Atlanta mette a nudo la stanchezza di Miami: far riposare James può costare il primo posto?

Agli Hawks bastava una sola vittoria nelle ultime tre partite per mettere al sicuro l’ottavo posto della Eastern Conference. Nella peggiore delle ipotesi, Atlanta sapeva che avrebbe potuto perdere le ultime due e poi avere vita facile contro i Bucks, che hanno un record di 15-65 e assolutamente nulla da chiedere a questi ultimi incontri. Ma Millsap e compagni hanno realizzato l’impensabile: in back-to-back, sono riusciti a cogliere uno splendido successo sui campioni in carica.

Con un secondo tempo ai limiti della perfezione, gli Hawks si sono imposti per 95-85: alla notte poco felice di Paul Millsap, ha rimediato Jeff Teague che non si è limitato a guidare la squadra, ma ha anche sparato 25 punti. Inoltre, dalla panchina Atlanta ha pescato il jolly: Lou Williams ha segnato 18 dei suoi 23 punti nell’ultimo quarto, inclusi i 12 finali della squadra. Non solo hanno chiuso il discorso playoffs, ma stanotte gli Hawks si sono portati anche sul 2-2 nella serie stagionale con gli Heat, che potrebbero affrontare prossimamente nella post-season, nel caso in cui Miami dovesse riuscire a difendere il primo posto della Eastern da Indiana.

Tra l’altro stanotte coach Spoelstra ha potuto contare su tutti i suoi Big Three dopo 10 partite: questo vuol dire che gli Hawks possono fare il clamoroso upset? Impossibile. O quasi, perché non dimentichiamoci che la palla è sempre rotonda. Ma sono comunque dei partecipanti ai playoffs poco meritevoli, dato che hanno un record negativo in una Conference disastrosa. Semplicemente Atlanta è riuscita ad affrontare gli Heat al momento giusto. Questo perché stanotte LeBron James è apparso evidentemente stanco. D’altronde è anche lui un essere umano ogni tanto: l’8 aprile contro Brooklyn è stato in campo 37 minuti, il 9 41’ a Memphis, l’11 35’ contro Indiana, il 12 37’ ad Atlanta.

Gli Heat hanno perso tre di queste quattro partite, la sconfitta con gli Hawks è stata particolarmente shoccante, ma comunque era pronosticabile. Stanotte, infatti, Miami è crollata nel terzo quarto, mostrando una certa stanchezza generale e segnando solo 13 punti con 35.9% dal campo. Con l’eccezione di Wade, che deve ritrovare il ritmo e la condizione, ci si chiede perché i veterani degli Heat siano stati spremuti così tanto nella loro quarta partita in cinque notti, in cui sono stati abbastanza inefficaci. In particolare, LeBron sta giocando tantissimo in regular season: in questo momento è a 2.099 minuti disputati, che sono già di più rispetto a quelli della passata stagione, ed è a soli 12’ dal tempo complessivo più grande che ha mai giocato come membro degli Heat.

La buona notizia per i tifosi di Miami è che con ogni probabilità a James verrà concessa una notte di risposo lunedì, quando la squadra viaggerà a Washington per affrontare i Wizards. La cattiva è che gli Heat hanno perso nuovamente la testa della Eastern in favore dei Pacers. Quest’ultimi hanno ancora una partita ostica da affrontare (contro i Thunder), dopodiché chiuderanno verosimilmente in scioltezza contro i Magic. Miami, quindi, deve vincerle entrambe e sperare in una sconfitta di Indiana, ma a sua volta rischia con i Wizards, mentre contro i Sixers non dovrebbero avere problemi.

La differenza tra l’affrontare la n.7 o la n.8 al primo turno è abbastanza significativa: nonostante la sconfitta di stanotte, gli Heat preferirebbero di gran lunga ritrovarsi degli Hawks disastrosi dopo la pausa per l’All-Star Game, piuttosto che dei Wizards o dei Bobcats molto combattivi e gasati per la qualificazione alla post-season. Anche se le ultime due partite contano molto, Miami sa di aver cavalcato troppo James ed ha bisogno di concedergli del riposo: spetterà al resto della squadra vincere entrambe le partite per mettere pressione ad Indiana.