7 temi della notte NBA: Mills è super, Love giocatore straordinario, ai Knicks c’è solo Melo

CLEVELAND NON SI FERMA PIÙ – La vittoria dei Charlotte Bobcats sui Detroit Pistons tiene i Cavaliers a distanza di sicurezza, ma la squadra di Kyrie Irving è alla sesta vittoria consecutiva. Continua, quindi, il sogno di compiere un’impresa storica e di raggiungere i Playoffs nonostante nelle prime 49 gare fossero arrivate solo 16 vittorie. Cleveland ha provato subito ad imporre il proprio ritmo nella gara contro gli Orlando Magic, trovando un largo vantaggio. La squadra allenata da Jacque Vaughn ha ritrovato fiducia nel corso dei secondi 24’ e Afflalo ha riportato i Magic a -2 con 2’ da giocare. Ci ha pensato Tyler Zeller, con un canestro e fallo, a chiudere i conti.

CHICAGO AVANZA, ATLANTA SPROFONDA – La sfida più interessante della Eastern Conference ha visto lo scontro diretto in ottica terzo posto tra Toronto Raptors e Chicago Bulls. La squadra di Tom Thibodeau ha messo in campo il suo gioco fatto di difesa e circolazione di palla ed è stata praticamente in vantaggio per tutta la gara. Una tripla di Lowry per il -2 Raptors nel finale aveva rimesso in discussione il risultato, ma Jimmy Butler ha stoppato DeRozan nell’azione decisiva. Thibodeau ha apprezzato particolarmente la prova di D.J. Augustin, autore di 19 punti dalla panchina. A differenza dei Bulls, tornati ad una sola vittoria dai Raptors, gli Hawks non se la passano di certo bene. La netta sconfitta per 97-114 in casa contro i Wizards ha portato la squadra di Budenholzer al settimo posto nella Conference. Atlanta è stata superata anche dai Nets, che hanno vinto sul campo dei Jazz. Ancora viva la striscia di Kyle Korver, giunta a quota 122.

LOVE È UN GIOCATORE STRAORDINARIO – Lo ha detto coach Frank Vogel al termine di una partita in cui i Minnesota Timberwolves, nonostante le assenze di Nikola Pekovic e Kevin Martin, sono riusciti a sconfiggere gli Indiana Pacers. Merito, ovviamente, di un grande Kevin Love da 42 punti (14/22 dal campo, 5/10 da tre) e 16 rimbalzi. L’incredibile prestazione di Love ha permesso ai T’Wolves di rimanere in vantaggio fin dall’inizio e neanche il tentativo di rientro dei Pacers alla fine del terzo periodo ha messo paura alla squadra di coach Adelman. Paul George ha provato a raggiungere Love e ha collezionato 35 punti (11/22 dal campo, 3/6 da tre) e 11 rimbalzi.

MENOMALE CHE C’È MELO – Lo avranno pensato anche oggi i tifosi dei New York Knicks. I suoi compagni hanno offerto prestazioni rivedibili per gran parte della trasferta di New Orleans, ma Anthony non si è mai fermato e ha condotto alla vittoria i Knicks, che comunque rimangono a distanza siderale dai Playoffs. Negli ultimi 7 minuti di partita, ha segnato 13 punti consecutivi per impedire che i Pelicans riuscissero a farsi avanti. Il canestro più importante lo ha certamente segnato a 2’ dalla fine, quando ha seguito un suo tiro sbagliato e ha riportato i Knicks in vantaggio dopo il rimbalzo offensivo. Una volta trovato il +1, ha sigillato il risultato con due jumper a segno in rapida successione. Ha chiuso la partita con 42 punti e 16/29 dal campo.

SUNS E WARRIORS CI SONO – I Suns, che hanno vinto 8 delle ultime 11 partite, non hanno avuto vita troppo facile contro i Boston Celtics, trascinati da un Rondo vicino alla tripla-doppia (18 punti, 7 rimbalzi e 10 assist). Anche dopo aver trovato il vantaggio nella seconda metà del terzo periodo, i Suns hanno rischiato il suicidio finale, lasciando ai Celtics la possibilità di tirare per il -1 a 15” dalla fine. Sullinger, però, ha sbagliato. Come i Suns, anche i Warriors lanciano un segnale ai Grizzlies, che ieri hanno vinto sul campo dei Knicks. In questo momento, i Suns sono al sesto posto con 32-21 davanti a Warriors (32-22), Mavericks (32-23) e Grizzlies (30-23). La chiave della partita, per Golden State, è stata impedire che Rudy Gay entrasse davvero in ritmo (6/21 dal campo). Nel quarto quarto, con un ispiratissimo David Lee, è arrivata la fuga in favore della squadra di Mark Jackson.

ANCORA SUPER-MILLS, BLAZERS SCONFITTI – Non è di certo un gran periodo per i Portland Trail Blazers, scesi al quinto posto della Western Conference e costretti a giocare senza l’infortunato LaMarcus Aldridge. Gli Spurs hanno risposto con le assenze di Kawhi Leonard, Tony Parker e Tim Duncan. Per la squadra di Popovich, come al solito, non conta chi gioca e chi no: dalla panchina escono sempre risorse di incredibile livello. È il caso di Patty Mills, autore di 29 punti in 29 minuti. In stagione, l’australiano segna 10 punti di media in meno di 20 minuti e nelle ultime tre partite viaggia a 23.3 punti, 3.3 rimbalzi e 2.3 assist di media in 25.3 minuti con il 51.8% dal campo (28/54). Non ce ne voglia Patty, ma le due giocate più importanti, in ogni caso, sono arrivate da Marco Belinelli (20 punti, 7/11 al tiro, 4/6 da tre). I Blazers avevano rimontato 10 punti nel quarto periodo e si erano riportati sul 101-101 a 1’ 30” dalla fine. La tripla di Beli ha scacciato le paure. Marco ha anche vinto una contesa fondamentale sul 104-107 Spurs con 17” sul cronometro..

LAKERS DA RECORD…NEGATIVO – Continua la stagione da incubo dei Los Angeles Lakers. Questa volta hanno incassato la peggior sconfitta casalinga della loro storia nelle gare contro gli Houston Rockets. La squadra di Kevin McHale ha banchettato sulle ceneri dei gialloviola e ha ottenuto il successo per 108-134. Dwight Howard, accolto dai fischi dello Staples Center, grande protagonista: 20 punti, 13 rimbalzi e 3 stoppate. I Lakers si sono ritrovati col solito quintetto improvvisato a causa degli infortuni e hanno avuto un buon impatto solo da Wes Johnson (24 punti, 7 rimbalzi, 9/13 dal campo e 4/6 da tre) e dal sophomore Kendall Marshall (20 punti, 16 assist, 7/13 al tiro e 4/6 dall’arco). Entrambe le squadre hanno tirato sopra il 50% dalla lunga distanza: 51.4% per i Rockets (18/35), 51.9% per i Lakers (14/27).

Photo: washingtonpost.com