8 temi della notte NBA: fenomeno Davis, mostruoso Drummond, altro show di Griffin

IL FENOMENO DAVIS – Venerdì è stato un gran giorno per i fan di Anthony Davis. Il fenomeno ancora 20enne è stato convocato per l’All-Star Game al posto dell’infortunato Kobe Bryant: decisione sacrosanta, dato che c’era da cancellare il torto subito dai coach, che incredibilmente lo avevano ignorato con le votazioni per le riserve. Per festeggiare la prima convocazione della sua carriera, Davis ha sfoderato contro Kevin Love (4/20 dal campo) una prestazione da 26 punti (10/14) e 10 rimbalzi, conducendo i suoi Pelicans alla vittoria per 98-91.

IL MOSTRUOSO DRUMMOND – I Nets sono stati la miglior squadra del mese di gennaio e giovedì hanno colto una bella vittoria contro gli Spurs. Stanotte però si sono ancorati contro i Pistons, che per una volta hanno espresso il loro grande potenziale. In particolare a brillare è stato Andre Drummond, che ha letteralmente dominato sotto le plance strappando un career-high di 22 rimbalzi ed ha aiutato in maniera importante Detroit ad imporsi per 111-95 su Brooklyn. Molto bene anche Josh Smith, autore di 23 punti, 7 assist e 4 stoppate. Adesso i Pistons hanno una sola partita e mezzo di ritardo dai Bobcats, che occupano l’ottavo posto della Eastern Conference: se vogliono andare ai playoff, hanno bisogno di più prestazioni di questo tipo.

L’ATTACCO DI DALLAS È ON FIRE – I Mavericks hanno segnato più di 100 punti per la 14esima volta nelle ultime 15 uscite ed hanno battuto i Jazz per 103-81. Monta Ellis è stato il miglior marcatore con 22 punti, mentre Dirk Nowitzki si è “accontentato” di 20 punti: addirittura 10 giocatori sono andati a referto con almeno 3 punti. In questo momento, Dallas è la terza miglior squadra per efficienza offensiva (110.7 punti segnati per 100 possessi), ma devono assolutamente migliorare nella propria metà campo, dove si classificano solo al 25esimo posto nella NBA.

BLAKE GRIFFIN SHOW – In assenza di Chris Paul, Blake Griffin sta continuando a migliorare il suo gioco partita dopo partita. Il lungo ha condotto i Clippers alla vittoria per 118-105 sui Raptors mettendo a referto 36 punti: è la prima volta nella sua carriera che ha segnato più di 30 punti in tre incontri consecutivi, affermandosi come il primo giocatore dei Clippers dal 1979 a mettere in piedi una tale striscia. Ultimamente Griffin non sta semplicemente riscrivendo i record della franchigia, ma sta anche cambiando la visione che gli appassionati hanno di lui: svegliatevi, non è più solo uno schiacciatore, ma è un giocatore di pallacanestro vero.

IL PROTAGONISTA CHE NON TI ASPETTI – I Pacers sono una squadra che può contare su diverse stelle e su un quintetto di livello assoluto. Stanotte ad essere determinante non è stato Paul George, né Lance Stephenson, e nemmeno Roy Hibbert o David West. Ma George Hill, probabilmente il giocatore di Indiana più sottovalutato, che ha infilato la bomba grazie alla quale i Pacers sono riusciti ad allungare la partita all’overtime. Il playmaker ha poi chiuso con un career-high di 37 punti, conducendo i suoi ad una splendida vittoria per 118-113 sui Blazers.

I CAVALIERS SI RICORDANO COME SI GIOCA – Il tempo ci dirà se sarà stato solo un fuoco di paglia, ma stanotte i Cavaliers sono scesi in campo con l’atteggiamento di chi sembrava stanco di rimediare figuracce in giro per gli USA. Nonostante le sei sconfitte consecutive, Cleveland è andata a giocarsela in casa dei Wizards ad armi pari ed è riuscita ad imporsi per 115-113. Ovviamente ad illustrare la strada verso la vittoria è stato Kyrie Irving, che ha sfoderato una prestazione da 23 punti e 12 assist. Curiosamente, la vittoria, ma soprattutto il cambio di atteggiamento, è arrivato il giorno dopo il licenziamento del general manager, Chris Grant.

LO STEVE NASH RITROVATO – Il 7 febbraio è stato un giorno importante per Steve Nash. Per festeggiare il suo 40esimo compleanno, il playmaker ha trascinato i Lakers al successo sui Sixers con il punteggio di 112-98. Stanotte Nash non è apparso un 40enne, anzi ha giocato molto bene ed ha messo a referto 19 punti e 5 assist: è anche grazie al suo contributo se LA è riuscita ad infilare la seconda vittoria in fila, cosa che non le riusciva addirittura dal 20 dicembre. Nash ha giocato poco nelle ultime due stagioni, ma stanotte ha mostrato che può ancora stare in un campo della NBA, quando gli infortuni gli danno tregua.

FINALMENTE FELTON FA IL PLAYMAKER – Ormai una spiegazione razionale ai Knicks si fa veramente fatica a trovarla. Contro una buonissima squadra come i Nuggets, New York stanotte ha sfoderato una gran prestazione, imponendosi per 117-90 senza dover nemmeno scomodare i titolari nell’ultimo quarto. L’uomo copertina è sicuramente Raymond Felton, che è stato estremamente efficiente con 9 punti (4/5 dal campo), 8 assist ed un solo turnover dopo sole due notte dal panchinamento ricevuto contro i Blazers nell’ultimo quarto, dove non è stato molto di aiuto per la squadra. Fino a questo momento, la stagione di Felton è stata terribile, ma i Knicks hanno assolutamente bisogno di ritrovarlo perché può essere una delle chiavi della rinascita.