7 temi della notte NBA: per gli Spurs record nell’era Duncan, gli Heat tornano a vincere, spettacolo Tyreke

HARDEN, BESTIA NERA DEI BOBCATS – James Harden è la bestia nera dei Charlotte Bobcats: non ha mai perso contro di loro da quando è in NBA. Gli Houston Rockets hanno preso il sopravvento nel terzo periodo e hanno vinto alla Time Warner Cable Arena di Charlotte con il punteggio di 89-100. Proprio Harden, con 31 punti e una meravigliosa schiacciata nel traffico, è stato il migliore in campo. I Bobcats hanno provato a restare a galla affidando il pallone ai due soliti noti, Kemba Walker (22 punti) e Al Jefferson (20 punti e 11 rimbalzi). Nella squadra di Kevin McHale è rientrato Dwight Howard, che ha subito realizzato la sua 63a doppia-doppia stagionale.

BLEDSOE CHIAMA, CONLEY RISPONDE – I Phoenix Suns hanno ottenuto sul campo degli Atlanta Hawks una vittoria importantissima alla luce della recente sconfitta dei Dallas Mavericks contro i Brooklyn Nets. I Suns, infatti, sono tornati ad occupare momentaneamente l’ottava piazza nella Western Conference al posto della franchigia texana. I Suns hanno vinto sei delle ultime sette partite. Decisivo per questa vittoria il backcourt: Eric Bledsoe e Goran Dragic hanno segnato rispettivamente 12 e 14 punti nel secondo tempo. Gli Hawks (31-38) sperano comunque di difendere la loro posizione dall’assalto dei Knicks (29-41). Anche i Memphis Grizzlies sono molto interessati ai risultati di Mavs e Suns. La squadra allenata da Dave Joerger ha spento Kevin Love (16 punti, 6/18 al tiro) e si è assicurata una larga vittoria sui T’Wolves. 23 punti con 9/12 dal campo per Mike Conley.

RIECCO GLI HEAT, PACERS ANCORA KO – Miami si rilancia pienamente nella corsa per il primo posto. La vittoria sui Trail Blazers arriva in un periodo in cui i campioni NBA stavano obiettivamente faticando, tanto che il loro record è un anonimo 7-7 fino ad ora nel mese di marzo. Erik Spoelstra ha mandato Greg Oden (4 punti e 3 rimbalzi in 15’) in quintetto contro la sua ex squadra. LeBron James (32 punti, 6 assist e 5 rimbalzi) ha portato in vantaggio Miami con 11” da giocare, poi Bosh ha stoppato il tiro del pareggio di Lillard (19 punti, 3/15 dal campo). La distanza tra i Pacers (51-20) e gli Heat (48-21) si è assottigliata ulteriormente con la sconfitta di Indiana a Chicago. Non è stata certo una partita spettacolare, con i Bulls che hanno sbagliato i loro primi sette tiri e le due squadre che hanno tirato con percentuali inferiori al 35% nel primo tempo. La difesa dei Bulls è riuscita ad imbrigliare l’attacco avversario anche nei secondi 24’ e la prestazione fenomenale di Taj Gibson (23 punti e 8 rimbalzi) ha permesso a Noah e soci di affondare la squadra con il miglior record nella Eastern Conference.

TYREKE TRASCINA I PELICANS – Per una volta i titoli e gli onori non sono dedicati esclusivamente al fenomeno Anthony Davis, che ha comunque fornito l’ennesima grande prestazione da 24 punti, 14 rimbalzi e 3 stoppate. Sono stati Tyreke Evans e Anthony Morrow i protagonisti di una gara che i Pelicans avrebbe dovuto già vincere nei regolamentari. I Nets, per la seconda notte consecutiva, hanno rimontato nel finale di partita e il solito Paul Pierce, con un canestro dall’arco, ha forzato l’overtime. A quel punto, le tre triple consecutive di New Orleans (una di Roberts e due di Morrow) sono state sufficienti per scavare il solco. Tyreke si è avvicinato alla tripla-doppia con 33 punti, 10 rimbalzi e 7 assist.

OKC CONVINCE SENZA TITOLARI – Gli Oklahoma City Thunder sono stati costretti a disputare la partita contro i Nuggets senza tre titolari (Russell Westbrook, Kendrick Perkins e Thabo Sefolosha). Non è stato un grande problema per la squadra di Scott Brooks, che ha guadagnato un enorme vantaggio (41-24) nei primi 12’ e ha potuto limitarsi a mantenere il controllo per tutta la durata della partita. Kevin Durant (27 punti e 8 assist) è riuscito a mantenere viva la sua striscia di partite con almeno 25 punti a segno: gliene mancano 5 per arrivare a quota 40 e pareggiare il record di Michael Jordan. Seconda doppia-doppia consecutiva per Reggie Jackson (16 punti e 11 assist). Dalla panchina Caron Butler ha contribuito con 23 punti e 10/19 al tiro.

SPURS, RECORD DELL’ERA DUNCAN – Sembra impossibile che gli Spurs possano superare i loro stessi traguardi raggiunti da quando hanno Tim Duncan in squadra, eppure gli Speroni non smettono mai di stupire. Dalla stagione 1997/1998, la prima di Duncan in NBA, gli Spurs non erano mai riusciti a vincere 14 partite consecutive. Nella stagione 1995/1996 San Antonio era arrivata a quota 17 e Duncan e compagni sperano di poter eguagliare quel risultato. Il record degli Spurs con Duncan, tra l’altro, ha viaggiato (quasi) in coppia con un altro record. I Philadelphia 76ers, sconfitti da San Antonio con il risultato di 113-91, hanno raggiunto quota 25 sconfitte consecutive, seconda striscia perdente più lunga di sempre. Possono pareggiare il record assoluto dei Cavs giovedì, quando affronteranno i Rockets.

50W PER I CLIPPERS – La stagione dei Clippers è sempre più positiva. La squadra di Doc Rivers ha sconfitto – non senza difficoltà – i Milwaukee Bucks e ha raggiunto la cinquantesima vittoria in stagione. Sembra difficile che i Clippers possano ambire a raggiungere i Thunder al secondo posto nella Western Conference, ma certamente possono difendere il terzo dall’assalto dei Rockets. Terzo posto che, al momento, offrirebbe al primo turno una serie complicata contro i Golden State Warriors. I Clippers, dicevamo, non sono mai riusciti a trovare la fuga in questa sfida con i Bucks, ma hanno comunque strappato la vittoria per 106-98 grazie all’immarcabile Blake Griffin (27 punti, 14 rimbalzi, 6 assist e 3 stoppate). Per i Bucks si è messo in mostra Ramon Sessions (28 punti, 6 rimbalzi e 7 assist). Discreto spettacolo anche dall’atletico Antetokounmpo, che ha regalato allo Staples Center una sequenza stoppata-schiacciata.

Photo: zimbio.com