possa replicare il successo della scorsa stagione, ma almeno cercano di ben figurare e di divertire.

LA BUONA E LA CATTIVA NOTIZIA – Nottata dai due volti per i Raptors. La buona notizia è che Jonas Valanciunas sta venendo su proprio bene ed ha vinto la sfida con i centri avversari, Kanter e Gobert, mettendo a referto 18 punti e 9 rimbalzi e mostrando la giusta combinazione di abilità fisiche e tecniche. Ma nella vittoria per 94-79 sui Jazz, la brutta notizia è certamente l’infortunio al ginocchio destro di Kyle Lowry, che ha dovuto abbandonare il campo dopo 25 minuti di gioco. Finora Lowry è stato nettamente il miglior giocatore di Toronto, tanto che la sua esclusione dall’All-Star Game è stata abbastanza clamorosa: i canadesi non possono far altro che sperare che il suo infortunio non sia nulla di importante.