8 temi della notte NBA: Dirk l’immortale, la macchina del tempo di Perce, il massacro texano

DIREZIONE IMMORTALITÀ – Il prossimo è ‘Nique. Con uno dei suoi classici fadeaway, Dirk Nowitzki è diventato il 12esimo miglior marcatore della storia NBA, superando John Havlicek durante il match vinto per 108-101 contro i Jazz. Se il tedescone dovesse mantenere una media di 20 punti a partita per il resto della stagione, potrebbe superare sia Wilkins che Oscar Robertson ed entrare di conseguenza nella top 10. In tutto questo, i Mavericks sono sono ancora in corsa per i playoffs. E’ stata una bella serata per Nowitzki.

IL MASSACRO TEXANO – E’ stata una settimana da incubo per i Blazers, che hanno subito la terza sconfitta consecutiva in Texas, la quarta in generale. Stavolta a batterli sono stati gli Spurs, che si sono imposti per 103-90. Come se non bastasse, anche la fortuna ha iniziato a voltare le spalle a Portland, che nel corso del match ha perso LaMarcus Aldridge per un problema alla schiena. Per la verità anche con lui in campo i Blazers erano sotto di 12 lunghezze, ma in ottica playoffs c’è molta preoccupazione riguardo alla loro stella.

LA MACCHINA DEL TEMPO DI PIERCE – Se i Nets riescono ad avere anche nei prossimi due mesi la versione migliore di Paul Pierce, possono essere una terribile outsider per i playoffs. Il veterano di Brooklyn ha firmato 29 punti, di cui 17 nel terzo quarto per aiutare i suoi ad avere la meglio su Miami per 96-95: adesso tra le due squadre il bilancio è di 3-0 in favore dei Nets in questa stagione. La sconfitta ha spedito gli Heat, al quarto ko nelle ultime cinque, due partite dietro i Pacers. Di sicuro Miami tornerà a brillare nei playoffs, ma probabilmente eviterebbero volentieri di affrontare Brooklyn.

MEMPHIS C’È – Un floater di Mike Conley a circa un secondo dal termine ha consentito ai Grizzlies di imporsi per 90-88 sul campo dei Pelicans. Memphis ha così ottenuto la quarta vittoria in fila, tenendosi in linea con i Mavericks per l’ottavo posto della Western Conference. Per i Grizzlies è stata una notte abbastanza difficile, hanno rischiato fino all’ultimo una sconfitta abbastanza clamorosa, ma alla fine con carattere e talento sono riusciti a cogliere una vittoria fondamentale.

DANNY SA ANCORA GIOCARE – A quanto pare Danny Granger può ancora giocare a pallacanestro ad alti livelli. Stanotte ha messo a referto 18 punti con 7/11 dal campo, aiutando i Clippers a battere per 111-98 i Warriors. D’altronde per essere rilasciato subito dai Sixers, significa che qualcosa di buono può ancora combinarla in NBA. Da segnalare anche una nota poco lieta: dopo 214 partite consecutive (è un record per Golden State), Klay Thompson salterà la partita di venerdì notte contro i Cavaliers per partecipare al funerale di suo nonno.

NY È ANCORA VIVA – Senza Rondo, tenuto a riposo precauzionale, a mandare in crisi la loro difesa, i Knicks hanno avuto vita facile contro i Celtics, imponendosi per 116-92. Questa è la quinta vittoria consecutiva per New York, che adesso sembra credere fortemente ai playoffs, distanti tre partite (l’ultimo posto è occupato dagli Hawks). L’impressione però è che i Knicks si siano svegliati troppo tardi e soprattutto non può far piacere essere solo 3 giochi e mezzo davanti a Boston, che sta tankando praticamente da inizio stagione.

PHILA, AL PEGGIO NON C’È MAI FINE – I Sixers sono incappati nella 18esima sconfitta consecutiva, perdendo tra le mura amiche per 115-98 contro i Kings. Adesso Philadelphia è ad 8 sconfitte dal record NBA di ko in fila in una singola stagione, fatto registrare dai Cavaliers nel 2010-11. Normalmente una striscia del genere sarebbe vergognosa, ma i Sixers non danno molto peso a ciò, a loro interessa solo una scelta alta al prossimo Draft.

PHOENIX, I PO SI ALLONTANANO – Guidati da 23 punti di Kyrie Irving, 12 nell’ultimo quarto, i Cavaliers hanno sgambettato i Suns, a cui non è bastato il ritorno di Eric Bledsoe. Con questa sconfitta, Phoenix si trova adesso a due partite di distanza dall’ottavo posto della Western. Fino a tre settimane fa, i Suns erano ancora saldamente nei playoffs, ma una flessione ci sta. Tra l’altro di certo non si dispereranno se non dovessero raggiungere la post-season, dato che hanno tre, e sottolineo TRE, prime scelte al prossimo Draft.